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martedì 23 luglio 2019
 

Domenica 2 agosto - X dopo Pentecoste

Lettura del Vangelo secondo Matteo (21, 12-16)

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?».

Dalla Parola alla vita

Nell’imminenza della sua passione Gesù scaccia i mercanti dal tempio: è un episodio del Vangelo molto conosciuto. Di solito viene letto come uno scatto d’ira di Gesù di fronte agli interessi economici che si insinuano nella religione, ridotta ad una forma di commercio. Ovvio che la fede non può essere una questione di soldi, ma dobbiamo capire che il senso della forte reazione di Gesù contro i mercanti è più profondo di quanto appaia. Possiamo scoprirlo seguendo i tre passaggi dell’episodio: Gesù caccia i mercanti dal tempio, guarisce i malati e loda i bambini.

1. Il tempio è la casa della preghiera. «Gesù entrò nel tempio, rovesciò i tavoli dei cambiamonete... e disse loro: “Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri”». Gesù aveva una grande venerazione per il tempio di Gerusalemme , che frequentava spesso. Il tempio, luogo di culto e di preghiera, era il centro della religiosità ebraica; nel tempio abitava Dio: era la sua casa e il segno della sua presenza in mezzo agli uomini. Gesù applica a sé il significato del tempio: è lui il nuovo tempio, distrutto e in tre giorni ricostruito.

Dunque il tempio antico, proprio nella passione, sta per essere sostituito dal corpo di Gesù. Quella è l’ultima Pasqua con l’agnello dell’esodo; esso sarà sostituito dall’agnello di Dio che offre la sua vita per la salvezza del mondo. Il nuovo tempio è l’Eucaristia; per questo la preghiera diventa intima e non formale. La casa di Dio è il cuore di ogni uomo che accoglie lo Spirito in preghiera.

2. Gesù illumina la via della salvezza. «Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì». La Pasqua, che scaccia i mercanti dal tempio, inonda il mondo di nuova luce, che illumina coloro che stanno nelle tenebre e attendono la salvezza. Il nuovo Tempio, cioè Gesù risorto, è la nuova via che indica la direzione della storia. Per questo Gesù dona la vista ai ciechi e fa camminare gli storpi.

3. La salvezza è per coloro che mettono tutto nelle mani di Dio. «I capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatte e i fanciulli che acclamavano nel tempio: “Osanna al Figlio di Davide!”, si sdegnarono, e gli dissero: “Non senti quello che dicono costoro?”. Gesù rispose loro: “Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?”». Da una parte ci sono i capi del tempio e i sapienti della Legge, dall’altra ci sono i bambini, cioè i discepoli. Bambini sono coloro che attendono tutto da Dio e mettono in lui la loro fiducia.

Sono i poveri che aspettano da Dio la salvezza. Ormai chi vorrà trovare Dio dovrà andarlo a cercare non nel tempio (che sarà distrutto per sempre di lì a pochi anni), ma fuori dalle mura della città e cioè sul Calvario. I capi e i sapienti non ce la faranno a uscire dalle mura. I bambini, cioè i discepoli fiduciosi, riusciranno a riconoscere sulla croce il nuovo Tempio da cui sgorga l’acqua che dona vita, quella eterna.

Commento di don Luigi Galli


30 luglio 2015

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