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martedì 22 ottobre 2019
 
Sotto il cielo d'Irlanda Aggiornamenti rss Francesco Belletti
Direttore Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

Le famiglie insieme, per testimoniare

Venerdì mattina , alle 11.30, è arrivata finalmente l’ora del panel sull’associazionismo familiare, in cui ho tenuto un intervento sul valore delle famiglie che si associano. Intervento in italiano, con traduzione simultanea (davvero bravissimi, questi traduttori, in questi tre giorni), e platea eterogenea, con persone da tutti i continenti, a testimoniare l’interesse all’argomento.

Tre voci: la mia, da sociologo studioso del tema, ma anche per la mia esperienza di Presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari (dal 2009 al 2015), quella della FAFCE (federazione delle associazioni familiari cattoliche attiva in Europa), con il Presidente Antoine Renard e il Segretario, Nicola Speranza, e, ad introdurre,  Mons. Carlos Simon,  del rinnovato Pontificio Consiglio per la Famiglia, che da molti anni crede nel valore delle famiglie associate.

L’incontro è filato via liscio, e mi ha colpito la grande sintonia dell’approccio: tutti abbiamo sottolineato che “non è bene che la famiglia sia sola”, ma che essere insieme ad altre famiglie prima di tutto aiuta la tua famigli a vivere meglio; tutti abbiamo fatto riferimento al n. 44 della Familiaris Consortio (un classico, per chi fa associazionismo familiare), quando ricorda che  “le famiglie devono crescere nella coscienza di essere «protagoniste» della cosiddetta «politica familiare» ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza”.. Con uno slogan,  quindi, “famiglie insieme, per fare meglio la propria famiglia, per fare più famiglia nella società”. Solo così le famiglie associate diventano soggetti sociali collettivi, che cominciano ad avere voce, che si mettono insieme per “produrre più famiglia” (servizi, relazioni, esperienze di condivisione e di auto mutuo aiuto), ma anche per contare di più, per organizzarsi, per fare azioni di pressione e di protesta.

E i lavori si sono conclusi con questa domanda, cui Amoris laetitia offre una prima risposta possibile: come agganciare la stragrande maggioranza delle famiglie, che rimangono senza connessioni con l’esterno? Perché nessuna famiglia è più fragile e vulnerabile di quella che si chiude in se stessa, e non riesce nemmeno a pensare di poter trovare aiuto, collaborazione e sostegno all’esterno. Una prima risposta si trova proprio nelle parole di Amoris laetitia: «con la testimonianza, e anche con la parola, le famiglie parlano di Gesù agli altri, trasmettono la fede, risvegliano il desiderio di Dio, e mostrano la bellezza del Vangelo e dello stile di vita che ci propone. Così i coniugi cristiani dipingono il grigio dello spazio pubblico riempiendolo con i colori della fraternità, della sensibilità sociale, della difesa delle persone fragili, della fede luminosa, della speranza attiva. La loro fecondità si allarga e si traduce in mille modi di rendere presente l’amore di Dio nella società» (AL, n. 184).


24 agosto 2018

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