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martedì 12 dicembre 2017
 
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Giornalista

Quel fotomontaggio stile Br che offende la coscienza civile

Non condivido le idee di Matteo Salvini. Non mi corrisponde lo stile con cui le esprime, ma questo non mi impedisce di percepire come un pugno nello stomaco il disgustoso fotomontaggio che lo ritrae imbavagliato con alle spalle la stella a cinque punte, chiaro riferimento al rapimento di Aldo Moro poi ucciso dalle Br. (nell'immagine allegata il fotomontaggio e la foto vera sono state unite ndr.)

Quell’immagine, quella vera di Aldo Moro, è il primo ricordo che ho di un fatto di cronaca: avevo sei anni e nell’immediato l’unica cosa che afferrai di quel fotogramma televisivo in bianco e nero fu che qualcosa di terribile stesse accadendo: qualcosa di così grave da preoccupare molto anche i grandi.

In questo senso quest’immagine mi appartiene – da prima che potessi ricorstruirne il significato e prenderne coscienza - , come appartiene a tutti noi. Sento il bisogno di dire a quei signori, senza memoria e senza futuro, che hanno avuto la geniale idea di usarla a sproposito come minaccia (inaccettabile in quanto tale) a un avversario politico, che non hanno il diritto di ferire ancora le vittime di una stagione che ha disseminato le strade e le esistenze di morti e feriti servendosene a sproposito, men che meno hanno il diritto di strumentalizzare, peggio che mai per un messaggio vile, la memoria storica e la coscienza civile di un Paese.

È probabile che si tratti di ignoranza, che fa il paio con quella, eguale e contraria, di chi si appende alle spalle un simbolo storico del II reich oggi utilizzato dai neonazisti senza rendersi conto dell’effetto che fa, senza calcolare lo stridore con il giuramento di fedeltà prestato alla Repubblica. Ma sarebbe un errore sottovalutare dicendo che si tratta “soltanto” di ignoranza.

Perché nella superficialità si legge il segno dello sfilacciamento delle radici, dello scollamento tra passato e presente, tanto più preoccupante se i nostalgici sono troppo giovani per avere un ricordo elaborato che contempli anche i costi della violenza che è stata.

Tocca a chi c’era non disperdere, ricucire il tessuto che tiene insieme la coscienza critica di antenati e posteri, far sì che la memoria, oltre a non svanire, non si svuoti svilita in slogan senza contesto, ma contempli e tramandi l’assunzione della responsabilità, presupposto necessario della libertà, compresa quella di pensiero.


05 dicembre 2017

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