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mercoledì 16 ottobre 2019
 

Domenica 22 settembre - IV dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6,51-59) In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Dalla Parola alla vita

Tutte le letture di questa domenica convergono attorno al tema del pane e, più in generale, ci suggeriscono che Dio dispone per il suo popolo il cibo necessario. Anzitutto il libro dei Proverbi dà voce alla personificazione della sapienza che, dopo aver preparato un banchetto e imbandito la tavola, invia le sue ancelle sui punti più alti della città per invitare tutti: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate l’inesperienza e vivrete, andate dritti per la via dell’intelligenza». Non si tratta solo di un nutrimento fisico ma anche spirituale, un cibo capace di dare sapienza e intelligenza.

Il collegamento immediato è ai racconti della moltiplicazione dei pani, presenti in tutti i Vangeli. Anche in quel caso era stato offerto un cibo materiale destinato a una folla intera, che però era stato preceduto da un cibo spirituale, cioè l’insegnamento che il Signore Gesù aveva dispensato attraverso la sua parola. Il vangelo di Giovanni di questa domenica contiene il lungo discorso in cui Gesù insiste sulla necessità di cibarsi del suo corpo e del suo sangue: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita». Si tratta dunque di una necessità vitale, legata alla parola che Gesù pronuncia sulla sua stessa identità e che contiene una promessa di vita:

«Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Come nella vita fisica è indispensabile nutrirsi per rimanere in vita, così nella vita spirituale è altrettanto necessario attingere a questo alimento, la carne del Figlio dell’uomo. Solo così è possibile non accontentarsi di sopravvivere “biologicamente”, ma è possibile accedere a un’altra vita: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Nella vita cristiana il cibo spirituale è promessa di una vita che non muore e insieme nutrimento e forza per la vita quotidiana.

Questo cibo fa entrare in un legame vitale con il Signore e l’evangelista Giovanni utilizza un verbo chiave nel suo Vangelo per indicarlo, il verbo rimanere, utilizzato anche per descrivere il legame del tralcio e della vite: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». Infine san Paolo, nella Prima lettera ai Corinzi, ci riporta il ricordo delle prime comunità cristiane che celebrano l’Eucaristia e vivono questo mistero di comunione e di vita con il Signore risorto: «Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?».

Anche a noi oggi, nella celebrazione eucaristica, è offerto lo stesso dono di comunione con il Signore, con i nostri fratelli e sorelle nella fede e ci è data la promessa di una vita che non finisce.

Ne siamo davvero consapevoli? Desideriamo davvero questo cibo spirituale?


20 settembre 2019

 
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