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martedì 22 ottobre 2019
 
Le regole del gioco Aggiornamenti rss Elisa Chiari
Giornalista

La giapponese di Pesaro e la sciagurata di Trani

Il sindaco di Pesaro sta cercando una ragazza giapponese che da tempo s’adopera a togliere i mozziconi di sigarette da una piazza per premiarla. Il sindaco di Trani sta cercando una ragazza che il giorno di San Valentino ha  imbrattato con una bomboletta rossa lo splendido duomo della città credendo così di dichiarare amore a un certo Luigi.

Le storie contrapposte si prestano a una riflessione sulle regole: molte volte ci diciamo che il nostro problema è, a valle, nella scarsa efficacia delle sanzioni. La storia della ragazza giapponese invece ci dimostra che il nostro problema sta, a monte, nella scarsa efficacia dell’educazione. Il problema del rispetto delle cose di tutti sta nel non aver imparato da piccoli che «di tutti» significa «anche mie, ma non solo mie». È presumibile che la sciagurata di Trani non avrebbe imbrattato allo stesso modo la preziosa facciata, se anziché alla Cattedrale fosse appartenuta a casa propria, se non altro perché avrebbe avuto chiaro il prezzo della fatica di ripulirla, senza bisogno di ricorrere alla sanzione di un Tribunale.

Il guaio è che, come da anni prova a insegnare nelle scuole Gherardo Colombo, il controllo e le sanzioni, che nascono per contrastare una devianza minoritaria, funzionano poco e male quando devono agire contro un’irregolarità diffusa. Dove troppi sporcano senza riguardo muri e strade, perché tanto ci si attende che tocchi all’amministrazione pulire, dando per scontato che lo faccia poco e male, finanziata poco e male dalle imposte che troppo pochi pagano – con buona pace di dipendenti e pensionati che non potendo evadere fungono da pozzo di San Patrizio – è difficile insegnare a un figlio a rispettare lo spazio di tutti. Il degrado porta degrado e viceversa.E rincorrere a posteriori tutti i maleducati e gli imbrattatori è complicatissimo.

Solo dove le regole hanno cittadinanza dentro le persone che le rispettano perché ne comprendono il senso funziona il meccanismo trasgressione-sanzione, perché la minoranza che trasgredisce è sanzionata prima che dal braccio della legge dal disdoro della comunità.

La ragazza giapponese che ripulisce Pesaro obbedendo al proprio senso civico interiore sarebbe probabilmente passata inosservata nel proprio Paese, perché là così fan tutti. La ragazza di Trani, vivendo a Tokio, probabilmente non sarebbe neanche riuscita a mettere in atto il suo sfregio, perché qualcuno – non un vigile, un sindaco, o un giudice, ma un cittadino comune o magari il "grillo parlante" dentro di lei – l’avrebbe fermata prima.

Se da noi questo meccanismo non funziona abbiamo un problema che è prima nostro che delle nostre scuole, delle nostre amministrazioni e dei nostri tribunali.

Ps. In Giappone, senza attendere i bidelli, i ragazzi prima di uscire devono pulire le classi e nessun alunno o genitore si scandalizza per questo.


18 febbraio 2019

 
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