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giovedì 21 marzo 2019
 

Terry Dutto: “Così cambiano anche i bambini”

Piccoli profughi iracheni costretti a vivere in un centro commerciale in costruzione a Erbil (foto F. Scaglione).
Piccoli profughi iracheni costretti a vivere in un centro commerciale in costruzione a Erbil (foto F. Scaglione).

E’ in atto una profonda revisione del lavoro svolto dalle grandi organizzazioni come UNHCR e UNICEF in Iraq, soprattutto nel Kurdistan, che resta un’isola accerchiata dai pesanti attacchi delle milizie ISIS, che spaziano da Tikrit a Kirkuk, con una strategia che punta verso Dohuk, al Nord, dove ci sono molti campi profughi e dove si creerebbe, in caso di combattimenti, un disastro immane. 

La revisione degli interventi delle istituzioni umanitarie internazionali è diventata necessaria per il prolungarsi dell’emergenza e per l’usura che questo sta provocando alle risorse disponibili per gli aiuti a rifugiati e profughi, che sono in costante aumento.

Ogni cosa deve essere ridotta allo stretto necessario e, soprattutto per gli sfollati, che sono almeno teoricamente sotto la responsabilità del governo locale,  le distribuzioni di aiuti si fanno sempre di più misurate, nel tentativo di eliminare ogni possibile spreco. 

La presenza di FOCSIV tra le persone che incontriamo diventa una mediazione tra quanto individui e famiglie ormai sanno di non poter più sperare e la gioia di avere almeno un riscontro, anche temporaneo, che comunque crea speranza. 
Anche se la speranza prima di tutti gli sfollati e profughi, cioè quella di tornare al più presto a casa, si è ormai quasi azzerata. Le donne restano l’elemento più solido e unificante, quelle che permettono alle comunità di non affossarsi nella perdita totale di identità. Gli uomini sono più spaesati, e l’idea di trovare un lavoro è un miraggio per quasi tutti loro.

Continuiamo inoltre a constatare il cambiamento dell’atteggiamento dei bambini. Nelle diverse attività sono diventati più difficili da gestire, perdono facilmente attenzione e concentrazione per ogni operazione proposta oltre la musica, che invece li coinvolge interamente. Diventano anche più aggressivi nei comportamenti, un verificato anche nei gruppi che stanno avviando orari di scuola alternativa.


10 febbraio 2015

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