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«Vi racconto il mio viaggio sorprendente nell’Ave Maria insieme al Papa»

23/10/2018  Dal 16 ottobre, ogni martedì alle 21 su TV2000, don Marco Pozza esplora la preghiera più popolare insieme al Papa e alcune donne famose, da Michelle Hunziker a Cristiana Capotondi alla cantante Noa: «Toccante la riflessione di Francesco sulle madri di Plaza de Mayo»

In alto: don Marco Pozza, 38 anni, con papa Francesco durante le riprese della trasmissione. Sopra, con Michelle Hunziker
In alto: don Marco Pozza, 38 anni, con papa Francesco durante le riprese della trasmissione. Sopra, con Michelle Hunziker

Un oscuro cineasta francese, Jean Bellanger, confidò: «Sto per comparire davanti a Dio. Una sola cosa mi consola e mi rassicura: le mie Ave Maria. In quel momento c’è solo questo di vero». L’Ave Maria è forse la preghiera più recitata. «Sicuramente la più popolare», dice don Marco Pozza, scrittore e parroco del carcere "Due Palazzi" di Padova. Quasi naturale dunque, dopo il Padre Nostro, compiere un viaggio nella preghiera più amata e trasversale nei luoghi dove tutto ebbe inizio: la Terra Santa, da Nazareth a Betlemme. E poi la Galilea e Gerusalemme con tappa ad Am Karima, dove Maria fece visita alla cugina Elisabetta.

Per questo, ogni martedì alle 21, a partire dal 16 ottobre, su TV2000, sono state convocate molte donne famose, da Michelle Hunziker a Cristiana Capotondi, da Sonia Bergamasco alla cantante israeliana Noa. Ma anche donne della porta accanto, madri, suore, missionarie. «Dopo il Padre toccava alla Madre. Non si può conoscere il figlio se non si conosce la madre», dice don Pozza. Ogni versetto dell’antica preghiera (la forma odierna compare per la prima volta in un breviario certosino del 1563 e viene fissata definitivamente da san Pio V) sarà passato ai raggi X per far emergere come ogni parola s’incarna nella vita concreta.

«In ogni tappa, più che un’ intervista, ci sarà una conversazione», dice don Pozza, «metteremo a confronto la storia di una donna famosa con quella di una della porta accanto. Ventiquattro colloqui in totale». Nella prima puntata, il 16 ottobre, si è parlato del tema della maternità, declinato in maniera esistenziale: «Donne che sono già madri, che aspirano ad esserlo. O donne che non lo sono diventate per scelta, come le religiose, ma pur sempre madri, anche se non biologicamente», spiega don Pozza.

Poi, via via, per ogni versetto, gli altri temi: la grazia, l’amicizia con Dio («Il Signore è con te»), il figlio («Benedetto il frutto del tuo seno»), la santità («Santa Maria»), la maternità («Madre di Dio»), il peccato («Prega per noi peccatori») e, infine, la morte.

Don Marzo Pozza durante l'intervista con l'attrice Cristiana Capotondi
Don Marzo Pozza durante l'intervista con l'attrice Cristiana Capotondi

Dalla Hunziker alle Madri di Plaza de Mayo

«È stato bello tirare via la polvere da questa preghiera, abbiamo cercato di analizzare l’Ave Maria per renderla comprensibile a tutti ma non per banalizzarla, tutt’altro», spiega don Pozza, «Maria è la più grande di tutte le creature, certo, ma è una creatura! L’abbiamo tolta dal capitello e messa ai crocicchi delle nostre strade, in una ferialità di vita nella quale tutti ci possiamo identificare».

Don Marco Pozza è entrato nelle case di ogni interlocutrice: «Mi ha colpito la loro semplicità, ci hanno accolto nel loro ambiente familiare», racconta, «due storie mi hanno commosso in particolare: quella di Michele Hunziker, finita in una pseudo setta. Mi ha colpito come ha raccontato tutto con il sorriso, nella vita ha fallito e ha fatto pace col fallimento e ha trovato la pace del cuore. Non ha nascosto la miseria della sua storia ma ha anche fatto vedere che nella miseria c’è una bellezza». Poi c’è Noa: «Ci ha accolti nella sua casa all’interno di un kibbutz a Tel Aviv. Lei attraverso la musica apre spazi di dialogo tra Israele e Palestina. Una testimonianza forte».

Nell’ultima tappa c’è papa Francesco che riflette sulla santità a partire dalla vicenda di padre Stefano Pernet che nella Francia post rivoluzionaria di metà Ottocento fondò la congregazione delle Piccole Suore dell'Assunzione per sostenere le famiglie disagiate dei quartieri più degradati di Parigi. «Ma la riflessione più toccante», rivela don Pozza, «è quella che il Papa fa sulle madri di Plaza de Mayo che riportano ai voli della morte della dittatura militare argentina degli anni Settanta, quando Bergoglio era provinciale dei Gesuiti di Buenos Aires. Il Papa spiega il dolore di queste donne va ascoltato e affrontato. Di fronte a certi drammi nemmeno la Chiesa ha una risposta, ci chiede solo di accompagnare queste persone».

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