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Fabrizio De André su Rai 1: la recensione e cosa c'è da sapere

13/02/2018  La fiction in due puntate sulla vita di De André è una scommessa vinta: c’è il cantautore, ma soprattutto l’uomo con le sue fragilità. Bravissimi tutti gli attori

Ogni fotogramma de Il principe libero, fiction in due puntate in onda su Rai 1, trasmette amore e rispetto per la figura di Fabrizio De André. Un risultato a cui ha contribuito in modo determinante la moglie Dori Ghezzi, che ha partecipato a ogni fase della realizzazione. Valentina Bellè, che la interpreta, ha confessato il suo imbarazzo nel ritrovarsela davanti alla macchina da presa a controllare che tutto andasse bene. Un imbarazzo che però ben presto si è trasformato in uno stimolo a fare sempre meglio.

Da un punto di vista narrativo, la fiction è articolata in due parti. La prima è un romanzo di formazione che vede il giovane Fabrizio (Luca Marinelli) lottare contro un destino che sembra stabilito dal padre (Enzo Fantastichini), potente imprenditore di Genova. Lui vorrebbe che seguisse le sue orme ma, al tempo stesso, gli regala una chitarra. Ed eccolo allora girovagare tra i carrugi della “città vecchia” insieme agli inseparabili amici Paolo Villaggio (Gianluca Gobbi) e Luigi Tenco (Matteo Mortari), nei «quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi», che diventano inesauribile fonte di incontri con quegli ultimi (ladri, prostitute, malati di solitudine) che gli forniranno l’ispirazione per i suoi primi capolavori.

La seconda parte è invece concentrata sul tormentato percorso che porterà De André a diventare il più celebre cantautore italiano, un percorso che passerà dalla sua idiosincrasia verso le esibizioni dal vivo superata solo negli anni ’70 e dai giorni terribili del sequestro vissuti in Sardegna con Dori, che pure gli forniranno lo spunto per scrivere una delle sue canzoni più struggenti, Hotel Supramonte.

Quando si racconta la vita di un personaggio molto amato, il primo rischio è di scadere nell’agiografia, che qui viene però evitato perché De André viene raccontato come un uomo geniale, ma anche pieno di fragilità che per lunghi anni hanno trovato rifugio nell’alcol. L’altro rischio è di concentrarsi solo sul protagonista. Qui invece tutti i personaggi sono messi bene a fuoco, con una menzione speciale per Elena Radonicich, bravissima nel tratteggiare una donna che sa elaborare il dolore del tradimento trasformando l’amore in affetto: Puny, la prima moglie di Fabrizio e madre del loro figlio Cristiano.

E poi c’è Marinelli, strepitoso nel rendere credibile il protagonista senza scadere in uno sterile mimetismo, anche quando si sobbarca l’onere di cantare, mentre altrove ascoltiamo davvero la voce di Faber. Il momento più bello? Quando De André fa ascoltare in sala di incisione Valzer per un amore a Dori Ghezzi per conquistarla. È il più bello perché è accaduto davvero.

IL PRINCIPE LIBERO
di Luca Facchini, con Luca Marinelli e Valentina Bellè, 13 e 14 febbraio, Rai 1

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Principe libero, il film su Fabrizio De Andrè
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