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sabato 20 luglio 2019
 

Domenica 21 agosto - XIV dopo Pentecoste

Lettura del Vangelo secondo Matteo (5,33-48)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Dalla Parola alla vita

Siamo nel cuore del discorso della montagna: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Un simile invito ci mette in difficoltà, perché nessuno di noi sarà mai così perfetto; tuttavia questa frase di Gesù non è solo la chiave di volta del discorso della montagna, ma indica lo “stile” della vita cristiana.

Solo Dio può essere perfetto; se a noi è richiesto di essere come lui significa che il nostro cammino di perfezione è percorribile solo con la grazia. Questa frase non è detta né per scoraggiarci con una meta impossibile, né per metterci l’ansia di chi è sempre insoddisfatto. È invece una potente iniezione di speranza: se Gesù mi chiede questo vuol dire che ha deciso di “portarmi in braccio” sin lì; io, da solo, non ci arriverò mai. Questa importante premessa ci aiuta a meditare le tre parole che oggi il Vangelo ci dice.



1. «“Sì, sì”, “No, no”». San Giacomo nella sua lettera dice che chi è perfetto con la lingua è perfetto in tutto. Possibile che la lingua sia così importante? In realtà lo è perché da essa dipende la parola, e la parola per il cristiano è sacra più che per chiunque altro. Gesù è la Parola detta da Dio ed è, insieme, via, verità e vita. Purtroppo i cristiani non brillano con le parole sia perché non le sanno dire, sia perché possono cadere nel grave peccato dell’ipocrisia, che separa le parole dette dai fatti compiuti. La parola per noi è sacra; non serve per giocare o per prendersi gioco degli altri, ma per annunciare cose più grandi di noi.



2. «Io vi dico di non opporvi al malvagio». Gesù dice di non opporsi al malvagio, ma al male con tutte le forze. Distinguere il peccato dal peccatore non è sempre facile; nell’attuale situazione di paura per molti è quasi impossibile. Ma il cristiano sa che il perdono di Dio raggiunge tutti; il male non sarà mai l’ultima parola. Questo spiega perché il cristiano (anche quello che, per carattere, si arrabbia con facilità) deve essere mite e arrendevole verso il malvagio e coraggioso nel combattere il male. Se manchiamo di rispetto verso il malvagio e gli neghiamo il perdono, rischiamo di essere lontani anche da Dio che lo sta già perdonando.

3. «Amate i vostri nemici». Gesù non specifica quali nemici; vuol dire che dobbiamo amarli tutti. Come si fa? All’uomo è impossibile, ma nulla è impossibile a Dio. Questa parola del Vangelo oggi appare più che mai difficile; ma proprio per questo va pronunciata. Il Vangelo è una notizia così straordinaria che proprio non te l’aspetteresti. Oggi i cristiani possono cominciare a dire parole che nessun altro sa dire. Dal momento che è diventato difficile usare le parole del Vangelo, ebbene proprio ora è il momento di dirle. Se non diciamo queste parole ci saranno conseguenze terribili non solo per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini. La vendetta rischia di essere il modo normale con cui ci si oppone al male. Ma è un’opposizione falsa: ogni violenza genera altra violenza. Il male si vince solo col bene.


17 agosto 2016

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