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martedì 13 novembre 2018
 
I consigli salute di BenEssere Aggiornamenti rss BenEssere / La salute con l'anima a cura di Giuseppe Altamore

La prima esclusa dalla campagna elettorale: la salute

«I malati e le persone “difettose” rischiano di essere lo “scarto” di una società troppo veloce, troppo efficiente e troppo smart». Parole dure pronunciate in occasione di un recente convegno della Conferenza episcopale italiana. Parole che chiamano in causa le scelte della politica in un momento delicato per la vita pubblica nazionale. I tagli e le cosiddette razionalizzazioni della spesa pubblica rischiano infatti di colpire i più deboli, non solo in termini economici.

Molti sono gli studi europei che mostrano i segni di un peggioramento delle condizioni di salute in generale dal 2007 a oggi, prevalentemente a causa della pesante crisi economica che ha portato molte famiglie a rinunciare a un benessere che sembrava intangibile. E pur disponendo in Italia di un sistema sanitario ritenuto ancora tra i migliori in Europa, desta preoccupazione soprattutto lo stato dell’assistenza relativa alla salute mentale. Giusto per avere un riferimento numerico, l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l’allarme depressione: nel 2020 ne soffriranno 322 milioni di persone. Nessun Paese è escluso. La depressione è la principale patologia che causa disabilità. Una vera e propria epidemia che genera sofferenza e lacerazioni nelle famiglie lasciate spesso sole ad affrontare il “male oscuro” e lo stigma sociale che genera. Ecco, di fronte a questa vera e propria emergenza sanitaria, medici di famiglia e specialisti sono spesso impreparati a fornire l’aiuto necessario.

Da sottolineare che nonostante gli allarmi, nei programmi elettorali il tema della sanità appare alquanto trascurato. Nel mercato dell’offerta politica tengono banco altri temi con promesse di investimenti mirabolanti senza indicazione delle necessarie coperture finanziarie. È il momento di informarsi bene e di pretendere chiarezza prima di concedere la nostra fiducia a chi dovrà rappresentarci per cinque anni.


23 gennaio 2018

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