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martedì 11 dicembre 2018
 

Il brivido del gol e la gioia della famiglia

Tra le “brutte” dei temi abbiamo trovato questo testo, sviluppato sotto il titolo “Chi sogna può volare”. Nostro figlio, come tanti altri bimbi, sogna di diventare un calciatore. La passione per il calcio lo accompagna dai primi passi, dai primi sguardi, dalle prime parole, e in campo da sempre vince la sua timidezza esprimendo energia, impegno, dedizione, astuzia. È un piacere vederlo giocare, con gioia lo accompagniamo con tutta la famiglia sotto la pioggia autunnale o l’afa di luglio; ma lui sa anche che certe volte mamma e papà non possono accompa        gnarlo: da prima che lui nascesse ci occupiamo di famiglia e spesso gli impegni di volontariato ci allontanano dal campo... Tra le righe corrette e con qualche errore di grammatica leggere il sogno di essere un calciatore “un po’ diverso” ci lascia il cuore pieno di speranza. Auguriamo a lui di diventare un bravo calciatore, ma soprattutto di coltivare la passione che porta dentro e, come conclude il tema recitando un salmo della Bibbia, di «vedere i figli dei suoi figli» e giocare con loro. Auguriamo anche ai genitori di vedere oltre il brivido di un goal e far sognare ai bambini anche la gioia della famiglia!

LAURA E BRUNO IARIA

Ed ecco il tema di vostro figlio, che nella sua semplicità indica non solo il desiderio di fare il calciatore (un sogno che solo pochi possono realizzare), ma anche quello di non montarsi la testa per il successo e di pensare sempre ai più piccoli e di mettere al centro la gioia della famiglia.

«Chi sogna può volare. Mi piacerebbe sognare un futuro bello, vorrei vivere a Milano con una bellissima vista su Milano. Con una bella famiglia. Mi piacerebbe fare anche il calciatore e giocare nell’Inter. Però poi non per sempre, mi piacerebbe dopo alla fine della carriera andare a giocare all’estero. Spero di vincere magari la Champions. Però non sarò come quelli di adesso che c’è una famiglia che ti aspettano, lì per un autografo o una foto e i giocatori li ignorano. Io invece vorrei fargli un autografo o una foto, magari dei selfie con i bambini. Dopo le partite vorrei regalare la maglia a un bambino, però non solo le magliette, magari alcune volte gli comprerò per loro dei biglietti. Dopo la doccia vorrei invitare i miei compagni di squadra a casa mia a mangiare. Però alcune volte non vorrei essere troppo puntato sul calcio, vorrei giocare con i miei figli, se li avrò, magari con un figlio giocherei volentieri alla playstation a Fifa perché ricorda il mio passato. Vabbè adesso è presente, ma poi sarà passato. A una certa età vorrei smettere e pensare alla famiglia, fare lavori a casa, aiutare l  persone. Spererei che mio figlio prendesse la mia stessa... passione ovvero quella del calcio, se prendesi quella passione mi prenderò un impegno di andare a vedere tutte le partite, se si sposa vorrei giocare con il loro figlio».


06 dicembre 2018

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