logo san paolo
lunedì 19 novembre 2018
 
 

Patente a punti, è allarme giovani

21/04/2010  Nella fascia tra i 20 e i 24 anni sono loro che commettono il maggior numero di infrazioni al Codice. I più bulli sono i maschi, le femmine sono più responsabili.

Un controllo della Polizia Stradale (foto di Vincenzo Coraggio, archivio Asaps).
Un controllo della Polizia Stradale (foto di Vincenzo Coraggio, archivio Asaps).

Leggera diminuzione degli incidenti nei primi tre mesi dell'anno. Ma aumentano i feriti e ancora di più i morti, con una concentrazione nei fine settimana. Preoccupano soprattutto i comportamenti di guida dei giovani, che pagano sulla strada un prezzo altissimo. Ed è un'inaspettata inversione di tendenza rispetto ai risultati positivi del 2009. I dati per ora più precisi riguardano soltanto la rete autostradale, quella dove l'incidentalità è notoriamente più bassa e sotto controllo (grazie anche al successo del sistema di rilevamento Tutor), ma è tuttavia un campanello d'allarme che continua a porre l'Italia tra i Paesi europei meno virtuosi nella riduzione degli incidenti e nella diffusione di comportamenti più responsabili al volante.

Da gennaio a marzo, secondo i dati della Polstrada, ci sono stati sulle nostre autostrade 7.863 impatti, con un calo dell'1%, ma i feriti sono aumentati del 2,8%, e molto più negativo è il bilancio delle vittime: 82 morti nel primo trimestre dell'anno, con un aumento rispetto al 2009 del 18,8%. E' bene ricordare che questi sono dati rilevati dalla Polizia Stradale, non sempre sono omegenei riapetto a quelli dell'Istat, di solito ancora più drammatici.

Sono numeri preoccupanti anche, e soprattutto, viste le proposte di legge, mai del tutto abbandonate, di aumentare il limite di velocità a 150 chilometri l'ora. Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, uno dei portali sulla sicurezza più accreditati in Italia, propone una riflessione: "Non è che l'ipotesi dei 150 all'ora sulle autostrade a 3 corsie, sottoposte al controllo del Tutor, sta gia cominciando a far danni? Il miraggio dell'innalzamento dei limiti, infatti, è stato abbondantemente anticipato sui media, e questo potrebbe indurre chi solitamente ha già il piede pesante a premere ancora di più sull'acceleratore, tanto prima o poi arriva la nuova legge che ci copre. Legge che realizzerebbe ciò che temiamo da sempre: nella proposta inserita nel pacchetto di provvedimenti già approvati dal Senato, si potrebbero sfiorare i 200 all'ora, di media, rischiando pochissimo, pagando un dazio insignificante: stando nei 40 km oltre il limite, sfiorando quindi i 200 km l'ora, la nuova proposta prevede la perdita di soli 3 miseri punti, e quasi tutti ne hanno ormai in dotazione 24-26, con una multa di appena 155 euro, senza sospensione della patente. Se non è un invito a correre questo. E forse qualcuno, visto l'aumento dei morti in autostrada, ha già cominciato a lasciarsi andare".

A proposito di punti, sono stati resi noti i risultati al 31 dicembre 2009. In sei anni e mezzo di patente a punti, entrata in vigore il 1° luglio 2003, in base ai dati resi disponibili dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i punti totali prelevati sono stati 58.467.823. Secondo i calcoli dell'Asaps, se si considera che sono stati spalmati su 35.606.242 patenti attive (solo di recente si sono aggiunti i certificati dei ciclomotoristi), si può dire che a ogni patentato sono stati prelevati 1,642 punti di media. I più indisciplinati alla guida sono stati i giovani nella fascia 20-24 anni: hanno perso mediamente 2,346 punti ciascuno; nella fascia successiva, 25-29 anni, hanno perso in media 2,308 punti. Dopo i 40 anni si passa sotto la media nazionale, con 1,543 punti persi tra i 40 e i 44 anni, mentre sono 1,403 i punti persi in media fra 50-54 anni, e 1,199 fra gli over 65. Gli automobilisti "maturi", dunque, si confermano i più responsabili, mentre è sempre più preoccupante lo stile di guida dei giovani.

Andando più in dettaglio nell'analisi delle attitudini al volante, i dati ministeriali rivelano che sono i maschi, in assoluto, ad adottare comportamenti più a rischio: il 75,98% dei punti sono stati prelevati proprio a loro. Alle donne solo il 24,02%, e ormai i numeri quasi si equivalgono: i patentati maschi sono il 57,27%, le femmine il 42,73%. Le infrazioni che hanno causato più perdita di punti? Velocità (fascia oltre i 10 km/h oltre il limite, per esempio basta non rispettare i 70 km all'ora sulle tangenziali, non lo fa quasi nessuno ed è una "strage" con gli autovelox, con i vigili appostati e spediti dalle Amministrazioni locali per fare cassa), mancato uso delle cinture, attraversamento col semaforo rosso, uso del cellulare.

A proposito di telefonino in automobile: è ormai dimostrato che causa una diminuzione della soglia di attenzione maggiore della stanchezza. Studi approfonditi rivelano che spedire Sms al volante, o parlare al cellulare mentre si guida, determina una perdita secca della capacità di reagire alle situazioni dinamiche che accadono sulla strada, impossibilità di impiegare con prontezza i comandi, rallentamento vistoso dei riflessi. Tanto che alcuni esperti suggeriscono non solo di usare il viva voce o l'auricoloare come richiede il nostro Codice della Strada, ma di non telefonare tout court mentre si è in movimento. Non lo fa quasi nessuno. E gli incidenti aumentano.

I vostri commenti
3
scrivi

Stai visualizzando  dei 3 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo