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domenica 21 ottobre 2018
 
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Una nuova ricerca dice che quello della Sindone è sangue umano

06/08/2018  Nell'imminenza dell'ostensione del sacro lenzuolo il 10 agosto per un pellegrinaggio di giovani piemontesi esce un articolo che confuta i dubbi sulla reliquia

Venerdì 10 agosto ci sarà un’ostensione straordinaria della Sindone per i giovani di Piemonte e Valle d'Aosta in preparazione del Sinodo mondiale che si terrà a Roma in ottobre.  I giovani proverranno da diversi giorni di cammino a piedi per il Piemonte e, la sera del 9 agosto, confluiranno alla Reggia di Venaria per poi arrivare al Duomo il giorno dopo per vivere una serata di preghiera e di confronto dedicato alla vocazione e al discernimento.  Sul sito della sindone http://sindone.it/museo/it viene nel frattempo riportata la notizia di una recente ricerca che confuta i dubbi di chi affermava che i segni nel lenzuolo siano troppo rossi  per essere sangue e che per questo motivo è più probabile siano segni di origine pittorica. Lo  studio è uscito sulla prestigiosa rivista specialistica Applied Optics della Optical Society of America, ed è firmato dal ricercatore Enea e vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia, Paolo Di Lazzaro, con il contributo di ricercatori di Enea, Inrim e Cnr.  
E’ noto che il sangue, una volta rappreso, diventi marrone intenso, quasi nero. Perché invece le macchie sul Telo sindonico non si sono scurite? «Perché il colore del sangue si altera se colpito da raggi ultravioletti, compatibili con la luce del sole» spiega Di Lazzaro. «Sempre a patto che si abbia a che fare con del sangue “malato”, “appartenente per esempio a una persona affetta da ittero, oppure sottoposta a grave stress, come violenze e percosse…». E ancora una volta, se il Telo è specchio del racconto evangelico, questo sarebbe ben in linea con le modalità della Passione e Morte in Croce.
«In questo articolo» si legge nell’abstract «testiamo la validità di due ipotesi, vale a dire la presenza di carbossiemoglobina e l’influenza a lungo termine della luce ultravioletta sul sangue di alta bilirubina, tramite due analisi ottiche non invasive e non a contatto: la misura della riflettanza spettrale delle macchie di sangue sulla Sindone e l’analisi del colore di macchie di sangue con elevato tasso di bilirubina dopo 4 anni dall’irraggiamento con raggi ultravioletti di diversa intensità e spettro. L’analisi della riflettanza spettrale ha anche permesso di stabilire che nel sangue sindonico è presente la metaemoglobina, un prodotto di degradazione di emoglobina fortemente ossidata e invecchiata, a conferma che si tratta di sangue antico».

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