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sabato 17 febbraio 2018
 

«Niente lumini sulle tombe dei morti: è solo spreco e ostentazione»

Nei nostri cimiteri è usanza antica dei familiari, per la due giorni dedicata a tutti i santi e ai morti, far installare sulle tombe e vicino ai loculi luci a forma di croce, cuore e ovale. I costi sono rispettivamente di 7 e 12 euro. Premesso che su dette tombe e loculi vi è già, nel 99% dei casi, la luce perpetua, mi chiedo se non è il caso, con questi chiari di luna, che questi quattrini vengano dati in beneficenza o impiegati in opere filantropiche. Così si eviterebbe anche uno spreco di energia. Mi risulta che moltissime persone seguano questa tradizione più per pompa che per onorare le anime dei defunti. So pure che Enrico IV, nel dramma shakespeariano, ha detto: «È più facile perdere un regno che un’abitudine».

FRANCO PETRAGLIA Cervinara (Av)

L’usanza di accendere una luce accanto ai sepolcri è presente fin dall’antichità. Per i cristiani ha acquistato fin dall’inizio un significato particolare: indicava che il defunto era vissuto nella luce della fede e si invocava, come si recita nell’Eterno riposo, che su di lui splendesse la «luce perpetua», la luce di Dio, la luce della risurrezione. Con l’avvento dell’elettricità nei nostri cimiteri è invalso l’uso di una piccola fiammella perpetua.

Non conosco la tradizione di cui parli, caro Franco, ma si situa nello stesso solco di rispetto per il defunto da parte dei familiari e anche come segno di affetto che tiene legati nella comunione dei santi. Al di là dello spreco energetico (ce ne sono di ben peggiori), il vero problema è l’ostentazione, l’esagerazione puramente esteriore. In qualche caso, più che l’affetto, potrebbe emergere la vanità dei vivi o il tentativo di rimediare al bene che non si è voluto in vita al proprio caro.

Per questo credo che il modo migliore per onorare i nostri defunti sia la preghiera per loro e con loro, per chiederne l’intercessione, e soprattutto la partecipazione alla Messa, che unisce la Chiesa terrena all’assemblea dei santi nel Cielo. Inoltre, per ricordare i nostri cari, non dobbiamo trascurare le opere di bene. Da fare in loro memoria o per tener viva la loro presenza imitandone le virtù e gli esempi.

Catechismo della Chiesa cattolica. Edizione speciale con nuovi commenti


26 ottobre 2017

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