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martedì 22 maggio 2018
 
 

Un azzardo di Stato

11/02/2013  Presentato un dossier sul rapporto tra esponenti politici e concessionari dei giochi: ecco cosa è lecito attendersi dal prossimo Governo

Da un lato una campagna, "Mettiamoci in gioco", per chiedere ai candidati alle elezioni politiche la sottoscrizione di un documento in otto punti che regolamenti il gioco d'azzardo. Dall'altra, le prove, tramite un dossier, per dimostrare quanto questa campagna sia indispensabile. È quello che è successo oggi al Senato, da dove è partito un appello ai partiti e ai candidati alle prossime elezioni politiche affinché assumano pubblicamente l'impegno, per la prossima legislatura, a regolamentare la diffusione del gioco d'azzardo nel nostro Paese. Tante le sigle che hanno già aderito (Acli, Adusbef, Alea, Anci, Anteas, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fondazione Pime, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker - pensieri senza dimora, Uisp) nella condivisione di un pensiero semplice: è giunta l'ora di porre un limite al gioco d'azzardo.


A fare la differenza, però, questa volta, è la concretezza della richiesta: ci sono otto punti. I cittadini hanno il diritto di sapere da che parte stanno i politici. Tra gli snodi decisivi del documento, il conferimento ai sindaci di un reale potere di controllo sul fenomeno nel loro territorio; la riduzione dell'alta variabilità attuale nella tassazione sui diversi giochi incrementando le entrate per lo Stato, rimaste stabili pur in presenza di un volume d'affari in costante crescita; il completamento delle procedure per l'inserimento del gioco d'azzardo patologico nei livelli essenziali di assistenza, che devono essere garantiti dal servizio sanitario nazionale; il vincolo dell'1% del fatturato annuo dei giochi d'azzardo al finanziamento delle azioni di prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gioco d'azzardo patologico; l'applicazione del decreto Balduzzi per tutto quello che concerne la regolamentazione della pubblicità che riguarda il gioco d'azzardo, vietando inoltre le pubblicità che indicano le possibilità di vincita senza contrapporle alle possibilità di perdita e quelle che promuovono illusorie probabilità di vincite facili; l'obbligo che l'esercizio delle concessioni rispetti il codice di autoregolamentazione pubblicitaria adottato dalla Federazione sistema gioco Italia, stabilendo al contempo una Authority di controllo esterna ad Aams; la determinazione di una moratoria sull'introduzione di nuovi giochi fino a quando non saranno noti i risultati delle ricerche promosse da enti terzi sui rischi e i benefici delle attuali politiche in materia; l'adozione di un registro unico nazionale delle persone che chiedono l'autoesclusione dai siti di gioco d'azzardo.  

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