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martedì 12 dicembre 2017
 
 

«Una lei mi dice no, di nuovo: pregate per noi scapoli involontari!»

07/12/2017  Un giovane ventisettenne si dichiara alla ragazza che ama, ma viene rifiutato. Secondo i nostri esperti, però, è un po' presto per dichiararsi scapolo, avendo "appena cominciato a vivere".

Ho 27 anni; ho conosciuto una ragazza di straordinaria bellezza, colta, amante della lettura, aperta. È laureata come me. Ho stabilito con lei una bella amicizia; poi mi sono innamorato. Ma quando ho scoperto le carte in tavola… ho ricevuto un rifiuto. E non è la prima volta che vengo rifiutato. Perché, perché l’amore può riservare delusioni così aspre? Ricordatevi di noi “scapoli involontari”! E pregate per noi…

FABIO

— Con tutto il cuore, caro Fabio, preghiamo per gli «scapoli involontari», ma… non per quelli di 27 anni! Come a dire: hai appena cominciato a vivere e… già ti dichiari scapolo. È vero, tu parli di «lunga carriera di rifiuti sentimentali» e se questa è la lettura dei tuoi innamoramenti (permetti?) adolescenziali, andrai poco lontano… Provare attrazione, esprimerla in qualche modo e trovare che “l’altro/a non ci sente” è assolutamente normale: ci siamo passati tutti! La domanda che piuttosto devi farti è: che ne faccio della mia attrazione? Sono concentrato in me stesso, in quello che provo, nei miei sogni o in lei? L’amore, anche nel suo nascere, chiede una responsabilità adulta, cioè un decentrarsi. Se tu stai vicino a una «ragazza di straordinaria bellezza» pensando a quanto ti piace, a quanto ne sei affascinato, a quanto «la vorresti», sei ancora centrato su di te. Prova invece a gettare le tue sonde di esplorazione verso di lei, a quali sono i suoi sogni, i suoi desideri, le sue paure e… agisci gratuitamente di conseguenza; e magari scopri che – prima ancora di “obbligarla” a un rifiuto sentimentale – il suo cuore è altrove! E così, oltre a non sottoporti a un doloroso rifiuto, puoi davvero esserle di aiuto e usare la tua “attrazione buona” per far sì che lei conosca meglio sé stessa. L’amore inizia quando tu vuoi qualcosa di bene per l’altro, non per te stesso: e questo non è semplicemente un masochistico autoannullarsi, ma un seme di amore vero, che poi germoglierà se siete in due a volerlo. Vedi, gli altoparlanti della “moda” ti dicono di prendere per te, di autocentrarti, di diventare la stella polare di te stesso. È un inganno: l’attrazione per la “ragazza di straordinaria bellezza” è solo il motorino di avviamento per arrivare a lei, che è altro da te e dai tuoi sogni. Abbi fiducia in te stesso, caro non-scapolo, e magari leggiti il nostro Il Cantico di tutti i cantici d’amore (Edizioni Porziuncola)!

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