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Cari nonni, siete tesori da conservare

23/06/2016  Si è svolto a Roma il premio letterario W gli anziani dedicato alla terza età: racconti di bambini, immigrati, carcerati, persone che vivono nelle case di riposo che offrono uno spaccato commovente su una realtà di cui, anche livello letterario, si parla poco.

“In Africa un anziano che muore è una biblioteca che brucia”, aforisma celebre questo di Amadou Hampâté Bâ,  scrittore e antropologo maliano, che introduce alla perfezione lo spirito della II edizione del Premio Letterario Internazionale “W gli anziani” promosso dall’omonimo programma della Comunità di S. Egidio e dal Circolo IPLAC (Insieme Per La Cultura). L’iniziativa è tesa a favorire la cultura dell’inclusione e dell’incontro tra generazioni partendo dalla realtà, spesso critica, dell’età avanzata analizzandone opportunità e contraddizioni dei nostri giorni.

“In Italia esistono tantissimi premi letterari tematici ma ne mancava uno dedicato alla terza età.” esordisce Michelangelo Bartolo “Presidente della giuria e tra gli ideatori del programma Dream della Comunità di S. Egidio “Il premio “W gli anziani” nasce proprio da questo vuoto da colmare e rappresenta una sfida al tempo stesso, perché la terza età non attira nessuno nonostante gli anziani siano in aumento”. Tra i partecipanti molti stranieri ospiti dei centri di accoglienza del sud Italia e anziani che vivono in istituto. I loro scritti raccontano un vissuto difficile e denunciano il dolore per la lontananza da luoghi e persone familiari. Essendo un premio internazionale sono pervenuti anche molti testi dal Malawi, dal Mali e dalla Nigeria. In particolare, i racconti del Malawi parlano di anziani che vengono visti come stregoni ed emarginati dai loro villaggi. Un quadro sconosciuto in Europei che ha bisogno di essere contrastato anche con il diffondersi di una nuova cultura.

Attivo dal 2004, il programma romano “W gli Anziani!” è una sperimentazione della Comunità di Sant’Egidio e del Ministero della Salute, nato in risposta all’impressionante picco di mortalità osservato nell’estate del 2003, quando morirono in Europa migliaia di anziani, a seguito dell’eccezionale ondata di calore. L’elevata mortalità osservata quell’anno, fu dovuta non solo alla fragilità, ma anche all’isolamento sociale che caratterizza la popolazione mondiale più anziana, europea in particolare. “W gli Anziani!” è un servizio innovativo per il contrasto dell’isolamento sociale attraverso la creazione di reti, che si collocano accanto alle risposte tradizionali (assistenza domiciliare, servizi residenziali etc.) e raggiungono un’ampia fascia di popolazione a rischio.      

Attraverso un monitoraggio della popolazione, si prevengono e contrastano gli eventi critici sulla salute e la vita degli over 75.  Gli operatori del programma visitano l’anziano a domicilio e lo assistono nei piccoli e grandi impegni quotidiani aiutandoli, in questo modo, a ritrovare serenità e fiducia. Alcuni degli anziani diventano anche volontari e vengono inseriti in un percorso di invecchiamento attivo dove i protagonisti sono loro e, come tali, in grado di cancellare dalle loro vite l’ombra della solitudine. “Rispetto alla scorsa edizione abbiamo avuto un incremento del 30% tra gli iscritti, è un bel passo in avanti!” commenta Diego Romeo, segretario del premio e membro della giuria “il tema emergente risulta la voglia di integrazione fra le generazioni come denotano i racconti degli alunni delle scuole, in cui il rapporto con i nonni viene descritto con affetto e gratitudine per il loro aiuto in famiglia”. Il premio è articolato in cinque sezioni: poesie in italiano, poesie in dialetto, racconti, scuole e internazionale, attiva da quest'anno. Con un racconto dedicato ai nonni “Tesori da conservare”, si aggiudica il primato di  vincitrice più giovane Piera Vignola, 11 anni, di Tramutola (in provincia di Potenza), mentre il titolo di scrittrice senior spetta a Paola Pantellini, 72 anni, Premio Speciale della giuria per il suo racconto dal titolo “Nonno Angelo”, dedicato alla persona che le ha donato la speranza e la certezza di una nuova vita quanto tutto, intorno a lei, si sgretolava. Vincitore della sezione racconti è Gaetano Marino con “Pensieri di carta”; prima classificata della sezione poesia in italiano è Anita Menegozzo con “Vecchiezza” mentre Stefano Baldinu si aggiudica il titolo di miglior scrittore di versi in dialetto con “ Ammentos de babbai”. Altri due Premi Speciali della giuria sono stati assegnati a Giuseppe Rampello autore di “Un mercatino ispiratore” e ospite della casa di reclusione di Rebibbia e a Maria Concetta Gorgone autrice di “Anziano”, un racconto ispirato alla sua esperienza che fa luce sulla vita in istituto dove le giornate si illuminano grazie all’amicizia e alla gioia di una visita inaspettata.

Una menzione speciale va al maliano Mohamed Traore, 25 anni, vincitore della sezione internazionale con “La viellese” un racconto ispirato alla sua esperienza lavorativa con gli anziani della Comunità. “Il tema di questo premio merita di indurre a riflettere sulla cultura dello scarto di cui Papa Francesco parla” conclude Maria Rizzi, Consigliera IPLAC del Lazio e membro della giuria “Quando la vita di un individuo non tende al profitto, non cessa di avere valore ma acquisisce altri valori ed esiliare le fasce di popolazione che sono fuori dal processo produttivo, come anziani e disabili, è un concetto aberrante. Nel caso degli anziani il problema è più urgente perché l’aspettativa di vita si sta allungando mentre diminuiscono le nascite. C’è bisogno di reimpiantare una cultura dell’accoglienza e tenere gli anziani in casa anziché affidarli a un istituto. E’ necessario che anche i bambini vengano educati a questo, insegnando loro che un anziano ha molto da raccontare ed è depositario di tanta saggezza. Dovremmo essere accoglienti verso gli anziani come vorremmo che gli altri lo fossero con noi”.

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