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mercoledì 19 settembre 2018
 
8 marzo
 

Una casa chiamata Rondine, la nuova vita di Maria

08/03/2018  Originaria del Salvador, rimasta incinta a 17 anni, la ragazza ha trovato rifugio e assistenza nella comunità-alloggio milanese gestita dalla Fondazione L'Albero della vita Onlus, che accoglie mamme sole e disagiate con i loro bambini.

(Foto: Fondazione L'Albero della vita

Maria ha solo 22 anni e ha già iniziato la sua seconda vita. Nel suo passato, una storia sofferta di disgregazione familiare, di emigrazione, sradicamento, emarginazione e microcriminalità. Oggi, la sua vita è quella di una giovane mamma di due bambini che, tra mille difficoltà e resistenze, sta finalmente progettando un futuro di stabilità economica e indipendenza abitativa grazie al sostegno della Fondazione L'Albero della vita onlus di Milano. Da due anni e mezzo Maria, con i suoi bimbi, è accolta alla Rondine, una comunità di accoglienza gestita dalla Onlus per madri sole, in condizioni di abbandono e di disagio sociale ed economico, con i loro bambini. I nuclei familiari vengono ospitati in alloggi condivisi o piccoli bilocali - per un massimo di 16 persone, tra madri e figli - dove ricevono assistenza costante da parte degli operatori, con l'obiettivo di favorire il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro e il loro graduale ritorno a una autonomia economica e abitativa.  

«Quando, alla fine del 2015, Maria è arrivata da noi alla Rondine era una persona completamente diversa da quella che conosciamo oggi», racconta Valentina Papa, 32 anni, coordinatrice degli alloggi per l'autonomia dell'Albero della vita. «Maria è nata nel Salvador. Suo padre se ne è andato di casa quando lei aveva pochi mesi, sua madre si è ritrovata da sola, in condizioni di forte disagio, e l'ha affidata alla nonna». All'età di 16 la decisione di emigrare, l'arrivo in Italia, a Milano, i problemi di integrazione, in un periodo di vita, l'adolescenza, già fortemente critica. «Qui ha cominciato a frequentare i giri dei connazionali ed è finita in un giro di delinquenza. A 17 anni è rimasta incinta, ma il suo ragazzo, anche lui del Salvador, l'ha abbandonata dicendo che non si sentiva pronto per assumersi la responsabilità di padre».

Maria è stata affidata a una prima comunità di accoglienza, dove è nata la sua bambina. Sorpresa a compiere un furto, è stata condannata dal tribunale. «Ha scontato due mesi di arresti domiciliari nella nostra comunità», spiega Valentina, «poi ha continuato il percorso con noi». Un percorso difficilissimo, tutto in salita, quello di Maria: «Quando è arrivata da noi era chiusa, diffidente, aggressiva, scontrosa,  ribelle, contestava tutto, non andava d'accordo con nessuno. Poi, giorno per giorno, ha cominciato a cambiare, ad acquistare fiducia, ad aprirsi con noi. A fare leva su di lei e sulle sue paure, sicuramente, è stata la nostra presenza costante, che non è mai venuta meno e, come lei stessa ci ha confessato, il fatto di aver avuto per la prima volta delle regole, di sentirsi dire dei no, perché per tutta la sua giovane vita nessuno le aveva mia detto cosa fosse giusto e cosa sbagliato». 

Maria, nel frattempo, ha conosciuto un altro ragazzo con il quale ha iniziato una relazione seria. Con lui ha avuto un altro figlio, che ora ha 4 mesi. La figlia più grande, che ha 3 anni, va alla scuola materna. Maria i suoi bambini sono passati a vivere dall'alloggio condiviso al monolocale in autonomia. Lei non vede l'ora di tornare a lavorare. Durante il cammino alla Rondine ha preso un attestato di cameriera ai piani che le ha permesso di trovare un lavoro in un albergo nel centro di Milano. Quando è rimasta incinta del secondo figlio la cooperativa che l'aveva assunta l'ha lasciata a casa. Ma si dice disposta a riassumerla quanto prima. 

«Oggi Maria è una donna nuova», aggiunge Valentina. «Due anni fa nessuno poteva avvicinarla perché lei non era disposta al dialogo. Oggi è aperta, conciliante, fiduciosa, matura. Quando avrà di nuovo un lavoro, lascerà la Rondine. Ma il suo sogno è trovare un appartamento per conto suo qui vicino alla comunità, nello stesso quartiere. Il legame forte con l'Albero della vita non si spezza».

Informazioni sulla Onlus e sulla comunità Rondine: www.alberodellavita.org.

  

   

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