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giovedì 25 maggio 2017
 
Libri, il buono e il cattivo Aggiornamenti rss Paolo Perazzolo
Responsabile del desk Cultura e spettacoli

Ti ricorderemo a lungo, Pietro Paladini

L'impressione è che ci ricorderemo a lungo di Pietro Paladini: se il libro che ce lo aveva fatto conoscere, Caos calmo, era stato un romanzo sorprendente, Terre rare, sequel di quel libro, è un capolavoro che aggiorna ai nostri giorni la commedia italiana.

I lettori di Caos calmo, il romanzo di Sandro Veronesi pubblicato otto anni fa e vincitore del Premio Strega, trasposto per il cinema da Antonello Grimaldi con protagonisti Nanni Moretti (nei panni di Pietro) e Isabella Ferrari, conoscono bene il nostro eroe. Ora sappiano che è tornato.

In Terre rare (Bompiani) Veronesi lo riprende da dove lo aveva lasciato nel romanzo precedente. Ricordate? Gli era morta improvvisamente la moglie per un aneurisma, la sua vita era precipitata nel caos (appunto), aveva reagito lasciando il lavoro (direttore di una Tv commerciale a Milano) e appostandosi all'uscita della scuola della figlia Claudia, unica àncora di salvataggio... Ora Pietro vive a Roma, ha una nuova compagna, D., ragazza bella e letteralmente coatta, vende auto in una concessionaria sull'Aurelia con il socio Lello e Claudia ha 18 anni... Città nuova, vita nuova.

La prima parte del romanzo si intitola Un giorno disumano: è il racconto, riuscitissimo, esilarante, che lascia il lettore senza respiro, delle disavventure che toccano nel corso di 24 ore al nostro protagonista, che, su indicazione del socio, è andato a ritirare l'auto a una ragazza di sfacciata bellezza. Le cose non andranno esattamente come programmato, a causa della suddetta bellezza, ma anche perché la ragazza scapperà via con l'auto da ritirare, costringendo il nostro Paladini a inseguirla, venendo fermato dalla polizia e multato con sequestro dell'auto, visto che aveva appena bevuto un goccio... Ma i guai sono appena comiciati: di ritorno al concessionario, nel frattempo visitato dalla Guardia di finanza, scoprirà che il socio Lello non è affatto in ospedale per un intervento chirurgico, ma...

Sul fronte personale-famigliare, non è che le cose gli vadano meglio. La figlia Claudia è fuggita a Milano dalla zia Marta e rifiuta di parlargli, la cena con D. salta e l'ex di lei continua a creare problemi... Attraverso una serie di situazioni rocambolesche, digressioni, racconti incastrati nel romanzo, nella seconda parte, Terre rare, che dà titolo all'intero libro, il nostro eroe approderà nuovamente a Milano, costretto a cercare un avvocato per difendersi da pericoli tanto inquietanti quanto inafferrabili. E di lì salirà in Svizzera, dove è sepolto il padre, scoprendo verità mai dette sulla sua famiglia d'origine e riuscendo, alla fine, ad avere un confronto diretto con la figlia Claudia.

Ora, riussumere un romanzo che viaggia velocissimo, all'inseguimento del suo protagonista assoluto, è impossibile e inutile. Il lettore scoprirà gli eventi tragicomici narrati, divertendosi molto, commovendosi a volte, trovandosi spesso a riflettere.

Qui ci preme conoscere un po' più da vicino Pietro Paladini, questa straordinaria invenzione di Sandro Veronesi. Al personaggio ci si appassiona istintivamente, certo per la bravura del suo inventore nel tratteggiarlo, ma soprattutto perché assomiglia a ciascuno di noi, è ognuno di noi. Pietro Paladini è tutti noi nella sua fragilità, nel suo sforzo maldestro di essere un buon padre, di essere una persona per bene e di migliorarsi; lo sentiamo vicino nelle piccole meschinità e bugie quotidiane in cui incappa, a volte consapevolmente, più di frequente per puro caso; lo sentiamo affine in questo continuo ragionare fra sé e sé su ciò che fa, nel cercare di venire a capo di quel gigantesco imprevisto che è la vita stessa. Come ciascuno di noi, Pietro Paladini non fa altro che cercare di dare un ordine, un senso, un minimo di forma al caos esistenziale, scoprendosi ogni volta inadeguato al compito, nonostante le buone intenzioni...

In più occasioni, leggendo le sue gesta in Terre rare, il pensiero è andato a Zeno Cosini, l'indimenticabile protagonista della Coscienza di Zeno di Italo Svevo (il libro è dedicato «A Zeno, nel frattempo sopraggiunto», l'ultimo figlio dell'autore...). In questa capacità di suscitare l'identificazione dell'uomo comune, Pietro Paladini rappresenta anche l'uomo contemporaneo, alle prese con i suoi piccoli-grandi dilemmi morali, con la sfida di essere padri (e figli) all'altezza, con la necessità di scegliere, senza tuttavia possedere alcuna certezza assoluta.

Paladini alla fine è il campione della commedia italiana in versione terzo millennio.

Si sorride, si ride, si medita, si piange leggendo Terre rare. Il capitolo dedicato alla memoria della madre e dei genitori e quello sull'agognato incontro con la figlia Claudia sono dei capolavori nel capolavoro. Tutto il romanzo, reso irresistibile dalla scrittura felice e precisa di Veronesi, lascerà traccia nei lettori e  nella letteratura.


21 ottobre 2014

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