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venerdì 20 ottobre 2017
 
L'Italia sociale
 

Torino, e il premier tocca con mano lo splendore del volontariato

22/07/2017  Visita del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dopo la riforma del Terzo settore, a due luoghi simbolo della solidarietà e della vicinanza a chi è nel disagio: il Sermig di Ernesto olivero e la Cooperativa Frassati, molto attiva nel mondo del lavoro. Luigi Bobba: «Ora è tempo di pensare agli aspetti attuativi, come chi opera in questo campo si aspetta da noi»

C'è il terzo settore al centro della visita, appena conclusa, del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Torino. Nel capoluogo sabaudo il premier è arrivato venerdì e ha trascorso poche ore, ma decisive: ha infatti visitato diverse realtà, tra cui il Sermig (Servizio Missionario Giovani), grande polmone della solidarietà fondato da Ernesto Olivero, e la cooperativa Frassati,
 molto attiva nel mondo del lavoro, che ha da poco celebrato i suoi 40 anni di attività. Tutte realtà fortemente impegnate sul tema dell'accoglienza. In tempi delicati, segnati dall'emergenza migranti, dal naufragio (almeno temporaneo) della legge sullo Ius Soli e da
continue polemiche tra opposte fazioni politiche, una visita di questo genere si carica di di un significato particolare. Il Presidente del Consiglio è stato accompagnato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e dal sottosegretario Luigi Bobba.
 Gli appuntamenti torinesi del Premier sono iniziati in mattinata, con il pranzo presso il bistrot Etiko, realtà della ristorazione solidale legata all'Opera Murialdo. Lì Gentiloni è stato accolto dalla sindaca di Torino Chiara Appendino e dal Governatore del Piemonte Sergio Chiamparino.


Poi l'incontro con Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. In un luogo altamente simbolico, ex arsenale militare trasformato in laboratorio di pace e bellezza, proprio la riflessione sui migranti ha occupato un posto centrale. «L'accoglienza va fatta
 con amore, ma anche con idee concrete e ragionevoli» ha sottolineato Olivero. Il difficile cammino dell'integrazione passa attraverso alcuni passi imprescindibili. Uno di essi sta nell'apprendimento linguistico. «Con il Premier abbiamo concordato sulla necessità che i migranti imparino l'italiano». Come il Sermig sottolinea da anni, serve un sistema nel quale diritti e doveri siano chiari. Ad esempio i migranti «devono capire che l'Italia è uno Stato di diritto e che parole come 'infedele' vanno cancellate». Nessun buonismo dunque, ma un atteggiamento che scaturisce da un impegno concreto. Parlano, molto più di qualunque discorso, le migliaia di persone che il Sermig accoglie ogni anno, molte delle quali straniere.
Gentiloni ha anche visitato l'ambulatorio medico dell'Arsenale della Pace, un fiore all'occhiello che ogni anno offre cure d'eccellenza a persone in condizioni di svantaggio e fragilità economica.

Successivamente, negli spazi della Cooperativa Frassati (altro luogo denso di esperienza e di impegno), il presidente Gentiloni ha incontrato un'ampia rappresentanza di
 associazioni e realtà del terzo settore. Realtà quanto mai preziose, ossatura di quell'«Italia sociale che risponde alle esigenze», insostituibile nello slancio alla gratuità e nella ricchezza di sfaccettature. «E' un universo. E' la parte migliore del nostro Paese». Si è parlato anche di alcuni decreti attuativi relativi alla Riforma del Terzo Settore, la cui approvazione è attesa e caldeggiata dal mondo del volontariato. Il capo del Governo ha ribadito il suo impegno perché il cammino inaugurato con l'approvazione della legge trovi un pieno compimento.


A fine giornata il commento del sottosegretario Bobba è decisamente positivo: «Questa visita è stata significativa proprio perché segnata dalla concretezza. Il Presidente del Consiglio non si è limitato a parlare al terzo settore, ma ha voluto toccare con mano tre realtà rappresentative. Ha cercato un terreno di confronto, una lingua comune». Non solo: «L'appuntamento torinese segna anche un cambio di passo. Conclusa la fase normativa, è ora il motivo di occuparsi degli aspetti attuativi, come appunto il mondo del terzo settore chiede». E quanto al tema dei migranti «il Premier ha ribadito l'impegno italiano, ricordando però anche che il nostro Paese non può essere lasciato solo di fronte a questo fenomeno epocale. Ciascuno deve fare la sua parte. Europa compresa».

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