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giovedì 21 marzo 2019
 
Istituti al top
 

Se le classifiche delle scuole migliori ci fanno preoccupare

09/01/2019 

Mia figlia frequenta uno dei licei classici più rinomati della città, a detta di studenti e genitori, in grado di preparare al meglio i ragazzi e garantire ottimi risultati all’università. Eppure è una scuola che non si posiziona al top nelle classifiche degli istituti dello stesso tipo presenti in zona, ma sta poco al di sotto delle prime dieci posizioni. Non che importino i dati statistici, ma mi chiedo quali sono i criteri per stilare l’elenco e definire i punteggi. Per scegliere la scuola superiore non sarebbe meglio privilegiare il confronto diretto con la realtà?

CARLA

Cara Carla, la tua posizione è chiara, tuttavia un’occhiata ai numeri è gesto di tutti, te compresa, soprattutto in questo periodo di open day e prossime decisioni. Uno sguardo, inutile negarlo, viene dato anche dai docenti che a scuola trascorrono buona parte della propria giornata. Allora è bene andare a fondo per capire meglio. Una delle più recenti indagini è quella realizzata dalla Fondazione Agnelli che ha stilato Eduscopio, un atlante delle scuole superiori migliori di ogni provincia d’Italia. Lo studio ha passato in rassegna circa 1.260.000 diplomati italiani di scuole superiori statali e paritarie, circa 7 mila gli indirizzi di studio esaminati in tre successivi anni scolastici (2012/13, 2013/14 e 2014/15), con l’obiettivo di valutare la validità della scuola superiore frequentata sulla base dei risultati universitari e lavorativi raggiunti dai diplomati. Esami sostenuti, crediti acquisiti, voti ottenuti al primo anno dell’università – il più influenzato dalla formazione secondaria – sono stati presi in esame per chi ha scelto di proseguire gli studi; per chi ha optato per il percorso lavorativo, è stato valutato l’approdo a un’occupazione, il tempo intercorso tra il diploma e l’arrivo di un contratto di durata significativa, la coerenza tra il lavoro e il percorso di formazione. Una classifica utile e ben fatta, che va usata però partendo dal punto di vista degli stessi ideatori: occorre comparare scuole dello stesso tipo (i differenti indirizzi di studio, infatti, attraggono studenti con caratteristiche e potenzialità diverse) e scuole localizzate al massimo nel raggio di 30 chilometri (i confronti hanno senso solo a parità di condizioni di sviluppo economico e sociale). Ma se usando bene la graduatoria la scuola di tua figlia non appare in cima, si può esprimere un’idea sul metodo, così come ha fatto il preside del Liceo Parini di Milano, fuori dalla top ten Eduscopio: l’indagine non terrebbe conto degli studenti che continuano i loro percorsi all’estero. Oppure, meglio, si possono respirare i luoghi, incontrare le persone, i docenti, gli ex studenti: dall’esperienza sul campo, davvero, non si può prescindere.

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