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giovedì 23 novembre 2017
 

Il Papa: «Anche tanti corrotti si dicono cristiani ma c’è un fiuto per non finire nella corruzione»

C’è un «fiuto cristiano per andare avanti senza cadere nelle cordate della corruzione» e nel Vangelo Gesù lo indica con alcune contrapposizioni, quando parla per esempio dei cristiani che sono come «agnelli tra i lupi o prudenti come i serpenti e semplici come la colomba».

Papa Francesco celebra la Messa a Santa Marta e commenta il brano del Vangelo di Luca sull’amministratore che sperpera gli averi del padrone e che, una volta scoperto, invece di trovare un lavoro onesto continua a rubare con la complicità di altri, «una vera cordata di corruzione», la definisce il Papa. «Sono potenti questi, eh! Quando fanno le cordate della corruzione sono potenti; persino arrivano anche ad atteggiamenti mafiosi», nota il Papa.

«Questa è la storia. Ma non è una favola questa, non è una storia che dobbiamo cercare nei libri di storia antica: la troviamo tutti i giorni sui giornali, tutti i giorni. Questo succede anche oggi, soprattutto con quelli che hanno la responsabilità di amministrare i beni del popolo, non i beni propri, perché questo era amministratore dei beni altrui, non dei propri. Con i propri beni nessuno è corrotto, li difende».

Francesco si chiede: «Ma se questi corrotti sono più scaltri dei cristiani – ma non dirò cristiani, perché anche tanti corrotti si dicono cristiani - , se questi sono più scaltri di quelli fedeli a Gesù, io mi domando: ma c’è una scaltrezza cristiana? Esiste un atteggiamento per quelli che vogliono seguire Gesù, in modo che non finiscano male, che non finiscano mangiati vivi – come diceva mia mamma: “Mangiati crudi” – dagli altri? Qual è la scaltrezza cristiana, una scaltrezza che non sia peccato, ma che serva per portarmi avanti al servizio del Signore e anche all’aiuto degli altri? C’è una furbizia cristiana?».

Francesco indica tre atteggiamenti: il primo è una «sana sfiducia», lo stare attenti cioè, a chi «promette troppo e parla troppo come quelli che ti dicono “Fa l’investimento nella mia banca io ti darò un interesse doppio”». Il secondo atteggiamento è la riflessione, davanti alle seduzioni del diavolo che conosce le nostre debolezze; e infine c’è la preghiera: «Preghiamo oggi il Signore», ha concluso il Pontefice, «che ci dia questa grazia di essere furbi, furbi cristiani, di avere questa scaltrezza cristiana. Se c’è una cosa che il cristiano non può permettersi è essere ingenuo. Come cristiani abbiamo un tesoro dentro: il tesoro che è Spirito Santo. Dobbiamo custodirlo. E un ingenuo lì, si lascia rubare lo Spirito. Un cristiano non può permettersi di essere ingenuo. Chiediamo questa grazia della scaltrezza cristiana e del fiuto cristiano. È anche una buona occasione per pregare per i corrotti. Si parla dello smog che causa inquinamento, ma anche c’è uno smog di corruzione nella società. Preghiamo per i corrotti: poveretti, che trovino l’uscita da quel carcere nel quale loro sono voluti entrare».


10 novembre 2017

 
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