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Libri, il buono e il cattivo Aggiornamenti rss Paolo Perazzolo
Responsabile del desk Cultura e spettacoli

Covacich, la cronaca al microscopio (con una stonatura)

È un bel libro, La sposa di Mauro Covacich (Bompiani). I racconti che compongono il libro si richiamano l'un l'altro, formando, a tutti gli effetti, un romanzo polifonico. Ma a sancirne un'unità ancora più intima è lo sguardo dell'autore, l'intento con cui affronta i suoi personaggi e le situazioni di cui sono protagonisti.

Si mescolano elementi biografici e, soprattutto, episodi di cronaca, reinventati letterariamente. Qui sta il motivo di maggiore interesse del libro: la "riscrittura" di fatti noti all'opinione pubblica insinua al loro interno un punto di osservazione privilegiato, grazie al quale scopriamo ciò che tanti articoli giornalistici non hanno pututo rivelare. Lo sguardo letterario, in altre parole, permette di osservare tali episodi al microscopio, scorgendone così dettagli sfuggiti a resconti più superficiali. E solo così, grazie allo scavo della letteratura, capiamo finalmente i moventi profondi dei personaggi, il contesto in cui sono maturate le loro scelte, le ragioni nascoste e inconfessabili delle loro azioni, che tanto ci hanno stupito e sconvolto.

L'operazione si ripete con la tragica storia di Pippa Bacca, l'artista che stava girando il mondo in abito da sposa (da cui il titolo dle libro); con l'assurda vicenda di Anna Maria Franzoni; con Unabomber, l'uomo che disseminava esplosivi in luoghi pubblici nel Nordest del Paese...

Un tema che attraversa queste pagine è quello del "generare", del mettere al mondo i figli. Viene indagata tanto la sterilità emotiva e culturale di una generazione che "non se la sente" di gettare dei bambini nella mischia di un mondo tanto brutto, quanto la "presunzione" di coloro che si sentono migliori per averlo fatto... (Per inciso, resta esclusa la terza opzione, quella che - credo - riguarda la maggior parte dei genitori: il dare la vita come espressione dell'amore fra un uomo e una donna, il rischio bello di condividere il tempo con creature con le quali si ha un rapporto speciale, la meraviglia e lo stupore indicibile di farsi coautori di un miracolo e di veder crescere una persona, così vicina eppure autonoma...).

La sposa consente dunque di leggere il nostro quotidiano, dandogli spessore e profondità, illuminando zone rimaste in ombra, oscure. Con una stonatura: il "racconto" dedicato a Karol Wojtyla. Se gli altri "racconti" portavano il lettore a conoscere da vicino uomini e donne saliti alla ribalta della cronaca, in questo caso l'operazione dell'autore è deviante, in nulla aiuta a comprendere meglio la figura di un Papa che ha dato la vita per Qualcuno che amava senza riserve e che giudicava immensamente più grande di lui.


03 ottobre 2014

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