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giovedì 23 novembre 2017
 
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Giornalista e docente di Teoria e tecnica dei media all'Università Cattolica

Videosintesi dal Brasile

Le immagini della Germania campione, con i giocatori tedeschi che alzano l’ambito trofeo per la quarta volta in compagnia della cancelliera Angela Merkel, segnano la chiusura ufficiale dei Mondiali in Brasile. E rispettano un pronostico che molti, fin dalla vigilia, avevano osato proporre, consapevoli del valore della compagine allenata da Joachim Löw. Il quale, pur festeggiando come merita la conquista della Coppa, conferma anche nel momento di massima gioia il suo aplomb, senza lasciarsi andare a eccessi e mostrando una soddisfazione piena ma contenuta.


Andando a ritroso, altre immagini resteranno negli occhi di noi spettatori italiani che, costretti anzitempo a non poter più vedere le gesta degli azzurri in campo, ci siamo dovuti consolare con le partite degli altri. E forse, proprio per questo, abbiamo potuto apprezzare di più e meglio sia le giocate più spettacolari che gli errori più clamorosi.
Fra questi ultimi, subito l’autorete con cui il brasiliano Marcelo sanciva il primo gol mondiale, nella propria porta, durante la partita d’esordio con la Croazia. A posteriori, quasi un segno anticipatore della débâcle a cui i padroni di casa sarebbero andati in contro, senza riuscire a qualificarsi per la finale e perdendo pure la finalina per il terzo posto. E che dire dell’Olanda che – il giorno successivo – travolgeva la Spagna campione del mondo uscente con un 5-1 che sembrava il più pesante dei fardelli fino a quando la Germania ha infilato al Brasile l'ormai storico 7-1?

Intanto, i giocatori della Costa Rica si lasciavano andare a una gioia sfrenata dopo la vittoria per 3-1 contro l’assai più blasonato Uruguay e, finalmente, l’Italia esordiva contro l’Inghilterra, rifilandole quel 2-1 che – ottenuto forse troppo facilmente – ci ha illusi tutti quanti sulle possibilità di successo dei nostri pedatori. Nel 4-0 della Germania (subito implacabile) al Portogallo, più che dei gol ci ricordiamo del tentativo di testata di Pepe a Thomas Müller, costato l’espulsione al portoghese.
Da non dimenticare il gol più veloce di tutti, quello insaccato dallo statunitense Dempsey al Ghana dopo soli 29 secondi. Fra il secondo e il terzo turno della fase a gironi, i molti volti bassi e sconsolati delle nazionali eliminate. Fra le uscite illustri, quelle di Spagna, Inghilterra, Russia e – ahinoi – Italia. Alla quale resta molto amaro in bocca, insieme al segno del morso di Suarez sulla spalla di Chiellini che ha fatto il giro del mondo (calcistico).

Che dire invece dei primi piani tenaci e irriducibili degli olandesi, capaci di ribaltare in 5 minuti oltre la fine il risultato contro il Messico? Poi arriva anche il colpo di testa di Hummels che permette alla Germania di eliminare la Francia (nostra storica rivale, proprio insieme ai tedeschi) e forse lì per lì non ci dispiace nemmeno tanto. Brasile-Colombia ci lascia soprattutto l’entrata da dietro di Zuniga che costa a Neymar un infortunio alla terza vertebra lombare e che si aggiunge alle icone disperate che accompagnano il cammino del Brasile al Mondiale.

Anche la sostituzione del portiere titolare Cillessen con la riserva Krul resta nei documenti televisivi come il momento decisivo che ha permesso all’Olanda di vincere la sfida dei rigori contro la Costa Rica. Delle immagini dei brasiliani attoniti e immobili mentre incassano 7 gol dai tedeschi si è già detto e scritto. L’alta semifinale fra Olanda e Argentina arride a quest’ultima grazie alle parate di Romero durante la lotteria dei, ma i tulipani non perdono il loro orgoglio.
Il resto è la storia dell’epilogo, con la Germania meritatamente vittoriosa e l’Argentina comunque capace di rendere onore al calcio fino in fondo.


14 luglio 2014

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