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martedì 11 dicembre 2018
 
Verso il Sinodo
 
Credere

Verso il Sinodo dei giovani. Tutti chiamati a diventare santi

26/07/2018  Altro che bamboccioni, alcuni giovani di ieri e di oggi hanno fatto della loro vita una luminosa testimonianza di fede e amore. Ed è proprio a loro, “santi senza miracoli”, che la Chiesa invita a guardare

Cos’ha a che spartire l’anti-fascista Teresio Olivelli, ucciso dai nazisti nel 1945 e beatificato a Vigevano nel 2018, con suor Clare Crockett, classe 1982, missionaria irlandese in Ecuador, morta durante un terremoto nel 2016? Cosa avvicina le storie di Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” cresciuto nell’Azione cattolica, assassinato nel 1990 dalla criminalità organizzata, ora servo di Dio, e quella del molto meno noto studente brianzolo Marco Gallo, membro di Comunione e Liberazione, investito da un’auto nel 2001?

La risposta è che tutti costoro (e molti altri), seppure in modalità diverse, sono “santi della porta accanto”: figure esemplari, protagonisti di testimonianze che, sebbene in taluni casi feriali e anonime, come spiega papa Francesco nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, in realtà hanno lasciato un segno profondo.

Santi della porta accanto è anche il titolo di una mostra che l’Associazione Don Zilli e il Centro culturale San Paolo, con il supporto comunicativo del Gruppo editoriale San Paolo, propongono, in occasione del Sinodo sui giovani, in collaborazione con il Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della Cei e l’Azione cattolica ambrosiana. Si tratta di una galleria di 24 giovani testimoni della fede di ieri e di oggi: giovani donne e giovani uomini che hanno preso sul serio il Vangelo e hanno provato a viverlo con radicalità, gioia ed entusiasmo, secondo la loro specifica vocazione (sacerdotale, religiosa, laicale, coniugale…). Lo hanno fatto nella loro realtà locale, nella professione, nello studio, nella vita affettiva, nell’impegno pastorale, culturale, sociale, a servizio della Chiesa e della società.

DA FRASSATI A TIRABOSCHI

Si va dal beato piemontese Pier Giorgio Frassati, vissuto all’inizio del secolo scorso, ad Angelica Tiraboschi, giovane laica bergamasca aderente al Rinnovamento nello Spirito, morta di cancro al seno all’età di vent’anni nel 2015, passando per nomi noti (tra cui i beati Alberto Marvelli e Chiara Badano), e figure assai meno conosciute ma non meno significative, quali Gianluca Firetti, Filippo Gagliardi, Maria Cristina Mocellin, “Lele” Ramin e altri. L’obiettivo dell’iniziativa è presto detto: stimolare giovani, famiglie, educatori, parrocchie e diocesi, oratori e scuole, associazioni e movimenti, alla chiamata alla santità anche per gli “under 30” di oggi.

VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

  

La stragrande maggioranza dei profili presentati, va detto, è di fedeli laici; nella mostra figurano, come detto, anche preti, missionari e una suora, ma la parte del leone, per così dire, nella mostra la fa il «popolo di Dio». Spiegano i promotori: «Volevamo far emergere l’idea che, così come è sbagliato parlare di “bamboccioni” rispetto ai giovani in ambito sociale, altrettanto può dirsi per il contesto ecclesiale: spesso si indugia nella nostalgia dei “tempi andati”, dimenticando che pure oggi — seppur in presenza di quella che è stata chiamata “la prima generazione incredula” — non mancano tante figure significative ed eloquenti per l’oggi». Del resto, anche nel documento preparatorio del Sinodo dei vescovi, dal titolo I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, si legge: «La Chiesa stessa è chiamata a imparare dai giovani: ne danno una testimonianza luminosa tanti giovani santi che continuano a essere fonte di ispirazione per tutti».

I personaggi scelti appartengono a mondi ecclesiali diversi (Azione cattolica, CL, Agesci, Rinnovamento nello Spirito, Movimento dei Focolari, Comunità Papa Giovanni XXIII…), a dimostrazione della ricchezza del tessuto laicale e del fatto che «lo Spirito soffia dove vuole». Se la mostra privilegia comprensibilmente personaggi italiani, ne presenta però anche alcuni di continenti extraeuropei, per dare un’immagine “globale”, davvero cattolica, della Chiesa.

TESTIMONI IN TUTTO IL MONDO

Ecco perché, tra le figure proposte, compare — ad esempio — quella di un coraggioso giovane congolese, Floribert Bwana Chui, membro della Comunità di Sant’Egidio, funzionario della dogana, ucciso nel 2007 a Goma da alcuni criminali per non aver accettato una tangente. Una storia molto attuale e coinvolgente, com’è pure quella di Carlotta Nobile, affermata violinista, la quale — colpita dal cancro — iniziò un cammino spirituale che la portò ad abbracciare la fede in Cristo e accogliere con speranza la morte, che la colse nel 2013, all’età di soli 25 anni.

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