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lunedì 14 ottobre 2019
 
mode pericolose
 

Selfie estremo: folli ragazzate, ma gli adulti...

14/05/2016  Si moltiplicano i casi segnalati di adolescenti che si piazzano sui binari della ferrovia e attendono l'arrivo del treno per un autoscatto da brivido, da condividere poi nei social. Atti sconsiderati di narcisismo digitale... non solo dei giovani.

Farsi un selfie sui binari  mentre sta arrivando il treno e  scansarsi all’ultimo momento utile. Se ci riesci, potremmo aggiungere, visto che qualcuno nel tentativo di catturare la “foto della vita”, la vita è riuscito a perderla

   L’ultimo caso è stato segnalato  lunedì scorso  nel Trevigiano, all’altezza di San Trovaso,  dove il macchinista di un treno che stava procedendo verso Venezia s’è imbattuto in due ragazzi fermi sui binari fino a pochi istanti prima del transito del convoglio.  Pochi giorni prima un altro macchinista  stavolta sulla linea ferroviaria Chioggia-Rovigo  aveva  avvisato la polizia  dopo l’avvistamento di  un  gruppo di adolescenti  che sostavano sulle rotaie. I quattro  fermati, dai 15 ai 17 anni, come specificano i quotidiani locali, hanno ammesso che stavano lì, appunto, per scattare un selfie “estremo”  da condividere  sui social. I più temerari  si sono sdraiati addirittura sulle rotaie.  Sì,  proprio come nei film.  Folli “prove di coraggio” da esibire come trofeo su Instagram, o Youtube.

Quella del cosiddetto “daredevil selfie”, cioè dell’autoscatto catturato in situazioni  di estremo pericolo, sembra essere l’ultima moda, ma potremmo meglio dire l’ultima sconsiderata idiozia, che sta  contagiando  i giovani utilizzatori di cellulari in cerca di notorietà in rete. E il selfie sui binari, in stazione oltre la linea gialla o in aperta campagna sulle rotaie, sembra essere la tipologia di più gettonata del momento.

     Questa pericolosissima moda ha già mietuto le sue vittime in giro per il mondo. Il popolarissimo sito americano Mashable  ricordava che  nel 2015  i morti (12) per questo tipo di selfie nel 2015 hanno superato il numero delle persone aggredite e uccise in mare dagli squali (8). Pochi?  Visto il motivo della morte, ci sembrano già  tantissimi.  Pare che la moda del selfie estremo sia stata lanciata da un free-climber russo, Alexander Remnev,  che si riprendeva in cima ai grattacieli. 

    E proprio la Russia sembra essere il Paese più coinvolto dagli incidenti a causa di questa tendenza. Le situazioni pericolose sono le più svariate, ma una delle costanti è salire su edifici, gru, torri, picchi rocciosi e autoriprendersi sospesi nel vuoto. Quella dei binari  è l’alternativa “a quota mare” per chi soffre di vertigini. Perché si decide di mettere a repentaglio la propria vita, e quella degli amici per uno scatto, un’immagine da condividere? E’ evidente anche a chi non studia la psiche umana che  un selfie estremo  non è altro che un atto fortemente simbolico di esibizionismo, sfruttando la potenza di uno strumento capace di moltiplicare l’effetto del gesto in tempo reale. E’ un atto di narcisismo.  Nulla di nuovo sotto il sole: Narciso  è morto nel tentativo di specchiarsi sull’acqua. Oggi si muore   cercando di “specchiarsi” nei social.     

     I protagonisti sembrano essere sempre adolescenti e giovani, i millennials, come li hanno definiti i sociologi.  Ed è logico che sia così: si tratta di quella fascia d’età  più avvezza alla tecnologia, quelli che stanno più tempo sui social, che ne sono diventati dipendenti. Aggiungiamoci il fatto che è l’età dei riti iniziatici e il quadro è fatto. Le generazioni precedenti celebravano altri riti più o meno pericolosi: varcare la soglia di un cimitero di notte, salire sulla cima di un albero, rubare qualcosa al supermercato.  Modalità diverse, ma il concetto era lo stesso. Fin troppo facile, quindi, chiudere la questione imputando all’imprudenza mescolata a una buon dose di stupidità dei giovani che si rendono protagonisti di questi atti sconsiderati e temerari.

    Forse andrebbe aggiunta un’altra considerazione: questo eccesso di narcisismo negli adolescenti che la tecnologia e la rete sicuramente consentono di ingigantire non è forse anche figlio del narcisismo degli adulti, esercitato ora in modo solamente temperato da un maggior equilibrio, che magari non trascende fino ad arrivare ad azioni così pericolose? Fateci caso: quanti cinquantenni, quanti adulti, genitori, padri e madri di famiglia, professionisti serissimi, ostentano su fb e gli altri social autoscatti a dir poco azzardati? O per lo meno imbarazzanti? Provate a scorrere i contatti di whatssapp e osservate le foto dei profili e le gallerie d’immagini su fb: scoprirete non solo tramonti fiammeggianti, o ritratti familiari di compleanno, ma appunto la fiera  dell’esibizione senza remore. Magari non si arriva alla foto sdraiati sulle rotaie della ferrovia sotto casa, ma poco ci manca. Senza pensare che, poi, queste immagini ti sopravviveranno. Proprio così. E’ uno dei paradossi di questa società, dove tutto scorre veloce e passa, tranne le immagini sui social che restano e a volte sopravvivono ai soggetti ritratti.

    E’ la società del selfie, bellezza! Ostentare, anzitutto. Anche a rischio che il treno arrivi in anticipo.            

 
 
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