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martedì 22 ottobre 2019
 

Domenica 28 luglio - VII dopo Pentecoste

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6,59-69)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio».
   

Dalla Parola alla vita

Stiamo ripercorrendo in queste domeniche il cammino della storia della salvezza, in particolare il tracciato che il popolo di Israele ha seguito attraverso le grandi tappe che l’hanno caratterizzata. Dio ha chiamato il suo popolo a un legame di fedeltà, attraverso l’alleanza stabilita durante il cammino dell’esodo, presso il monte Sinai. Ora alla vigilia dell’ingresso nella terra che Dio ha promesso, Giosuè raduna il popolo a Sichem in una grande assemblea e lo invita a compiere una scelta: «Sceglietevi oggi chi volete servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».

Rimanere fedeli all’alleanza di Dio non è per nulla scontato, Giosuè richiama il popolo proprio a partire dal cammino fatto, dalle infedeltà commesse: «Voi non potete servire il Signore perché è un Dio santo, è un Dio geloso… Il popolo rispose a Giosuè: “No! Noi serviremo il Signore”». Davanti a questa solenne dichiarazione Giosuè invita il popolo a liberarsi di tutti gli dèi stranieri che aveva portato con sé e a rinnovare l’alleanza. Questo infatti è il punto: l’alleanza con Dio non si dà una volta per sempre, ma è necessario rinnovarla ogni volta; davanti a fatiche e tentazioni è indispensabile rifare una scelta, davanti a Dio e alla propria coscienza bisogna decidere da che parte stare.

In modo quasi speculare anche il Vangelo di Giovanni ci racconta un momento analogo che gli esegeti chiamano la “crisi galilaica”, cioè il momento in cui molti dei discepoli del Signore prendono le distanze e non lo seguono più. Che succede? Come mai questa crisi? Somiglia a molte delle nostre crisi, personali e di fede, quando davanti a delle difficoltà tendiamo a scoraggiarci e a rimettere in discussione le scelte fatte. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».

Gesù ha parlato loro di un pane dal cielo di cui è necessario nutrirsi, ricorda che le sue parole sono spirito e vita, ma «tra voi vi sono alcuni che non credono». Ecco il punto: si tratta di una parola da accogliere con fiducia, ma non è facile. Infatti, «da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui».

Ma Gesù si rivolge ai suoi, si rivolge a tutti noi e, provocatoriamente, ci pone la domanda: «Volete andarvene anche voi?». È una vera tentazione che abbiamo provato tutti, ma Pietro risponde per tutti noi: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù conosce il nostro cuore, sa che si lascia tentare, ma sa anche che senza di lui la nostra vita è perduta. Noi abbiamo fatto esperienza della forza che viene dal Signore, anche noi abbiamo creduto e conosciuto, per questo, come il popolo radunato a Sichem, anche noi vogliamo rinnovare la nostra alleanza, la nostra scelta: solo tu Signore hai parole capaci di darci vita!

Commento di don Marco Bove


25 luglio 2019

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