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mercoledì 17 luglio 2019
 

Domenica 14 febbraio - All’inizio di Quaresima

Lettura del Vangelo secondo Matteo  (4,1-11)

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:

Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani

perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:

Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:

Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

 

Dalla Parola alla vita

Inizia la Quaresima, in questo tempo speciale che è l’Anno santo della misericordia. Il rito ambrosiano presenta una ricchezza particolare nel cammino della Parola che ci conduce alla Pasqua. Leggeremo i Vangeli di Quaresima per scoprire il volto misericordioso del Padre, rinnovando la nostra consacrazione battesimale. La lettura di oggi ci presenta la “quaresima” di Gesù.

1. «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo». All’inizio della sua missione la libertà umana di Gesù viene sottoposta alla tentazione. Gesù affronta la tentazione per amore nostro; vuole darci la certezza della sua incarnazione e, nello stesso tempo, ci assicura la sua presenza quando siamo tentati. Nel Padre nostro diciamo: «Non ci indurre in tentazione»; è una brutta traduzione del testo evangelico, che si potrebbe rendere così: «Accompagnami e stammi vicino quando attraverso la tentazione». La nostra più grande tentazione è quella di non credere alla misericordia incondizionata con cui il Padre ci ama.

L’Anno santo ci conduce alla riscoperta del volto autentico del Padre; dobbiamo contemplare il suo volto e scoprire che Dio non ci chiede nulla e che noi non abbiamo nulla da chiedere. La fede parte dalla contemplazione di ciò che l’amore di Dio ha già fatto per me; da questa contemplazione sgorga la mia gioiosa risposta d’amore a Dio e, per amor suo, alle sorelle ai fratelli.

2. «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Conosciamo bene le tre tentazioni che Gesù deve affrontare; esse fanno tutte riferimento a un’immagine distorta di Dio. L’umanità di Gesù, all’inizio della sua missione, ha dovuto scoprire il vero volto del Padre. Gesù non poteva incominciare la sua missione di Salvatore senza riconoscere la misericordia di Dio che lo ha inviato agli uomini.

Il volto del Padre che Gesù ha “visto” nel deserto lo ha accompagnato lungo tutta la sua vita fino al Getsemani e alla croce. Ogni parola e gesto di Gesù, superata la tentazione, ha dato testimonianza dell’amore totale e incondizionato del Padre per l’umanità. Le tentazioni affrontate da Gesù nel deserto di Giuda simbolicamente rappresentano le lotte e le scelte che ogni cristiano deve sostenere per “vedere il volto” di Dio come è nella realtà e non come se lo può immaginare nella sua fantasia o nelle sue paure. In questo Anno santo della misericordia la nostra conversione inizia con la domanda sul volto di Dio in cui  crediamo.

3. «Ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano». Gli angeli rappresentano la vicinanza di Dio e la sua grazia. Questa “presenza angelica” ci accompagnerà per l’intera Quaresima. Sarà perciò un cammino gioioso; la penitenza quaresimale non è uno sforzo fine a se stesso, ma è la tensione della mente e del cuore verso l’incontro con la misericordia del Padre. Ogni rinuncia servirà per affermare la nostra fiducia nella grazia dello Spirito Santo che ci condurrà dolcemente all’incontro con il perdono di Dio.

Commento di don Luigi Galli


10 febbraio 2016

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