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giovedì 23 novembre 2017
 

L'affondo di Renzi a Bankitalia

Dopo aver detto di non avere alcun ruolo nella vicenda della mozione del Pd contro Ignazio Visco, il giorno dopo il segretario dei dem Matteo Renzi getta la maschera e va a testa bassa contro il governatore della Banca d’Italia. “Se qualcuno vuol raccontare che in questi anni nel settore banche non è successo niente, non siamo noi, perché è successo di tutto”, ha detto Renzi. “È mancata evidentemente una vigilanza efficace. C'è bisogno di scrivere una pagina nuova. Ci sono stati dei manager che hanno preso soldi e non hanno lavorato con professionalità, ci sono persone che hanno visto venir meno i loro crediti ed è toccato a noi intervenire per rimediare ai disastri causati da altri e ciascuno si assumerà la sua responsabilità”.

Il blitz di Renzi ha squassato tutto il mondo politico, compreso il Pd (Veltroni si è dissociato dalla mozione che invita a non rieleggere il governatore alla scadenza dei sette anni di mandato, presentata da una deputata vicina a Maria Elena Boschi, l’onorevole Silvia Fregolent). Il premier Gentiloni non ne sapeva nulla, il ministro Padoan, che viene dai ranghi di Via Nazionale, è andato letteralmente in escandescenza. Il tutto in un clima delicatissimo per l’economia italiana: la manovra economica, la ripresa che non decolla, le tensioni con Bruxelles, il giudizio della Banca Centrale Europea, lo spread sempre in agguato con le sue turbolenze finanziarie in grado di ammazzare la stessa ripresa.

Cosa c’è dietro questa decisione mai presa, inaudita, definita “incomprensibile e ingiustificabile” da Veltroni, quella di un partito di governo che sconfessa il responsabile del pilastro del credito e dell'economia italiana? Senza indulgere a dietrologie, è chiaro che sullo sfondo ci sono i disastri bancari delle banche e banchette popolari avvenuti sotto il governo Renzi. Il quale, sia detto non per inciso, non fece nulla al tempo in cui nel mondo bancario "è successo di tutto". L’allora premier Renzi aveva anche pesantemente appoggiato la riforma delle banche popolari, richiesa da Bankitalia. Cos’è successo per arrivare a chiedere la testa di Visco? La mancata vigilanza attribuita a Bankitalia sembra nascondere il rancore per aver lasciato al suo destino Banca Etruria, la banca aretina in cui è rimasto invischiato anche il padre di Maria Elena Boschi? Fatto sta che abbiamo gettato fango su una delle poche istituzioni autonome autorevoli, di livello internazionale, ancora presenti in Italia. Lo avesse fatto Silvio Berlusconi, avremmo le barricate nelle piazze. Invece l’ha fatto il segretario di un partito di governo del Centrosinistra.

 


18 ottobre 2017

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