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sabato 16 dicembre 2017
 

Il sepolcro non ha l'ultima parola

Nel primo Regina Coeli dopo Pasqua, nel Lunedì dell'Angelo, il Pap aprega per i cristiani pereguitati e ricorda che il sepolcro non ha l'ultima parola. per questo dobbiamo ripetere continuamente che Dio è risorto. Così come i discepoli all'annuncio delle donne, anche noi dobbiamo sentire l'invito «a “fare presto” e ad “andare” ad annunciare agli uomini e alle donne del nostro tempo questo messaggio di speranza. Da quando, all’aurora del terzo giorno, Gesù crocifisso è risuscitato, l’ultima parola non è più della morte, ma della vita!».

E papa Francesco ricorda che «saremo uomini e donne di risurrezione se, in mezzo alle vicende che travagliano il mondo, alla mondanità che allontana da Dio, sapremo porre gesti di solidarietà e di accoglienza, alimentare il desiderio universale della pace e l’aspirazione ad un ambiente libero dal degrado. Si tratta di segni comuni e umani, ma che, sostenuti e animati dalla fede nel Signore Risorto, possono acquistare un’efficacia ben superiore alle nostre capacità. Sì, perché Cristo è vivo e operante nella storia per mezzo del suo Santo Spirito: riscatta le nostre miserie, raggiunge ogni cuore umano e ridona speranza a chiunque è oppresso e sofferente».
Francesco chiede che sia Maria, «testimone silenziosa della morte e della risurrezione del suo figlio Gesù», ad aiutarci a «essere segni limpidi di Cristo risorto tra le vicende del mondo, perché quanti sono nella tribolazione e nelle difficoltà non rimangano vittime del pessimismo, ma trovino in noi tanti fratelli e sorelle che offrono loro sostegno e consolazione. La nostra Madre ci aiuti a credere fortemente nella risurrezione di Gesù, mirabile mistero di salvezza, e nella sua capacità di trasformare i cuori e la vita. E interceda in modo particolare per le comunità cristiane che sono chiamate a una più difficile e coraggiosa testimonianza».


17 aprile 2017

 
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