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domenica 21 ottobre 2018
 

Quando l'omelia è troppo lunga

Caro don Antonio, sono un sacerdote. Da tempo mi ronzano in testa due cose. La prima è questa: sento sempre più spesso alcuni confratelli che quasi si vantano che, in ossequio all’esortazione di papa Francesco, la predica della domenica non è più lunga di 10 minuti, per alcuni addirittura 5. Una Messa domenicale con Battesimo incluso è durata 45 minuti. Io non ce l’avrei fatta assolutamente. Motivo di questa specie di corsa è non stancare la gente. Io, glielo dico sinceramente, in questo non riesco a obbedire a papa Francesco. Sforo facilmente andando anche oltre i 10 minuti, fino a 15. Solo qualche persona mi ha fatto notare che la predica è stata lunga, mentre i complimenti sono tantissimi!

La seconda cosa riguarda la pedofilia. Io capisco che molti sacerdoti hanno sbagliato e che, per questo, è bello, onesto e doveroso chiedere perdono, chiedere scusa. Ma sento una certa ripugnanza nel sentire continuamente questa “antifona” sulla bocca del papa Francesco, che io stimo moltissimo e ammiro. Ma a forza di insistere sembra che tutto il clero sia intaccato da questa malattia. La gente fa presto a pensare che tutti i preti sono pedofili.

LETTERA FIRMATA

Caro confratello, il vero problema dell’omelia non è la sua lunghezza, ma il contesto liturgico in cui si inserisce. Come scrive papa Francesco nell’Evangelii gaudium, dove all’omelia dedica un intero capitolo, «il predicatore può essere capace di tenere vivo l’interesse della gente per un’ora, ma così la sua parola diventa più importante della celebrazione della fede». Perciò chiede che «la parola del predicatore non occupi uno spazio eccessivo, in modo che il Signore brilli più del ministro». Il motivo della brevità dell’omelia, quindi, non è quello di non stancare la gente, ma di farla davvero incontrare con il Signore nella celebrazione dell’Eucaristia. L’indicazione anche recente del Papa per cui l’omelia dovrebbe durare al massimo 8 minuti è un invito a metterci davvero al servizio della Parola e dei fedeli e non di noi stessi. Perciò va presa sul serio ma non in modo tassativo o addirittura formalistico. Chi ne fa una questione di cronometro non ha compreso il senso autentico delle parole di Francesco.

Riguardo alla pedofilia, i membri del clero coinvolti sono una minima parte, anche se uno sarebbe già troppo. Fa bene il Papa a richiamare con forza questo terribile scandalo. E anche coloro che sono innocenti possono ben sopportare la gogna che ne deriva unendosi a Cristo che ha portato i peccati del mondo su di sé. C’è chi è interessato a far pensare che tutti i preti siano pedofili, ma questo dovrebbe indurci a un comportamento esemplare. L’unico modo per vincere il male, infatti, è il bene.


04 ottobre 2018

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