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III Domenica di Quaresima (Anno A) - 19 Marzo 2017

LA TUA ACQUA, SIGNORE, DISSETA LE ARSURE

Gesù risponde [alla donna samaritana]: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva. [...] Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno».

Giovanni 4,5-42
  

In questa domenica di Quaresima, e nelle due che seguiranno, la liturgia presenta alcuni temi biblici particolari: l’acqua, la luce, il Cristo, il ritorno alla vita nuova. Sono tutti temi “battesimali”, legati cioè alla simbologia del Rito del Battesimo.

Durante il cammino dell’Esodo (prima lettura), il popolo d’Israele, stanco per il viaggio nel deserto, ritrova la voglia di riprendere il cammino dopo aver bevuto l’acqua dalla roccia. La samaritana (Vangelo) vicino al pozzo dell’acqua incontra Gesù e lo riconosce come Messia; quel Cristo che getta luce sulla sua travagliata esperienza, fino a farle cambiare vita. Oggi, Dio fa a noi la stessa offerta rivolta al popolo nel deserto e alla samaritana, attraverso Gesù.

Perché anche noi, come la samaritana, spesso lasciamo che dal nostro cuore sgorghi l’invocazione «Signore, dammi da bere!». È l’esigenza di incontrare Dio, di sentirlo vicino a noi, di ascoltarne la parola e lasciarci guidare da lui.

ACCOGLIERE GESÙ. «Se tu conoscessi il dono di Dio», dice Gesù alla samaritana. Se imparassi, cioè, a desiderare quel dono di vita che solo Dio ti può dare! Se imparassi ad andare al di là dei desideri immediati aprendoti alla gioia che viene da Dio! Ma questa apertura va di pari passo con il conoscere chi è veramente Gesù e accoglierlo nella propria vita. A lui bisogna legarsi, senza ripercorrere la strada riduttiva e schematica dei samaritani e dei giudei: Dio non sta né sul Monte Garizim, né a Sion. Egli è presente in chi lo adora «in spirito e verità». Ecco, dunque, che il nostro «sì» a Cristo, acqua viva, fa di noi una comunità viva, disposta a lasciarsi dissetare e purificare da lui.

Ma quale acqua ci dà Gesù? Egli ci dà l’acqua di un rapporto nuovo e profondamente liberante con Dio. Sì, perché servendo Dio in spirito e verità, facendo esperienza di un rapporto vivo e costruttivo con lui, la nostra sete si spegnerà e potremo riprendere il nostro cammino verso la pienezza, pur attraversando incertezze e difficoltà.

LE SECCHE DELLA VITA. Al contrario, se non ci dissetiamo dell’acqua che Cristo ci dà, ci condanniamo da soli a vivere nelle secche insopportabili della vita quotidiana. E tutti sappiamo che quando la nostra vita si fa ripetitiva, quando la trascorriamo giocando al risparmio, quando l’improntiamo sui binari del calcolo, del comodo o dell’interesse… allora la brocca della nostra vita, del nostro entusiasmo, delle nostre aspettative, resta secca e vuota.

Con coraggio, dunque, rechiamoci al pozzo dell’acqua viva, andiamo anche noi incontro al Signore Gesù!

Se la donna si fosse fermata soltanto a “contemplare” o a lamentarsi della propria sete, la sua brocca sarebbe rimasta sempre vuota e la sua sete sarebbe diventata insopportabile! Con fiducia, dunque, anche noi invochiamo: «Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete!».


16 marzo 2017

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