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martedì 15 ottobre 2019
 

Domenica 3 gennaio - Domenica dopo l’ottava del Natale del Signore

Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 14-22)

In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi,

a proclamare l’anno di grazia del Signore.

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

 

Dalla Parola alla vita

È appena finita l’ottava del Natale e la liturgia si sofferma a contemplare il mistero del Verbo incarnato e cerca nel Vangelo il “biglietto da visita” di Gesù: chi è? Per fare cosa è venuto nel mondo? Questa domenica, quasi sospesa tra Natale ed Epifania, fa da cerniera tra la nascita di Gesù (Natale) e la sua manifestazione a tutti gli uomini (Epifania). Gesù è il Messia annunciato dai profeti e in lui si compiono tutte le promesse di Dio.

1. Lo Spirito del Signore è sopra di me. «Gesù ritornò in Galilea con la potenza della Spirito… venne a Nazaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere… il passo [di Isaia] dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione». Dalla sinagoga della sua città Gesù svela il segreto della sua missione applicando a sé le parole del profeta Isaia; egli è l’unto del Signore, venuto «per portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi». La potenza dello Spirito certifica le parole di Gesù. A Nazaret Gesù ha vissuto la sua infanzia e la sua giovinezza; e proprio dal suo paese dove, nel nascondimento, ha vissuto la sua quotidianità con gli uomini, egli porta la liberazione ai poveri che aspettano da Dio la salvezza.

2. Gesù è grazia. «Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca». È giunta la sentenza definitiva della misericordia. Sappiamo che Gesù è venuto per mantenere le promesse fatte dal Padre. Sapevamo che Dio è giusto e che le promesse le avrebbe mantenute, ma il modo con cui lo ha fatto suscita sempre meraviglia e commozione: guardando a Gesù e alla sua vicenda umana scopriamo il sigillo infallibile e inarrestabile della redenzione dell’umanità e dell’universo intero. Quello che i nostri occhi hanno visto in questi giorni nella santa liturgia del Natale è il dono insperato da accogliere e custodire con infinita riconoscenza; è solo per grazia che siamo salvati.

3. Oggi la Scrittura si compie. «Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. È l’oggi della Chiesa. La Chiesa è l’umanità di Gesù che continua nella storia; per questo essa non può pensare a se stessa ma deve sempre essere protesa verso il mondo al quale portare l’annuncio che le è stato affidato. Nei sacramenti della Chiesa è presente, per l’opera dello Spirito, l’umanità di Gesù che continua a salvare Chiesa e mondo con il suo Natale e la sua Pasqua. Per questo dopo il Natale si celebra l’Epifania, cioè la manifestazione al mondo di ciò che il Padre, in Gesù, offre a tutti gli uomini. Se si celebrasse solo il Natale si potrebbe pensare che Gesù è nato per poche persone, ma l’Epifania ci dirà che Gesù è il Salvatore di tutti. La liturgia della Chiesa ci permette di vivere nell’oggi il mistero di questo annuncio. Da qui nasce la gioia che nessuno mai potrà togliere ai cristiani.

Commento di don Luigi Galli


01 gennaio 2016

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