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martedì 15 ottobre 2019
 

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) - 13 novembre 2016

INCONTRO AL SIGNORE CHE VIENE
 
«Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Luca 21,5-19


Anche oggi la Liturgia della Parola ci guida a riflettere sulle realtà ultime (i Novissimi), ad alzare lo sguardo verso ciò che ci attende dopo questa esistenza mortale. È la stessa amorevole preoccupazione di Gesù nel richiamare l’attenzione dei suoi discepoli verso “la fine dei tempi”, contro ogni tentazione di appiattirsi sul presente e sul contingente. Un’espressione questa (“la fine dei tempi”) che rischia di essere banalizzata in un duplice senso: o riducendo l’attesa del Signore e “del mondo che verrà” a uno sterile e ingiustificato atteggiamento di ansia e paura, oppure riducendo tutto a un semplice modo di dire. Le letture ci aiutano a superare questi due atteggiamenti e a cogliere la forza dell’insegnamento di Gesù.
Il punto è che il Signore ci prende sul serio. Dà peso alle nostre azioni e alle nostre decisioni; davanti a lui, non è vero che un’azione vale l’altra. Ogni nostra scelta e i gesti che ne derivano saranno valutati da Dio: positivamente, se collocati al servizio del Regno di Dio, negativamente se finalizzati solo al proprio tornaconto (prima lettura). Nel Vangelo, a questo proposito, si parla di «sole di giustizia» che splende sulle azioni positive e di «forno ardente» che meritano invece gli empi. C’è grande differenza tra il «sole di giustizia » e la «fornace ardente»! Non si può ridurre tutto a una questione di sfumature. Né è questione di sfumature la differenza tra «i superbi… che commettono ingiustizia» e «i cultori del mio nome». È qui, nella tappa terrena della nostra esistenza, che dobbiamo scegliere chi essere davanti a Dio e al prossimo; dopo sarà troppo tardi.

IMMAGINI CONTRASTANTI. I l Vangelo oggi ci presenta due immagini apparentemente contrastanti: una, carica di violenza (guerre, terremoti, tradimenti); l’altra rassicurante ( «neppure un capello del vostro capo andrà perduto»). La prima immagine è uno sguardo molto realistico sulla storia, spesso fatta di violenza, in tutte le sue forme, che distrugge non solo le cose, ma anche e soprattutto le persone. La seconda immagine – racchiusa nella rassicurazione di Gesù – ci dice quale atteggiamento deve avere il cristiano nel vivere questa storia, caratterizzata da violenza, ma anche da gesti di grande generosità; da arroganza, ma anche da atteggiamenti di forte solidarietà.
Il credente, dunque, non può restare schiavo di paure e di angosce. Egli deve invece abitare la storia, impegnato ad arginare la forza distruttrice del male, con la certezza che ad accompagnare la sua azione leale c’è sempre l’attenta e rassicurante tenerezza del Signore. Questo è il vero ed eloquente segno che il Regno di Dio viene a noi, cioè che si sta avvicinando la realizzazione del mondo come Dio lo sogna e vuole. Sia questa speranza ad animare il nostro cammino di fede quotidiano, incontro al Signore che viene.


10 novembre 2016

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