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giovedì 25 aprile 2019
 

«No ad arrampicatori e affaristi di soldi sporchi nella Chiesa»

«Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo, chiedevano a Gesù la grazia di essere primo ministro e vice-primo ministro, quando sarebbe venuto il Regno. E nella Chiesa ci sono arrampicatori! Ci sono tanti, che bussano alla Chiesa per… Ma se ti piace, vai a Nord e fai l’alpinismo: è più sano! Ma non venire in Chiesa ad arrampicarti! Gesù rimprovera questi arrampicatori che cercano il potere». Alla Messa celebrata lunedì mattina a Santa Marta papa Francesco mette in guardia da carrierismo, sete di potere, vanità e e affarismo che esistono anche nella Chiesa e tra quei cristiani che seguono Gesù per “pavoneggiarsi” e trarre vantaggi personali.

Prendendo spunto dal Vangelo del giorno, in cui Gesù riprova la gente di cercarlo solo perché si era saziata dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Papa invita a porsi la domanda se seguiamo il Signore per amore o per qualche vantaggio. «Gesù – afferma papa Francesco - accenna a tre atteggiamenti che non sono buoni nel seguire Lui o nel cercare Dio. Il primo è la vanità».

In particolare, si riferisce a quei notabili, a quei "dirigenti" che fanno l’elemosina o digiunano per farsi vedere: «Questi dirigenti volevano farsi vedere, a loro piaceva – per dire la parola giusta – piaceva pavoneggiarsi e si comportavano come veri pavoni! Erano così. E Gesù dice: “No, no: questo non va. Non va. La vanità non fa bene”. E alcune volte, noi facciamo cose cercando di farci vedere un po’, cercando la vanità. È  pericolosa, la vanità, perché ci fa scivolare subito sull’orgoglio, la superbia e poi tutto e finito lì. E mi faccio la domanda: io, come seguo Gesù? Le cose buone che io faccio, le faccio di nascosto o mi piace farmi vedere?».
La vanità è una trappola in cui rischiano di cadere tutti, anche «Noi pastori», ha detto il Papa: «E un pastore che è vanitoso non fa bene al popolo di Dio».

Infine, l’altra cosa che Gesù rimprovera a quelli che lo seguono è il potere:  «Soltanto quando viene lo Spirito Santo – ha osservato il Papa - i discepoli sono cambiati. Ma il peccato nella nostra vita cristiana rimane e ci farà bene farci la domanda: io, come seguo Gesù? Per Lui soltanto, anche fino alla Croce, o cerco il potere e uso la Chiesa un po’, la comunità cristiana, la parrocchia, la diocesi per avere un po’ di potere?».

La terza cosa che ci allontana dalla rettitudine delle intenzioni  sono i soldi:  «Quelli che seguono Gesù per i soldi, con i soldi, cercando di approfittare economicamente della parrocchia, della diocesi, della comunità cristiana, dell’ospedale, del collegio … Pensiamo alla prima comunità cristiana, che ha avuto questa tentazione: Simone, Anania e Saffira … Questa tentazione c’è stata dall’inizio, e abbiamo conosciuto tanti buoni cattolici, buoni cristiani, amici, benefattori della Chiesa, anche con onorificenze varie … tanti! Che poi si è scoperto che hanno fatto negozi un po’ bui: erano veri affaristi, e hanno fatto tanti soldi! Si presentavano come benefattori della Chiesa ma prendevano tanti soldi e non sempre soldi puliti».

«Chiediamo al Signore», ha concluso il Papa, «la grazia che ci dia lo Spirito Santo per andare dietro a Lui con rettitudine di intenzione: soltanto Lui. Senza vanità, senza voglia di potere e senza voglia dei soldi».

Antonio Sanfrancesco


05 maggio 2014

 
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