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domenica 26 marzo 2017
 

«Se la Bibbia fosse come il cellulare»

«Cosa succederebbe se trattassimo la Bibbia come il nostro telefono cellulare?». Se lo chiede papa Francesco facendo un «paragone paradossale». Se tornassimo indietro a prenderla quando la dimentichiamo a casa, se leggessimo i messaggi di Dio come leggiamo quelli del cellualare, se lo avessimo sempre con noi come abbiamo sempre con noi il telefonino? Avremmo sempre con noi la Parola di Dio, spiega Francesco. Ed è la Parola di Dio che ci fa superare le tentazioni. Nella prima domenica di Quaresima, che parla proprio delle tentazioni di Gesù, il Papa ricorda che Gesù non risponde con le proprie parole, ma con quelle di Dio.

 

«Questo episodio», sottolinea il Papa «si colloca in un momento preciso della vita di Gesù: subito dopo il battesimo nel fiume Giordano e prima del ministero pubblico. Egli ha appena ricevuto la solenne investitura: lo Spirito di Dio è sceso su di Lui, il Padre dal cielo lo ha dichiarato "Figlio mio, l’amato". Gesù è ormai pronto per iniziare la sua missione; e poiché essa ha un nemico dichiarato, cioè Satana, Lui lo affronta subito, “corpo a corpo”. Il diavolo fa leva proprio sul titolo di “Figlio di Dio” per allontanare Gesù dall’adempimento della sua missione: "Se tu sei Figlio di Dio…", gli ripete tre volte, e gli propone di fare gesti miracolosi, di fare il mago, come trasformare le pietre in pane per saziare la sua fame, e buttarsi giù dalle mura del tempio facendosi salvare dagli angeli. A queste due tentazioni, segue la terza: adorare lui, il diavolo, per avere il dominio sul mondo. Mediante questa triplice tentazione, Satana vuole distogliere Gesù dalla via dell’obbedienza e dell’umiliazione – perché sa che così, per questa via,  il male sarà sconfitto – e portarlo sulla falsa scorciatoia del successo e della gloria. Ma le frecce velenose del diavolo vengono tutte “parate” da Gesù con lo scudo della Parola di Dio che esprime la volontà del Padre. Gesù non pronuncia una sola parola propria. Risponde solo con la Parola di Dio. E così il Figlio, pieno della forza dello Spirito Santo, esce vittorioso dal deserto».
 

Durante la Quaresima anche noi siamo chiamati a seguire le orme di Gesù e ad «affrontare il combattimento spirituale contro il Maligno con la forza della Parola di Dio. Non con la nostra parola. Non serve. Con la parola di Dio. Per questo bisogna prendere confidenza con la Bibbia: leggerla spesso, meditarla, assimilarla». Il Papa torna a suggerire si avere sempre con sé la Bibbia o almeno un piccolo Vangelo portatile. E a fare come con il cellualre, consulandolo spesso e leggendo la Parola. Infine il Papa ricorda che proprio stasera cominciano gli esercizi spirituali ad Ariccia per sé e i suoi collaboratori in Curia e invita la piazza a pregare per questi giorni.


05 marzo 2017

 
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