logo san paolo
venerdì 24 novembre 2017
 
dossier
 

“Slegalo subito”, la campagna per l’abolizione della contenzione

07/12/2015  “Impazzire si può” ha radunato quasi trecento persone (provenienti da diverse regioni italiane ma anche da Francia, Olanda ed Inghilterra) nel comprensorio dell'ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Tre giorni per discutere di buone pratiche nel trattamento del disagio mentale, e denunciare, se possibile, le pessime pratiche ancora in auge per offrire nuove prospettive.

L'edizione 2015 di "Impazzire si può" (svoltasi a metà settembre sul tema “Alla ricerca dei viaggi possibili ed impossibili”) è stata caratterizzata dal tema del “peer support”, nuova modalità di approccio al disagio psichico che dà valore alla persona e al suo vissuto. Importante l'esperienza di “Recovery House”  recentemente avviata a Trieste, della quale diamo ampio approfondimento nell’altro articolo del dossier.

I filoni emersi nella “tre-giorni” triestina sono stati molteplici, a partire dalla concomitanza del Convegno con il Raduno Nazionale delle Radio per  la Salute Mentale, organizzato da Radio Fragola, storica radio che trasmette dal parco di San Giovanni e supportato dal neonato Network “Larghe Vedute” (curato da Radio Ohm, Torino).

Due le campagne di sensibilizzazione rilanciate nell'ambito del Convegno. La prima, “Slegalo subito”, per l'abolizione della contenzione, è promossa dalla psichiatra Giovanna Del Giudice insieme a Grazia Serra (nipote di Franco Mastrogiovanni, morto a 58 anni dopo novanta ore di contenzione nel reparto psichiatrico di Vallo della Lucania) e allo psichiatra Piero Cipriano. In un suo recente articolo Del Giudice afferma che «il 20% dei Servizi dove si cura nel rispetto della dignità e dei diritti, senza il ricorso a pratiche coercitive, o dove gli operatori si interrogano quotidianamente e cercano il superamento delle stesse, indica la direzione verso la quale bisogna andare e mostra, nel concreto, che è possibile abolire la contenzione».

Molto importante, infine, l'“Appello contro la barbarie, le misure di sicurezza e la pericolosità sociale”, promosso dall'avvocato Francesco Marco de Martino, docente all'Università di Napoli, che a partire da un'indagine sugli Opg, ha rilevato un consistente numero di casi in cui la privazione di libertà delle persone detenute era stata adottata illegalmente.

Come ha affermato de Martino in un suo articolo «nella realtà permane il cosiddetto “doppio binario” di pene e misure di sicurezza, basato sull'idea che l'infermo di mente non debba essere trattato come persona, chiamato a responsabilità, processato e, se responsabile, punito con una pena proporzionata al fatto commesso, ma sia invece una “non persona”, una sorta di bestia da amministrare rinchiudendola per un tempo sproporzionato, anche senza processo, facendone un mero oggetto di contenzione».

L'Appello ‒  il cui primo firmatario è Andrea Camilleri ‒ vuole favorire «la cultura del primato della persona, dell'inclusione, della solidarietà, secondo le esperienze migliori che si sono realizzate nel nostro come in altri Paesi e vanno tradotte in concrete politiche socio-sanitarie».

I vostri commenti
1
scrivi

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo