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domenica 16 giugno 2019
 
 

Card. Bertone: giustizia in Vaticano

15/01/2012  Il cardinale Bertone ha presieduto l'apertura dell'ottantesimo anno giudiziario in Vaticano. Un apparato che funziona a ritmi altissimi.

Il ministro della Giustizia Severino (copertina e questa foto: Ansa).
Il ministro della Giustizia Severino (copertina e questa foto: Ansa).

Il compito della Chiesa è quello di “proclamare e difendere in ogni luogo e tempo i diritti e i doveri”, per questo, ricorda il cardinale Tarcisio Bertone, deve essere “esemplare soprattutto nel campo della giustizia”.


     Il segretario di Stato, presiedendo la messa in occasione dell'apertura dell’ottantesimo anno giudiziario in Vaticano, ha anche ironizzato su chi si sente unto dal Signore sottolineando che "Dio si serve, anche nel tempo presente degli strumenti umani, per realizzare i suoi disegni e non cessa di vegliare durante gli eventi della storia su coloro che sceglie e consacra, ma sappiamo che la rispondenza degli eletti a volte è molto incerta se non latitante". Tra i presenti anche il ministro della Giustizia Paola Severino. 

     Dopo la messa l’avvocato Nicola Picardi, promotore di giustizia vaticano, ha passato in rassegna gli ultimi 12 mesi di attività dei tribunali giudiziari. Apparati che funzionano in modo invidiabile se a fine anno soltanto quattro procedimenti penali risultano ancora pendenti (erano 281 alla fine del 2010). In totale, tra civile e penale, si sono celebrati 866 processi. Una sproporzione se si pensa ai solo 492 residenti in Vaticano. In realtà, a influire sulle cifre sono i 18 milioni di pellergini e turisti ai quali va imputato il 99 per cento del contenzioso. Scende la durata media dei processi penali, da 36 giorni del 2010 ai 18.8 del 2011.  

      “Abbiamo un apparato agile e armonico”, ha sottolineato l’avvocato Picardi, “anche se le sfide per il futuro non mancano”. In particolare Picardi è preoccupato  per l’applicazione della nuova normativa sul  pubblico impiego e per la revisione del diritto penale vaticano in materia economica e finanziaria. E soprattutto “per l’applicazione della normativa sull’antiriciclaggio in vigore dal primo aprile 2011 per cui Benedetto XVI con il Motu Proprio ha istituito l’Autorità di Informazione Finanzaria (Aif) al fine di contrastare e reprimere tutte quelle attività illecite che minano le fondamenta della società civile, costituendone una minaccia per il mercato, l’economia, la pace e la sicurezza internazionale. La nuova Authority è investita di poteri molto ampi, tra cui quello di effettuare controlli sul denaro in entrata o in uscita dallo Stato o di irrogare sanzioni”.

      Una legislazione che d’ora in poi si applica anche ai dicasteri della Curia Romana e a tutti gli organismi della Santa Sede che svolgono attività finanziarie o monetarie, compreso l’Istituto delle Opere di Religione (Ior). Infine è stata accolta con favore l’adesione del Vaticano all’Interpol che potrebbe aprire la strada, come chiesto dalla Commissione europea, all’ingresso anche nell’Europol con lo scopo di combattere il terrorismo internazionale. 

     In sostanza, ha fatto notare Picardi, la Città del Vaticano è passata “da Stato apparato a Stato di diritto con una sorta di autolimitazione dello Stato vaticano che ha sottoposto se stesso al proprio diritto”, con una capacità “di amministrare una giustizia sempre equa, tempestiva e autorevole, assicurando, così, giustizia e sicurezza".

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