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domenica 25 agosto 2019
 
 

«Una sola famiglia umana, cibo per tutti».

31/03/2015  E' questo l'obiettivo di Caritas Internazionale che, anche attraverso la sua presenza in Expo 2015 a Milano, tiene alta l'attenzione e moltiplica le possibilità per una vita vissuta con dignità per tutti. Così è emerso dalle parole del segretario generale di Caritas Internationalis, Michel Roy di cui riportiamo l'intervento integrale.

«Una sola famiglia umana, cibo per tutti». E' questo l'obiettivo di Caritas Internazionale che, anche attraverso la sua presenza in Expo 2015 a Milano, tiene alta l'attenzione e moltiplica le possibilità per una vita vissuta con dignità per tutti. Così è emerso dalle parole del segretario generale di Caritas Internationalis, Michel Roy di cui riportiamo l'intervento integrale. 

Signore e Signori giornalisti,  a un mese dall’apertura ufficiale di Expo e a poco più di un mese dall’evento di punta con cui Caritas si presenterà in Expo, desidero riportare brevemente l’attenzione su quelli che sono i punti-cardine del profilo che Caritas intende dare in questo spazio e durante questo semestre.

Caritas sarà presente in Expo durante i sei mesi di apertura dal maggio all’ottobre 2015 non solo per mezzo di uno stand espositivo – l’Edicola Caritas – ma anche con un quadro di iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione pubblica e politica mirate a far conoscere l’operato di Caritas nel mondo sui temi della nutrizione e delle problematiche inerenti.

L’Edicola Caritas è uno spazio interattivo ed esperienziale pensato per promuovere a livello universale il messaggio “Dividere per Moltiplicare”: la condivisione delle risorse, dei saperi e delle competenze sarà presentata come proposta al problema dell’iniqua distribuzione delle risorse alimentari, nella consapevolezza che solo attraverso questo processo di condivisione autentica è possibile moltiplicare le energie e le opportunità di una vita vissuta con dignità per tutti.

Al suo interno il visitatore sarà portato a fare esperienza dell’operato di Caritas nel mondo attraverso immagini, suoni e letture. Desideriamo che la visita al nostro stand sia esperienziale e che il passaggio dei visitatori avvenga nel modo meno passivo possibile. Per questo potremo contare sul supporto e l’aiuto concreto di centinaia di volontari e di operatori del servizio civile perché le persone possano essere guidate nel venire a contatto con le storie reali di persone vere per le quali la presenza di Caritas ha fatto la differenza.

Una mappa, posta all’ingresso del nostro stand, mostrerà i punti dove Caritas è presente nel mondo, mentre un contatore elettronico proietterà una stima simbolica delle persone che hanno beneficiato dei programmi di Caritas in cento e più paesi del mondo dove siamo presenti. In questo modo, ci inseriremo coerentemente nel tema più ampio di Expo, “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, che per noi significa rimettere al centro l’essere umano nella sua globalità come attore dei processi di nutrizione e alimentazione.

Il nostro punto di partenza per lavorare sui temi di Expo è che il futuro dell’alimentazione rappresenta una delle sfide più serie per l’umanità. Per citare un passaggio del discorso di Papa Francesco per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 maggio 2013, “la fame è la tragica condizione nella quale vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini: questo è uno scandalo in un’epoca in cui la globalizzazione permette di conoscere le situazioni di bisogno nel mondo e di moltiplicare gli scambi e i rapporti umani”.

Caritas, ispirandosi al Vangelo, riconosce quindi la centralità dell’essere umano e della sua dignità e s’impegna a educare alla solidarietà. Da questa missione pedagogica, affidatagli dalla Chiesa, Caritas fa discendere la lotta alla povertà, l’azione culturale e pastorale di cura della persona e della comunità in cui si colloca, l’azione politica di advocacy presso le istituzioni nazionali e internazionali. Il nostro evento di punta del 19 maggio 2015, il “Caritas Day” andrà a toccare tutti questi punti nodali: il cibo non è concepibile come una qualunque merce di scambio, essendo l’essere umano intrinsecamente dipendente da esso per la propria sussistenza.

L’accesso al cibo e il diritto all’alimentazione per tutti sono la prima e più profonda preoccupazione attorno alla quale abbiamo lanciato la campagna mondiale “Una sola famiglia umana, cibo per tutti” nel dicembre del 2013 con l’appoggio del Santo Padre, che sarà l’oggetto principale della giornata, per riflettere su come continuare a: 1) sradicare la piaga della fame nel mondo entro il 2025; 2) sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della fame, dello spreco alimentare e del consumo sostenibile; 3) incoraggiare i governi nazionali a realizzare il diritto all’alimentazione proponendo l’adozione di un quadro normativo adeguato.

Risolvere il problema della fame non è pertanto una questione solo di beneficenza, ma di giustizia per garantire a tutti un’alimentazione adeguata. Come indicato dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali dell’ONU, l’alimentazione si può definire adeguata solo “quando ogni uomo, donna e bambino, da solo o in comunità con altri, dispone in qualsiasi momento dell’accesso fisico ed economico ad un’alimentazione adeguata o ai mezzi per procurarsela”. Caritas pensa alla propria partecipazione a Expo 2015 come non limitata al solo sito espositivo ma come coinvolgente e diffusa, a partire dai territori più vicini della Diocesi milanese per arrivare ai confini del mondo. È, inoltre, una partecipazione temporalmente dilatata: non possono bastare i sei mesi da maggio a ottobre 2015 per esaurire la riflessione su temi così cruciali, perciò il lavoro di sensibilizzazione qui in Expo sarà una componente importante di un progetto più ampio di advocacy politica di lungo periodo.

Attraverso la nostra costante presenza in Expo, vorrei che Caritas ridesse colore, forza e vigore al vocabolario usato nel mondo della società civile, ma anche nella nostra vita di ogni giorno. In particolare, vorrei consegnarvi queste sei parole, se vogliamo, una per ogni mese di presenza in Expo: speranza, inclusività, accompagnamento, compassione, condivisione, sacralità.

Speranza
Il cuore, se vogliamo, del messaggio che Caritas porterà in Expo 2015 ruoterà attorno al racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci. È uno dei passaggi più noti che anche Papa Francesco ha ripreso per il lancio della campagna mondiale di Caritas Internationalis. La parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci ci insegna proprio questo: che se c’è volontà, quello che abbiamo non finisce, anzi ne avanza e non va perso. Troviamo che questa sollecitazione sia, appunto, ben sintetizzabile nella formula “dividere per moltiplicare. Caritas sarà presente in Expo per ridare speranza a quanti non sanno che al mondo c’è cibo a sufficienza per tutti, solo che è prodotto, distribuito e consumato in maniera non equanime. La causa della fame e della malnutrizione non è, quindi, da ricercarsi nella scarsità delle risorse, quanto nella loro iniqua distribuzione.

Inclusività
Pensiamo che sia importante la rappresentanza della società civile in Expo, fra cui anche organizzazioni come la nostra, ispirata alla dottrina sociale della chiesa e con una missione a esercitare la carità per chi è povero o in condizioni precarie di vita. Caritas non è un’entità astratta. Siamo e agiamo come una famiglia, fatta di uomini e di donne che ogni giorno si battono per salvaguardare il creato insieme, nello sforzo condiviso di costruire un modo dove tutti possono vivere una vita in modo dignitoso. Come in una famiglia in cui i membri si curano l’uno dell’altro, anche Caritas ha a cuore che in Expo passi il messaggio che “solo se agiamo come una sola famiglia umana, ci può essere cibo per tutti”. Oggi, qui, siamo presenti come Caritas Internationalis, Caritas Italiana e Caritas Ambrosiana, ma la nostra rete è molto, molto più vasta. Il lavoro svolto per sradicare la fame e migliorare le condizioni di vita dei poveri non sarebbe possibile senza la compartecipazione e la cooperazione di tutti, i nostri 164 membri, verso questo obiettivo comune. Un‘esposizione non si può chiamare universale se rappresenta solo quello che è bello e innovativo, ma deve anche aprire gli occhi ad altre realtà, quelle dei poveri e marginalizzati. L’Expo dovrebbe proprio essere un laboratorio di creatività per trovare le soluzioni sostenibili che permettano una vita dignitosa a chi ne ha più bisogno. Caritas ha lanciato nel marzo del 2014 il primo premio internazionale “Donne, germogli di sviluppo” per dare rilievo al ruolo preminente che le donne svolgono in molte economie nell’assicurare il cibo per sé e per le proprie comunità locali. Tale premio è stato conferito in Città del Vaticano l’8 marzo scorso, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, a un gruppo di donne nicaraguensi e un’associazione di donne rifugiate siriane e libanesi. All’ingresso dello spazio in cui è ubicato lo stand espositivo di Caritas, i visitatori potranno trovare una galleria fotografica essenzialmente incentrata sulle immagini di donne impegnate in agricoltura. Un obiettivo di Caritas fondato anche sulle ricerche della FAO è che dobbiamo dare più risorse alle donne, che maggiormente producono il cibo, ma hanno meno accesso alle risorse rispetto agli uomini: stiamo parlando di conoscenze tecniche, di micro-credito, di diritto a possedere un appezzamento di terra, e così via.

Accompagnamento
Con la nostra presenza in Expo andremo anche a sottolineare come il lavoro svolto da Caritas nasce, si sviluppa e prende forma grazie a una stretta collaborazione tra i vari organi nazionali impegnati nell’implementazione dei programmi di sicurezza alimentare locale e nazionale. Ad esempio, aiutiamo i piccoli agricoltori a migliorare le loro competenze agricole, o a imparare metodi di agricoltura sostenibile.

Compassione
Cosa fanno dei professionisti della “compassione”? Caritas intende la compassione come atteggiamento positivo di compartecipazione alle sofferenze degli ultimi, con la prospettiva di alleviarle assieme. Infatti, al di là dei messaggi di mobilitazione e di sensibilizzazione pubblica e politica sull’insicurezza alimentare, Caritas andrà anche a collocarsi in Expo come organo di sollecitazione di azioni politiche fattive. Grazie alla collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite preposte alla ricerca e allo sviluppo in campo agro-alimentare, Caritas si segnala in Expo come promotrice del diritto all’alimentazione, un diritto umano di base che può essere realizzato facendo leva su strumenti politici e legislativi consolidati. Per Caritas, la compassione si traduce in modo concreto anche attraverso programmi di formazione in cui gli organi nazionali imparano a padroneggiare gli strumenti politici necessari per fare valere i propri diritti e per legittimare il diritto di ciascuno ad accedere alle risorse alimentari necessarie a sfamare sé e la propria famiglia.

Condivisione
I temi della campagna sul diritto al cibo sono frutto di un lavoro di squadra – di una squadra grande quasi come tutto il mondo. Siamo presenti in 164 nazioni e la mappa del mondo mostra dove siamo presenti. Come anticipavo, lo slogan “Dividere per moltiplicare” segnerà il nostro atteggiamento di fondo in Expo.

Sacralità
Come organizzazione cristiana, crediamo che Dio ha affidato la custodia della terra e la preservazione dei suoi frutti a tutti gli esseri umani, gratuitamente, e il nostro compito come Caritas è di farci carico di questo “mandato” denunciando le situazioni in cui non tutti possono godere dell’abbondanza dei frutti del Creato. Il pane, il cibo, dovrebbero essere per tutti accessibili affinché ognuno possa vivere una vita nella dignità e nella pienezza. Quando ci accingiamo a scoprire o riscoprire Caritas e gli obiettivi di questa sua presenza in Expo, vorrei che tutti tenessero sempre a mente che dietro ai suoi aspetti più tecnici e dietro ai numeri, c’è sempre il volto di una persona in situazione di bisogno, che per noi rimanda alla persona di Gesù.

Ecco, spero che nel nostro spazio espositivo sapremo tutti portare avanti questa tradizione di carità che oggi richiede una grande inventiva, un’autentica solidarietà e una forte passione per i più poveri. 

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