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mercoledì 21 novembre 2018
 
GIORNATA PER LA VITA
 

Tilde Casale e i Progetti Gemma nati dall'amore del marito

04/02/2018  Cosa significa e come si da vita a un Progetto Gemma, cioè una sorta di adozione a distanza per salvare una mamma e un bambino dall'aborto? Lo racconta una volontaria rievocando l'impegno suo e del marito.

Il Progetto Gemma approda nella nostra parrochia nel 1996 ed ha subito una partecipazione entusiastica.il mio sposo roberto lombardi lo ha illustrato alla comunità  spiegando che consisteva nell’esigenza evangelica  di superare il male con il bene,  vuole essere un aiuto per tutte le donne che di fronte ad una gravidanza  ina spettata pensano all’aborto come  soluzione del problema.

 La legge 194 del 1978  che ha depenalizzato l’aborto ha insinuato nella cultura corrente lo svilimento del valore sacro della vita umana e si rivolge (come dice madre teresa) al piu povero dei poveri il bambino concepito. non  tutte  le donne  tuttavia pensano di ricorrere all’aborto con leggerezza,  al contrario vorrebbero tenere il bambino, ma spesso sono sole di fronte a questa decisione.

 In questo contesto si inserisce il Progetto Gemma,  che è una forma di aiuto quando tra i motivi dell’aborto c’è anche un problema economico. Il progetto gemma  consiste  nel garantire alla donna in difficolta’ un contributo di euro 160 per 18 mesi: gli ultimi sei mesi di gravidanza e il primo anno di vita del bambino.

Un esborso di euro 160 al mese per 18 mesi è comunque molto gravoso per una persona o per una famiglia, e allora ecco l’idea di frazionare la cifra in piccole quote a partire da 5 euro mensili e permettere di partecipare a chiunque lo desideri.

Quasi subito sono stati completati  4 Progetti Gemma che hanno salvato quattro bimbi dall’aborto e la comunita’ continua ad essere sensibile  e disponibile tanto che siamo arrivati al progetto  46. 46 bambini salvati dall’aborto i cui nomi ci fanno emozionare ed esultare.

L’attenzione resta viva perchè i progetti durano 18 mesi e anche se è previsto l’anonimato fra chi dona e chi riceve, arrivano le notizie della nascita del bimbo, del superamento di tante difficoltà, arrivano i ringraziamenti e la gioia di ritrovarsi ad aver contribuito alla meraviglia di una vita. e di tutto questo rendiamo grazie al signore della vita.

E' frequente la preghiera rivolta al Signore dalla comunità a beneficio della donne aiutate, dei loro bambini, ed anche per la schiera di volontari dei CAV, i Centri di aiuto alla vita, disseminati in tutta l’italia, che testimoniano una realtà fatta di migliaia di persone che accolgono con comprensione e amicizia  sincera le donne in difficoltà, fanno scoprire loro il valore inestimabile  del dono della vita, svolgendo in queto modo un’opera di prevenzione dell’aborto nel rispetto della persona umana.

Io e roberto abbiamo avuto due figlie gemelle monozigoti, nonostante i miei problemi di salute, e sono state per noi una vera benedizione del signore. eravamo felicissimi e non sentivamo la fatica di avere  due  bambine insieme. Lui è stato un padre presente e collaborativo, le bambine poi ragazze e poi donne lo adoravano. la gioia e la felicità di essere genitori  ci ha fatto sentire  cosi forte  e pressante il desiderio di prodigarsi  a  favore della vita nascente. Adesso sono arrivati 5 nipoti la più piccola ha solo due mesi, un piccolo miracolo che si ripete. Purtroppo roberto mi ha lasciata da sola  a gioire con i nipoti, a continuare il nostro amorevole impegno in favore della vita e dopo 41 anni e mezzo di matrimonio più 6 di fidanzamento è un po’ dura.

Il messaggio dei vescovi per la giornata per la vita del 4 febbraio 2018 ci ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi “samaritana” chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata;una comunita’che con il salmista riconosce:  “mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra” (sal 16,11)

 

                                                                                                               Tilde Casale

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