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Si è spento a 93 anni Renato Bialetti: suo papà inventò la moka express

13/02/2016  Suo padre Alfonso fu l'inventore della celebre caffettiera negli anni Trenta, lui, dagli anni Cinquanta, la rese famosa in tutto il mondo facendola diventare un vanto del design made in Italy. Renato, che assomigliava all'omino coi baffi del celebre Carosello, ha ceduto nel 1986 l'azienda famigliare, che oggi appartiene alla Bialetti Industries, quotata in borsa.

E' morto a 93 anni Renato Bialetti. Suo padre Alfonso fu l'inventore, nel 1933, della caffettiera che ha cambiato le abitudini quotidiane degli italiani. Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta l’intera produzione delle caffettiere Bialetti era limitata a circa mille pezzi all’anno. Negli anni Cinquanta Renato Bialetti, che era sopravvissuto ai campi di concentramento tedeschi, prese in mano l’azienda e decise di nvestire molto sulla pubblicità – prima a livello locale e poi internazionale – rendendo la moka famosa in tutto il mondo.

 In Italia la moka Bialetti divenne famosa soprattutto grazie a Carosello e in particolare grazie allo spot dell’omino con i baffi: lo disegnò il fumettista Paul Campani, ispirandosi proprio a Renato Bialetti.

La Moka Express Bialetti è diventata negli anni un'icona del design nazionale, riconosciuta ovunque ed esposta nelle raccolte museali più prestigiose. E il tempo (ha più di ottant'anni) non ha minimamente intaccato il fascino discreto della sua caratteristica forma ottagonale e, soprattutto, quel rapporto esclusivo di familiarità e complicità che la lega a milioni di consumatori.

La storia della caffettiera inventata dal geniale Alfonso Bialetti è quella di un’autentica eccellenza italiana: uno straordinario concentrato di passione, know-how, design e funzionalità che non solo ha impresso una svolta all’arte del caffè, ma che è stato capace anche di evolversi e aggiornarsi nel tempo.

Declinata in decine di modelli negli anni, per adattarsi anche nei colori ai tempi e ai gusti dei consumatori.

La geniale intuizione di Alfonso Bialetti

 L’invenzione della Moka Express risale al 1933, anno in cui Alfonso Bialetti, proprietario di un’officina specializzata nella produzione di semilavorati e prodotti finiti in alluminio a Crusinallo, frazione di Omegna (VB), ebbe l’intuizione di creare un nuovo strumento per la produzione casalinga di caffè osservando la moglie mentre faceva il bucato con la “lisciveuse”, una grossa pentola munita di un tubo cavo con la parte superiore forata: l’acqua, messa nel recipiente insieme alla biancheria, bollendo saliva per il tubo e ridiscendeva sul bucato sfruttando bene la lisciva, il detersivo di allora.

Adattando il principio della lisciveuse all’estrazione del caffè con l’aiuto della sua competenza nella forgiatura dell’alluminio, Alfonso Bialetti creò il prototipo della Moka Express, già dotato della particolare forma ottagonale.

Grazie all’uso dell’alluminio pressofuso e ai suoi componenti innovativi (come il blocco unico della caldaia, il filtro e il raccoglitore), Moka Express proponeva agli italiani un modo più pratico ed efficiente di preparare il caffè, dando nel contempo alla popolarissima bevanda un gusto più ricco e intenso, diverso da quello ottenuto con la cosiddetta “napoletana”.

L’alluminio, inoltre, era il materiale ideale per questo tipo di prodotto, poiché grazie alle sue porosità, con l’uso, trattiene ed esalta il profumo e l’aroma del caffè.

Fino al secondo dopoguerra, tuttavia, l’invenzione di Alfonso Bialetti rimase un prodotto fabbricato semi-artigianalmente in pochi pezzi e commercializzato solo in ambito locale. Alfonso Bialetti, infatti, era un artista che lavorava per la gloria e non per il guadagno.

La rivoluzione industriale avvenne sotto la guida di Renato Bialetti, che subentrò al padre Alfonso nel 1946. Dotato di uno spiccato spirito imprenditoriale, modificò la filosofia aziendale passando da una logica artigianale a una produzione a carattere industriale. È in questo periodo che iniziò la diffusione commerciale del prodotto e del marchio: in un solo anno riuscì a raggiungere la vendita di milioni di pezzi.

Renato Bialetti, inoltre, era un convinto sostenitore delle potenzialità della pubblicità: già nel 1948 alla fiera di Milano Renato decise di esporre un’enorme caffettiera luminosa.

La figura di Renato Bialetti è legata a doppio filo ad una delle più famose pubblicità italiane, quella che vede protagonista l’inconfondibile Omino coi baffi. Il personaggio nato dalla matita di Paul Campani, vede la luce nel 1953, come protagonista di una serie di vignette che si concludevano immancabilmente con lo slogan “eh sì sì sì... sembra facile (fare un buon caffè)!”

Tradizione vuole che i caratteri fisici dell’Omino, il nasone ovale, i baffi neri, il collo e le lunghe braccia, siano stati ispirati a Paul Campani proprio dalla figura di Renato Bialetti, da sempre fiero portatore di scenografici baffi, simbolo in carne ed ossa dell’intenditore di caffè.

Qualche anno più tardi l’Omino coi baffi, e con esso la Moka Express, diventerà protagonista di uno dei più grandi fenomeni di costume della storia d’Italia: il Carosello. La consacrazione: l’Omino coi Baffi diventa animato Con la messa in onda del primo Carosello sull’unico canale RAI, la pubblicità arriva sul nuovo mezzo televisivo, vera rivoluzione nelle abitudini di vita degli italiani. Renato Bialetti fu tra i primi industriali a intuire le potenzialità della nuova trasmissione.

Nei primi spot, datati gennaio 1958, l’Omino coi baffi in veste di presentatore si rivolgeva ai telespettatori proponendo dei piccoli Telequiz per indovinare le azioni che un suo simile personaggio stava compiendo. Animato dalla voce di Raffaele Pisu, la bocca dell’Omino coi baffi assumeva di volta in volta la forma delle lettere che componevano le parole che pronunciava.

Si dice che la scelta fosse stata dettata da un intento educativo, per consentire ai telespettatori di familiarizzare con l’alfabeto, in un momento storico in cui la percentuale di analfabetismo in Italia era ancora molto elevata.

Questo distinto gentleman dai grandi baffi neri e dal nasone ovale, sempre impeccabile in giacca, papillon e cappello tipo borsalino, sarà destinato ad un grande ed imperituro successo: la sua effige campeggia su ogni Moka Express come tratto distintivo e unico. Inoltre, il trattamento espressivo scelto per l’animazione del personaggio nel Carosello Bialetti, contraddistinto da voce bassa, modi garbati e gradevole ironia, portò rapidamente l’Omino coi baffi a incarnare per il grande pubblico il vero intenditore di caffè, autentica personificazione dello stile italiano. 

La Moka Express alla conquista del mondo

Da allora, Moka Express è entrata nelle case di milioni di italiani, divenuta sinonimo universale di caffettiera. Il suo successo ha travalicato i confini nazionali, imponendo la sua silhouette inconfondibile sui principali mercati mondiali sia come apprezzatissimo simbolo del caffè di qualità sia come icona del design italiano. È per questo motivo che Moka Express è entrata a far parte delle collezioni permanenti del Moma di New York ed è fra i 100 Oggetti della Collezione Permanente del Design Italiano.

Nel 1996 entra nel Guinness dei primati con l’unico esemplare funzionante per 100 tazze di caffè. Presente all’Expo di Milano 2015 e ancora prima a Shanghai 2010 tra le 10 invenzioni italiane che hanno cambiato il mondo, Moka Express è stata protagonista in questi ultimi anni di numerose altre mostre e rassegne di prestigio come quella organizzata a Torino per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Dagli anni ’60 in poi, infatti, per fare fronte all’evoluzione dei consumi e ai nuovi ritmi e stili di vita, nascono modelli di successo che hanno contribuito a fare la storia di Bialetti: Dama, dall’estetica più elegante, Brikka per il caffè con la “cremina” come quello del bar, Orzo Express, per il caffè d’orzo all’italiana oltre che colorate varianti della classica Moka Express. Una nota d’eccezione la merita Mukka Express, disegnata da Alfonso Giannoni e vestita nell’originalissima versione maculata.

Grande imprenditore italiano, Renato Bialetti ha venduto nel 1986 l'azienda di famiglia, che ora – dopo alcune fusioni e passaggi di proprietà – si chiama Bialetti Industrie ed è una società quotata in borsa dal 2007,  ma Moka Express è ancora lì, regina dei fornelli delle case italiane.

Bialetti Industrie non dimentica mai però il suo prodotto di punta. Le più recenti sono le originali Moka Melody Sport, che cantano l’inno della squadra del cuore o anche della nazionale, o la caffettiera dedicata all'Adunata nazionale degli Alpini Italiani. 

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