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venerdì 18 ottobre 2019
 

Quando il chiacchiericcio trasforma la chiesa nella platea del cinema prima del film

Faccio servizio gratuito come organista in una chiesa di religiosi. Mi è capitato di introdurre la celebrazione con pezzi delicati, suonati con timbri dolci, ma con il risultato di sentire l’iniziale brusio crescere fino ad autentico chiacchiericcio da platea di cinema che attende l’inizio del film. Nessuno dei religiosi è mai uscito dalla sagrestia per richiamare i fedeli a un maggiore raccoglimento. Cresciuto in tempi in cui in chiesa si arrivava in “modalità silenziosa” e si manteneva decoroso raccoglimento, per me entrare in chiesa significa trovare quel silenzio che permette di elevare lo spirito e di rendere la preghiera, direi, più confidenziale.

PIER GIORGIO FOFFANO

Caro Pier Giorgio, anche se una parola sottovoce o un saluto prima delle celebrazioni si può scambiare, penso che prima di tutto ci sia una questione di buona educazione e di rispetto reciproco. Troppo spesso ci dimentichiamo della dovuta attenzione agli altri. Soprattutto chi partecipa alla Messa dovrebbe poi tenere presente la grandezza e l’importanza di quello che si sta facendo. Per questo nel testo introduttivo del Messale si legge: «Anche prima della stessa celebrazione è bene osservare il silenzio in chiesa, in sagrestia e nel luogo dove si assumono i paramenti e nei locali annessi, perché tutti possano prepararsi devotamente e nei giusti modi alla sacra celebrazione». Senza dimenticare che il silenzio è parte integrante della stessa liturgia e può assumere diverse valenze: «Durante l’atto penitenziale e dopo l’invito alla preghiera, il silenzio aiuta il raccoglimento; dopo la lettura o l’omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato; dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica» (n. 45).


27 giugno 2019

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