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martedì 19 marzo 2019
 
 

Germano e Osvart: Terzani e noi

17/04/2011  Elio Germano e Andrea Osvart, i figli di Tiziano Terzani nel film "La fine è il mio inizio", raccontano l'esperienza di una pellicola "diversa".

Il cast di "La fine è il mio inizio": da sinistra, Bruno Ganz, Erika Pluhar, Andrea Osvart ed Elio Germano.
Il cast di "La fine è il mio inizio": da sinistra, Bruno Ganz, Erika Pluhar, Andrea Osvart ed Elio Germano.

Al termine della sua vita densa di avvenimenti, il grande viaggiatore, appassionato giornalista e autore di libri di successo, Tiziano Terzani, si ritira con sua moglie nell’appartata casa di famiglia in Toscana. Convoca a sé il figlio Folco per raccontargli la storia della sua vita e per trasmettergli i valori in cui ha sempre creduto. Inizia così  il film La fine è il mio inizio dall’omonimo best seller uscito postumo. Interpreti Bruno Ganz nel ruolo di Terzani, Elio Germano (il figlio Folco) e Andrea Osvart (la figlia Saskia).

     Sono tre i punti che hanno destato l’interesse del produttore Ulrich Limmer per il libro di Terzani: il forte legame padre figlio, la riflessione sulla morte ed il messaggio che trasmette. Un uomo può cambiare se stesso. E se riesce a fare questo, allora può cambiare e migliorare il mondo. E secondo Limmer lo spettatore esce dal cinema con una conoscenza.

     Anche Elio Germano, al cinema per la prima volta dopo la Palma d’Oro di Cannes, è d’accordo. “ E’ stata un’esperienza diversa dal solito modo di fare film. Ruoli simili, così ricchi di testo e monologhi, sono rari".

- Andrea che cosa ti ha insegnato La fine è il mio inizio?
Osvart: "Per me è stata una lezione di vita. Sono riuscita a superare un trauma che mi portavo dietro fin dall’infanzia. Dopo aver girato il film ho cercato di recuperare il rapporto con mio padre, da sempre conflittuale, perché se n’era andato di casa quando avevo solo quattro anni. Ho voluto vederlo, parlagli, avere un confronto tra padre e figlia".

- Vuoi dire che ti era mancata questa importante figura di riferimento e grazie a questo film lo hai perdonato?
Osvart: "Sì, prima che fosse troppo tardi perché anche Saskia nel film vuole dire tutte le cose che ancora non ha detto al padre e allora anch’io ho riflettuto sulla mia vita".

- E tu Elio che rapporto hai con tuo padre?
Germano: "Tutti i rapporti tra padre e figlio sono un po’ conflittuali. Terzani da una parte avrebbe voluto vedersi incarnare nel figlio riponendo in lui una serie di aspettative. Dall’altra Folco spesso soffriva di questo perché voleva percorrere da solo la sua strada".

- Folco e Saskia hanno vissuto la loro infanzia in giro per il mondo. Sono riusciti comunque ad avere delle radici?
Osvart: "Non si perdono le radici quando una famiglia è molto unita. Tiziano e la moglie Angela sono sempre stati molto presenti, nonostante i continui spostamenti e hanno così garantito un’adolescenza tranquilla ad entrambi i figli".              

- Il set cinematografico è stata la casa dei Terzani in Toscana, sulle montagne dell’Orsina. Un posto incantevole ma lontano da tutto e da tutti. Che esperienza è stata?
Germano: "Eravamo in un mondo lontano da quello a cui siamo abituati. Ci siamo confrontati con la natura, le stelle, le nuvole e questo ci ha aiutati ad entrare meglio nella parte. E poi non funzionavano né internet né i cellulari".

- Come siete riusciti a sopravvivere?

Germano: "Questo è un regalo che ci fatto questo film. Ci ha dato la possibilità di fermarci un attimo a guardare le stelle e fare lunghe camminate nei boschi".
Osvart: "Alla fine, quando sono tornata a Roma, ho capito che non avevo perso niente. C’erano solo due messaggi sulla segreteria telefonica. Quindi il mondo continua anche senza di noi…".

- Allora siete più rilassati dopo questo film?
Germano: "Forse mi stressano di più altre cose, quelle che adesso non ritengo  più utili all’anima".

- Dopo aver girato La fine è il mio inizio siete meno spaventati dall’idea dell'aldilà?
Germano: "Se bastasse un film… Purtroppo viviamo in un contesto storico in cui l’essere umano si disinteressa completamente a queste tematiche. Invece penso che gran parte delle nostre insoddisfazioni e infelicità vengano proprio da questa vita deviata".

- Andrea tu hai dichiarato di non avere talento e di supplire a questo applicandoti tantissimo. E’ vero?

Germano: "Smentisco, è un’attrice di grandissimo talento e se non avesse interpretato altri ruoli  più appariscenti forse non lavorerebbe neanche in Italia".

- Che cosa vuoi dire?
Germano: "Mi riferisco a chi per fare carriera prende le scorciatoie che conosciamo tutti o ha delle amicizie importanti e, magari, arriva prima di chi invece ha solo passione per il proprio lavoro e talento.
Osvart: "Elio è troppo buono. In fondo sono solo un’insicura e quando mi capita di lavorare con dei grandi mostri del cinema mi sento piccola e mi chiedo se sono all’altezza. Quindi mi preparo tantissimo per reggere il confronto e ringrazio il destino per il fatto che mi sia capitato questo onore. Nella mia crescita artistica sono ancora all’inizio e cerco di compensare questo con l’impegno.

- All’inizio direi proprio di no. Negli ultimi anni quanti film hai girato?
Osvart: "Venticinque,  ma io mi sento sempre all’inizio".        
Germano: "La mia più grande sicurezza è l’essere insicuro. Anch’io cerco di approcciarmi alle cose come se fosse sempre la prima volta".

- A proposito di papà e figlio, è vero che hai debuttato a dodici anni in un film di Castellano e Pipolo che si intitolava Ci hai rotto papà?
Germano: "Sì,  ma mio padre non era il produttore del film né il regista…".

- Ovviamente in La fine è il mio inizio non hai mai detto a Terzani “papà mi hai rotto”...    
Germano: "Ma forse l’ho pensato tante volte! Tiziano era una figura ingombrante".

- Un ruolo che ancora non avete interpretato e che vi piacerebbe fare?
Osvart: "Tantissimi. Mi sento però pronta per indossare i panni di una donna trasgressiva".
Germano: "A me basta che non mi propongano cose che ho già fatto!".   

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