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sabato 15 dicembre 2018
 
il calo delle nascite
 

Tanti Francesco e Sofia, ma le culle sono sempre più vuote

28/11/2018  «In dieci anni abbiamo perso una città delle dimensioni di Bergamo o Siracusa». E' l'allarme lanciato dal presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, Gigi De Palo, a commento dei dati Istat sulla diminuzione delle nascite che riguarda anche i nati da genitori stranieri. Eppure gli italiani desiderano ancora mettere al mondo figli. Ed altre esperienze dimostrano che invertire la tendenza si può

Nel 2017 sno stati iscritti all'anagrafe  458.151 bambini, oltre 15mila in meno rispetto all'anno precedente. Nell'arco di tre anni (dal 2014 al 2017) si è registrato un calo di circa 45mila nascite mentre sono quasi 120mila in meno rispetto al 2008. È quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat Anno 2017 «Natalità e fecondità della popolazione residente». 
«Sta per andare via un'altra Legge di Bilancio senza che vengano inserite modifiche strutturali in grado di invertire la rotta dell'inverno demografico che anche oggi è stato tristemente certificato da Istat. Le cifre snocciolate stamane sono da bollettino di guerra. In dieci anni abbiamo perso una città delle dimensioni di Bergamo o Siracusa e persino un quarto dei figli unici del Paese. Ci sono ancora i margini per invertire la rotta, ad esempio modificando e migliorando le modalità di calcolo del reddito di cittadinanza con l'introduzione del criterio dei carichi familiari, per calibrarlo in modo più equo. Ma ormai non c'è più tempo da perdere».

Così il presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, Gigi De Palo, a commento dei dati Istat. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,32: era 1,46 nel 2010. «I figli non sono e non possono essere un peso o un privilegio - aggiunge De Palo -, ma devono essere riconosciuti dallo Stato e dalla società come un investimento sul proprio futuro: chi sosterrà un Paese sempre più anziano? Ecco perchè da un anno proponiamo un Patto per la natalità che coinvolga tutte le forze del Paese, a partire dal Ministero dell'Economia. È urgente un piano Marshall che faccia ripartire le nascite e dia risposte concrete ai giovani», conclude De Palo.
 
Secondo il rapporto dell'Istat, la diminuzione della popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni, pari a circa 900mila donne in meno, osservata tra il 2008 e il 2017, spiega quasi i tre quarti della differenza delle nascite che si è verificata nello stesso periodo. Per il resto dipende dai livelli di fecondità, sempre più bassi. «Come era nelle aspettative la natalità è ulteriormente in calo. È un fenomeno che va avanti da un decennio ed è dovuto a fattori strutturali. Ma questo non deve far pensare che sia un fenomeno irreversibile e che non si possa intervenire». Lo ha detto Vittoria Buratta, direttore Statistiche Sociali dell'Istat, durante la presentazione del report. «Altri Paesi in Europa hanno dimostrato che anche in situazioni più critiche sono riusciti a rilanciare con interventi su servizi che assistano le coppie - ha aggiunto - Da altre nostre indagini emerge che le intenzioni di fecondità sono sempre molto alte nel nostro paese. Questo è un segnale di apertura»

Il rapporto mette in luce la sensibile diminuzione in Italia dei nati da coppie coniugate: -147mila in soli 9 anni. Secondo lo studio questo netto calo è in parte dovuto all'andamento dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014 per poi risalire lievemente fino a superare nel 2016 le 200mila celebrazioni. Nel 2017 si osserva una nuova diminuzione (191.287 matrimoni). In un contesto di nascite decrescenti, quelle che avvengono fuori dal matrimonio aumentano di quasi 29mila unità rispetto al 2008 superando le 141mila.

Diminuiscono anche i nati con almeno un genitore straniero che per la prima volta dal 2008 scendono sotto i 100mila (99.211 pari al 21,7% del totale dei nati). Sono 8mila in meno in 5 anni (dal 2012 al 2017) e mille in meno solo nell'ultimo anno. Tra questi sono in calo soprattutto i nati da genitori entrambi stranieri: per la prima volta sotto i 70mila nel 2016, calano ulteriormente nel 2017 (67.933). Le cittadine straniere residenti, che finora hanno riempito i 'vuotì di popolazione stanno a loro volta 'invecchiandò. In Italia, inoltre - si sottolinea nel rapporto - sono sempre più rappresentate le comunità straniere caratterizzate da un progetto migratorio in cui le donne lavorano e mostrano minori livelli di fecondità in Italia. È il caso delle donne ucraine, moldave, filippine, peruviane ed ecuadoriane che hanno alti tassi di occupazione, principalmente nei servizi alle famiglie Al primo posto per numero di nati stranieri iscritti in anagrafe si confermano i bambini romeni (14.693 nati nel 2017), seguiti da marocchini (9.261), albanesi e cinesi. Queste quattro comunità rappresentano il 51,8% del totale dei nati da genitori stranieri.

Rimangono ancora Francesco e Sofia i nomi preferiti dai neo genitori.A livello nazionale si conferma il primato del nome Francesco, che si è rafforzato tra il 2013 e in 2014 probabilmente in seguito all'elezione del nuovo Pontefice. Il secondo nome più quotato per i maschietti è Leonardo seguito da Alessandro. Come l'anno scorso Sofia, Giulia e Aurora sono ai primi tre posti per i nomi delle nuove nate.
 

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