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domenica 18 febbraio 2018
 

Papa Francesco "corregge" il Padre Nostro

Carissimo direttore, il Padre nostro, la più conosciuta e diffusa delle preghiere cristiane, è sbagliato. A dirlo è papa Francesco in una recente intervista televisiva. Dio che ci induce in tentazione «non è una buona traduzione». È meglio dire «non lasciarmi cadere nella tentazione». Infatti, «quello che ti induce in tentazione è Satana». Papa Bergoglio sostiene che il testo andrebbe aggiornato, come già fatto recentemente dai nostri cugini d’oltralpe, la cui traduzione recita: «Et ne nous laisse pas entrer en tentation» (Non lasciarci entrare in tentazione). Formula ritenuta più corretta. Questa modifica del passaggio della preghiera, a duemila anni di distanza, rende diritto al senso originale del Padre nostro. Questo è anche il mio pensiero.

FRANCO PETRAGLIA – Cervinara (Avellino)

Ovviamente papa Francesco non ha chiesto di correggere il Padre nostro, ma solo di aggiornare la traduzione italiana. Il testo greco originale del Vangelo di Matteo è e rimane lo stesso. In realtà, anche i vescovi italiani hanno da qualche anno modificato la traduzione, ma il cambiamento non è stato ancora recepito nella liturgia delle ore e nella Messa, in attesa che sia completata la traduzione della nuova edizione del Messale. La traduzione ufficiale della Conferenza episcopale italiana rende così il passo di Matteo 6,13: «Non abbandonarci alla tentazione». E a proposito di tentazione, ecco cosa scrive san Giacomo nella sua lettera: «Nessuno, quando è tentato, dica: “Sono tentato da Dio”; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte» (1,13-15).


15 dicembre 2017

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