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lunedì 22 aprile 2019
 
Fino all'ultimo respiro
 

"Noi, i nostri piccoli guerrieri di 500 grammi e l'ignoranza dei media". Il 'j'accuse di un'infermiera

18/01/2019  Laura Bruno, operatrice di Terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia, in cui sono morti nel mese di gennaio quattro bambini, si sfoga per il sensazionalismo sulla sua pagina Facebook. Una lettera che fa riflettere.

Pubblichiamo il testo integrale di Laura Bruno,
infermiera di Terapia intensiva neonatale presso gli Spedali Civili di Brescia,
postato sul suo profilo Facebook. 

 

Che i social siano un'arma a doppio taglio, ormai lo sappiamo. Sono da una parte il futuro e la bellezza di poter contattare qualcuno che sta dall'altra parte del mondo. Ma dall'altra hanno "permesso" che tante persone allontanassero da se stessi Umanità, empatia e reti sociali, quelle vere che puoi stringere in un abbraccio sentito. 

Io lavoro in quella Terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili, che il giornalismo e i social stanno mettendo alla gogna. Lo direi a voce alta se potessi perché sono fiera di essere parte di quella grande famiglia. Chi mi conosce lo sa: metto entusiasmo e passione in tutto quello che affronto… sempre con il sorriso stampato in faccia, quello che potrebbe avere un bambino calciando un pallone per la prima volta davanti ad una rete. E quando tocchi qualcosa che mi appartiene mi sento ferita nel profondo, perché vorrei poterlo proteggere con tutte le mie forze. Purtroppo questa volta la cosa è molto più grande di me, ma non del mio entusiasmo… quello non me lo leva nessuno! 


Non mi viene semplice non replicare ad alcuni commenti che state rivolgendo a me e ai miei preziosi colleghi (medici, infermieri, personale di supporto, nessuno escluso). Commenti disumani, che toccano la nostra professionalità nel profondo. Cattivi, come il mondo sta diventando. Falsi e ignoranti (ovvero che non conoscono), come voi, che vi permettete di parlare di medicina e scienze infermieristiche davanti ad una persona che ha lottato per esserlo nella vita e ha studiato a lungo per poter salvare delle vite umane. 
Voi che siete analfabeti funzionali, dovreste farvelo un giretto in TIN.
Voi che non sapete neanche cosa è...no, non è un nido fisiologico! 
Voi che non sapete quanto possa essere difficile per noi affrontare la morte da cosi vicino...Quanto possa essere complicato trattenere le lacrime quando i piccoli se ne vanno troppo presto... Quanto possa essere ingiusto che la morte arrivi cosi presto. Sarebbe certamente più semplice trovare un colpevole, ma la morte va accettata per quello che è, seppure crudele a volte. 
Voi che non sapete quanto amore cerchiamo di regalare a chi deve passare da quel terribile percorso e quanta dedizione mettiamo nel poter dare serenità alle famiglie. 
Voi che non sapete cosa vuol dire stringere tra le mani dei piccoli guerrieri di 500 grammi ed assisterli con una precisione quasi ossessiva.
Voi non sapete e non conoscete quanto è bello e doloroso il nostro lavoro.
Voi dovreste smettere di scrivere dalle vostre tastiere e fare altro. Eh si. Perché dietro una tastiera è tutto molto facile. 
Profili fake e giornalismo da rivista. 

Mi è stato detto che il giornalismo fa questo di lavoro: prende una notizia, ne fa quello che vuole...importante è che faccia clamore! Sinceramente ho sempre pensato che il giornalismo fosse altro. Che fosse coraggio e voglia di arrivare alle persone tramite le proprie parole con l'entusiasmo di trasmettere verità. 
La morte esiste e non possiamo nasconderlo, soprattutto in un reparto critico quale la TIN. Ma di miracoli ne accadono ogni giorno e oltre alla cruda morte qualche volta meriteremmo di ascoltare qualche storia felice. 
Continuerò a credere che il mondo sia diverso da quello che sto percependo oggi.
Sono ingenua? No. Voglio restare umana ed empatica. Non voglio essere come voi. Ma certamente non resterò qui a guardare mentre distruggete la nostra reputazione e la nostra professionalità.

Con tutto il rispetto e l'affetto che è possibile avere, mando un abbraccio alle famiglie dei piccoli che se ne sono andati troppo presto e di cui ci siamo presi cura fino all'ultimo respiro.

Laura Bruno

IL POST ORIGINALE DI LAURA

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