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martedì 13 novembre 2018
 
Sotto il cielo d'Irlanda Aggiornamenti rss Francesco Belletti
Direttore Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

Dublino 2018: cosa portare a casa?

Riflettori ormai spenti, a Dublino, i palchi sono stati smontati (io stesso ho visto, già domenica mattina, togliere gli ultimi segnali del Congresso Pastorale dalla Royal Dublin Society, enorme spazio espositivo tornato alla sua vocazione originale di tempio dell’ippica e di eventi fieristici), ed è già tempo di bilanci, dopo una settimana dedicata a tutte le famiglie del mondo, chiamate a confrontarsi da Papa  Francesco su come l’Amoris laetitia sia stata ascoltata, compresa ed attuata nei diversi contesti ecclesiali dei cinque continenti. Difficile, ovviamente, descrivere in breve la ricchezza e la multiformità dei temi e dei risultati di un evento così complesso; per questo meglio attingere alla fonte, riguardare i video sui vari siti, rileggere le omelie o i vari interventi degli esperti, e anche seguire il modo in cui i media locali e internazionali hanno descritto l’evento. 

Certamente, in questo caso più che in altri, si sono sovrapposti due “Incontri Mondiali”: uno indirizzato alla Chiesa universale, che si è incontrata in un grande evento di fraternità e di amicizia, confrontandosi nel merito dei mille volti dell’esperienza familiare, nelle sue gioie e nelle sue fragilità, mettendo a tema le molte sfide pastorali oggi presenti; l’altro, squisitamente locale, ma dall’impatto mondiale, ha riguardato invece la particolare situazione della Chiesa irlandese, nel pieno della tempesta sollevata dallo scandalo della pedofilia al suo interno e da quello, forse peggiore se possibile, della cattiva sua gestione da parte dei pastori. Ovviamente quest’ultimo aspetto ha fortemente polarizzato l’attenzione dei media, e Papa Francesco non si è sottratto al tema, confermando  con limpidezza di parole e di atteggiamenti quanto da lui già ampiamente sottolineato (e non solo per il contesto irlandese).

Ma le giornate di Dublino sono state anche il grande evento di riscoperta della gioia dell’amore in famiglia, negli incontri festosi della gente con il Papa, sabato e domenica, nei preziosi approfondimenti offerti dagli oltre 300 esperti, in cui si sono segnalati, per il loro numero e per la loro intensità, non tanto le relazioni degli “esperti”, ma proprio le testimonianze di vita di numerose coppie, che hanno raccontato come, nella loro vita quotidiana, la fede e la presenza di comunità accoglienti rendono la famiglia un prezioso luogo di custodia e di promozione dell’umano.

Alcune parole sono emerse con forza, nel convegno, e possono essere considerate l’eredità più preziosa delle giornate di Dublino: 
•    un primo tema è l’importanza dei legami tra le generazioni in famiglia, e gli anziani (i nonni) come patrimonio di esperienza e come educatori alla fede; 
•    perché – seconda parola chiave – il tema educativo è emerso come questione decisiva, nella vita quotidiana delle famiglie (e nelle preoccupazioni dei genitori), in tante relazioni.
•    Da ultimo, la parola più forte: la speranza. Speranza che le famiglie chiedono di poter alimentare nella Chiesa, nonostante le loro ferite anzi, soprattutto quando sono ferite, ma anche la speranza che le famiglie stesse sono per la Chiesa. Perché sempre più spesso sono le famiglie a rigenerare la presenza della Chiesa, in tanti contesti locali, incarnando e testimoniando così che è sempre più vero il punto di partenza dell’Amoris laetitia: “la gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa”: e di tutta la società, aggiungiamo noi.


27 agosto 2018

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