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martedì 15 ottobre 2019
 
 

Spazzapnea, la gara per difendere il mare

20/06/2019  Il 23 giugno in sei diverse località una gara subacquea a squadre per liberare i fondali e le spiagge dai rifiuti

Ci si immerge con la speranza di incrociare pesci di tutti i colori, e si riemerge avendo avvistato bottiglie di plastica, scatole di polistirolo, cartelli stradali, cotton fioc, assorbenti e carcasse di auto. Non è un incubo ma quello che accade sempre più spesso a sommozzatori, apneisti e appassionati di snorkeling. «Non solo le spiagge, anche i fondali sono disseminati di rifiuti - conferma Paolo Acanti, presidente dell’associazione sportiva dilettantesca Apnea Center di Genova - È avvilente vedere quanto il mare sia sporco, soprattutto vicino alle città. E le pulizie dei fondali non le fa nessuno». Stufo delle discariche sott’acqua, Acanti ha ideato “Spazzapnea-Operazione fondali puliti”, una gara subacquea a squadre per raccogliere la maggior quantità possibile di spazzatura, in mare come sul litorale.

Dopo l’esordio dello scorso anno - 650 chili di spazzatura raccolti a Genova in meno di tre ore - la manifestazione quest’anno è diventata un evento ufficiale di Apnea Academy, la società fondata dal record man delle apnee Umberto Pelizzari, e domenica 23 giugno si svolgerà contemporaneamente in sei località: Genova, Peschiera del Garda, Bari, Marina di Camerota, Catania e Civitavecchia. Inoltre Spazzapnea  è stata inserita nella campagna #StopPlasticPollution del Wwf e anche il neonato WWF Sub contribuirà attivamente alla raccolta. «Parteciperanno fino a 150 persone per ogni località, il “bottino” dei rifiuti pescati sarà decisamente più ricco», è sicuro Acanti.

La gara è aperta a tutti (info www.apneacenter.it). Le squadre potranno essere formate da tre apneisti o da due apneisti e un raccoglitore a terra, oppure da tre raccoglitori a terra. Gli organizzatori metteranno a disposizione guanti e borse per la raccolta e, prima di finire in discarica, i rifiuti verranno pesati e conteggiati per la classifica finale. «I punteggi verranno assegnati in base alla pericolosità del rifiuto per l’ambiente e ai tempi di decomposizione», spiega ancora Acanti. Un etto di sigarette, ad esempio, vale 200 punti, un chilo di vetro 100, uno di plastica 500. Le batterie delle auto? 500 punti ciascuna. A fine giornata vincerà la squadra con il punteggio maggiore, ovvero quella che avrà raccolto la maggior quantità di rifiuti – e fra i più pericolosi – dal fondo del mare.

Infine, buffet - con bicchieri di carta e posate di legno – per festeggiare la raccolta e ricordare due dati, che sarebbe bene tenessimo tutti a mente: un mozzicone di sigaretta impiega due anni a decomporsi, un pannolino duecento, un sacchetto di plastica mille.

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