01
feb

A Filomena, 54 anni, serve il nostro aiuto

La situazione di FILOMENA, 54 anni, è molto triste: separata e piuttosto malandata di salute, ha tre figli a carico, due in cerca di occupazione e una figlia gravemente handicappata. Questa ragazza diciannovenne, affetta da ritardo psicomotorio con tetraparesi spastica, è incapace di compiere da sola gli atti elementari della vita. Fintanto che la figlia frequentava la scuola (a giugno ha conseguito la maturità scientifica), Filomena, lavorando part-time come badante, riusciva ad arrotondare la sua pensione d’invalidità con qualche entrata. Adesso che la ragazza è a casa e la sua assistenza è tutta sulle sue spalle la donna non può più svolgere quei lavori remunerati fuori casa. A peggiorare la condizione familiare è avvenuto che, in attesa delle verifiche di routine, è stata sospesa alla figlia la pensione che percepiva con l’accompagnamento per disabili. Senza più redditi, Filomena si ritrova con l’acqua alla gola e può solo confidare nell’aiuto della nostra generosa condivisione

Pubblicato il 01 febbraio 2012 - Commenti (0)
25
gen

Simonetta, una donna spezzata dal dolore

SIMONETTA, 37 anni, era una donna felice coi suoi tre figli: un ragazzo di 19 anni neodiplomato, una ragazzina di 16 anni che studia e un bambino di 10 anni. Un giorno la tragedia: il marito, camionista, viene aggredito e ucciso per rapina. L'uomo aveva solo 38 anni ed era un papà affettuoso, nonché l'unico sostegno della famiglia. Oltre che nel dolore per la tragica perdita del loro caro, moglie e figli si trovano in seria precarietà. Benchè il figlio maggiore si dia da fare è ben poco ciò che riesce a portare a casa. La secondogenita, sofferente di grave scoliosi invalidante, si è chiusa in un preoccupante stato depressivo e di disadattamento sociale e necessiterebbe di cure specialistiche personalizzate. A sei mesi dalla disgrazia e pur reagendo con grande dignità, Simonetta oggi non sa come assicurare le cure alla figlia, sopperire alle necessità quotidiane, pagare mutuo e utenze di casa, con la sola pensione di reversibilità del marito. La situazione è davvero insostenibile.

Pubblicato il 25 gennaio 2012 - Commenti (0)
19
gen

E Piera si aggrappa alla nostra solidarietà

PIERA, 34 anni, sposata con tre figli, due ragazzi ancora studenti e un bambino di 3 anni. Nell’intento di tenere unita la famiglia, la donna continua a subire mortificazioni e violenze da parte del marito, alcol-dipendente. Lei si è sempre fatta in quattro, lavorando come donna delle pulizie, ma adesso è stanca ed esausta. Oggi senza l’aiuto della carità non potrebbe assicurare l’indispensabile ai figli i quali, oltretutto, vivono un rapporto molto conflittuale col padre che non contribuisce minimamente alle necessità familiari. Per aprirle una prospettiva più sicura di lavoro, la Caritas parrocchiale si è impegnata affinché Piera segua un corso di formazione come operatrice sociale ma, essendo questo a pagamento, lei non riesce a sostenerne il costo e pertanto, ridotta allo stremo, si aggrappa alla nostra solidarietà.

Pubblicato il 19 gennaio 2012 - Commenti (0)
12
gen

Mariella, due abbandoni, da sola non ce la fa

MARIELLA, 41 anni, è stata abbandonata da piccola ed è cresciuta in istituti diversi. Le privazioni effettive sperimentate l’hanno relegata in una grave fragilità psicologica: è, infatti, riconosciuta invalida al 75% per disturbo borderline di personalità. In giovane età ha avuto un figlio dal quale è stata costretta a separarsi. In seguito si è sposata e ha potuto riprendere con sé quel figlio dato in affido familiare (oggi ventenne) ed è diventata mamma per la seconda volta, di una bimba che ora ha 5 anni. Con il sopraggiungere di una profonda crisi coniugale, la donna ha subìto, suo malgrado, un nuovo abbandono. Adesso, nonostante i lavori saltuari che da sola trova e svolge, Mariella non riesce più a mitigare la grave precarietà in cui vive con i figli. Rischia di finire in strada se non salda, sia pure in forma rateale, gli affitti arretrati che ha accumulato: quasi 7 mila euro, una cifra che, purtroppo, da sola non riuscirà mai a mettere insieme.

Pubblicato il 12 gennaio 2012 - Commenti (0)
05
gen

Mario e Marco e la sindrome di Marfan

MARIO e MARCO, fratelli di 9 anni, sono affetti da una rara patologia genetica nota come sindrome di Marfan. Per limitare il progredire delle modificazioni strutturali legate alla malattia, che colpisce occhi, cuore, polmoni, bocca, colonna vertebrale e altro, necessitano
di protesi e ausili specifici a pagamento. Inoltre, devono spesso essere ricoverati in strutture specializzate fuori Regione. I bambini sono accompagnati dai genitori che, dovendo ogni volta trovare una sistemazione lontana da casa, vivono costantemente una situazione precaria, con spese che superano regolarmente le entrate familiari (il papà è guardia giurata e la madre assistente sociale). Schiacciati dai debiti, i coniugi hanno chiesto di pubblicare il caso dei figli per ricevere aiuto, ma anche per smuovere le istituzioni dello Stato affinché si prevedano maggiori tutele per le famiglie con casi estremi come il loro.

Pubblicato il 05 gennaio 2012 - Commenti (0)
22
dic

Tutta una comunità chiede una mano per Eugenia

EUGENIA, 65 anni, è rimasta vedova con due figli di 25 e 37 anni che vivono in casa e sono senza un lavoro continuativo. Affetta da grave ipertensione arteriosa, si è sottoposta al delicato intervento chirurgico di isterectomia e mastopatia per nodulo al seno. Ancora oggi in terapia e sotto stretto controllo medico, la donna non può lavorare. La famiglia nel paese è conosciuta per la dignità e l’onestà con cui reagisce agli eventi drammatici che, ultimamente, le si sono rovesciati addosso: la recente morte del capofamiglia per tumore; il fallimento di una piccola attività commerciale a conduzione familiare; la mancanza di lavoro dei ragazzi che si industriano in lavoretti occasionali per racimolare qualche entrata. Viene proprio dalla piccola comunità locale, unita al parroco, la richiesta di dare loro una mano a risollevarsi.

Pubblicato il 22 dicembre 2011 - Commenti (0)
15
dic

Alessandra, 4 figli, ha davvero bisogno di noi

ALESSANDRA, 29 anni, ha quattro figli rispettivamente di 3, 8, 11 e 13 anni. Sposata giovanissima, è separata dal marito, che risulta disoccupato e non contribuisce né al pagamento dell’affitto né al mantenimento dei figli. La giovane donna, già di estrazione familiare poverissima, è nullatenente e le sue uniche entrate le ricava da ore di servizio presso terzi, che saltuariamente riesce a fare. Senza il sostegno caritativo non riuscirebbe ad assicurare neppure il minimo indispensabile ai bambini che, oltretutto, soffrono terribilmente per l’assenza inspiegabile del padre. Ora un’altra preoccupazione l’assilla: nella figlia minore si è bloccato il normale sviluppo corporeo. Urgono esami e accertamenti per individuarne la causa. Alessandra vuole sottoporre la bambina a un consulto medico presso un Centro specializzato fuori della sua Regione ma, cosciente che da sola non ce la può fare, chiede aiuto per questo.

Pubblicato il 15 dicembre 2011 - Commenti (0)
06
dic

Ivo e l'incidente che ha piegato la famiglia

IVO, 34 anni, è un ex operaio, sposato, con due figli di 5 e 7 anni. A seguito di incidente stradale, dove ha subìto anche una grave lesione del braccio destro, l’uomo presenta una sindrome cerebrale post traumatica; è sotto farmaci anticonvulsivi e necessita di cure fisioterapiche presso un Centro specializzato. Di fatto Ivo, non potendo più proseguire il suo lavoro, è stato licenziato. La moglie, affetta da sarcoidosi polmonare, non può dedicarsi a lavori fuori casa dovendo assistere lui e seguire da sola i figli ancora in tenera età. Così la famiglia per andare avanti ha cominciato a indebitarsi e non è più riuscita a pagare affitto e spese di casa. I coniugi sono ricorsi alla Caritas locale che può aiutare solo per le necessità primarie di cibo e vestiti, ma i bisogni e i disagi continuano ad aumentare data la totale mancanza di reddito.

Pubblicato il 06 dicembre 2011 - Commenti (0)
01
dic

La mamma di Mirco teme di non farcela da sola

MIRCO, 20 anni, ha avuto un pauroso incidente con la moto dal quale è uscito vivo, ma politraumatizzato e mantenuto in una situazione di coma farmacologico. Dopo più di un mese in rianimazione, e risvegliato dal coma, è arrivata la diagnosi infausta di lesione midollare. Su suggerimento dei medici che l’hanno avuto in cura, è stato trasferito al centro di riabilitazione di un’altra regione, lontano da casa, ma con personale esperto nelle lesioni della colonna e del suo tipo di prognosi. Qui Mirco dovrà rimanere molto tempo ancora, nel tentativo di recuperare le funzioni primarie. La sua situazione familiare ed economica è molto difficile. La madre, separata dal marito, per assistere Mirco si è trasferita in un minialloggio nei pressi dell’ospedale. È lei che, tristemente conscia di non farcela da sola, chiede aiuto per assicurare a Mirco la sua presenza e la continuità delle cure necessarie.

Pubblicato il 01 dicembre 2011 - Commenti (0)
24
nov

Bernardo, modesto e discreto anche nel bisogno

BERNARDO, 42 anni, moglie casalinga e tre figli di 5, 7 e 9 anni. La famiglia, che vive in un piccolo appartamento in affitto, è sempre stata modesta e discreta – scrive il parroco – e anche ora, che si trova in un periodo di disperato bisogno, non sa come chiedere. La moglie è
caduta in un grave stato depressivo a seguito di aborto spontaneo e necessita di aiuto psicologico. Per starle accanto e dovendo provvedere da solo a figli e casa, Bernardo è stato costretto a lunghi periodi di assenza dal lavoro, e ora rischia anche di perderlo. Tutto si ripercuote sui bambini che risentono molto delle condizioni della mamma e della perenne insicurezza e angoscia del papà. Il secondogenito, un bambino fragile e delicato, affetto da ritardo cognitivo e disturbi del linguaggio, necessita di logoterapia e controlli clinici periodici. La famiglia ha veramente bisogno di un generoso sostegno perché Bernardo possa garantire a moglie e figli le cure necessarie.

Pubblicato il 24 novembre 2011 - Commenti (0)
17
nov

Giuliano chiede una mano per non perdere tutto

GIULIANO, 49 anni, è sposato e ha tre figli di 6, 12 e 21 anni. Il figlio maggiore studia, mentre la moglie che si occupa della casa e dei figli, è dedita in particolare alle cure del secondogenito, colpito alla nascita da cerebropatia anossica, tetraparesi spastica e una grave forma di epilessia. La situazione è sovraccarica di problemi: il dodicenne malato respira grazie a un ventilatore meccanico e va assistito fin nei più semplici atti quotidiani della vita. I genitori hanno fatto di tutto per strappare il piccolo dalla sua condizione vegetativa: impegnati sempre con grande dispendio di energie e risorse, negli spostamenti dal paese all’ospedale del capoluogo per visite mediche, esami, controlli e apparecchi sanitari. Lavorando soltanto il capofamiglia, ora sono in notevole ritardo nel pagamento del mutuo. Giuliano, cosciente di non farcela più da solo, tende la mano e spera nel sostegno della nostra solidarietà per non perdere il bene della casa.

Pubblicato il 17 novembre 2011 - Commenti (0)
09
nov

Nicolò e la casa che non può perdere

NICOLÒ, 59 anni, sposato e con due figli di 21 e 27 anni, vive una realtà molto difficile da sostenere da quando è stato messo in mobilità per l’accompagnamento alla pensione. La famiglia si è sacrificata al massimo per affrontare la malattia della figlia maggiore, affetta da psicosi autistica e insufficienza mentale grave. Negli anni, le continue visite, terapie e degenze hanno dissestato le loro modeste finanze. Per andare avanti Nicolò ha dovuto chiedere altri prestiti e non è più riuscito a pagare le rate del mutuo acceso nel 2001 per l’acquisto della casa. Oggi, debilitato da fatiche e ristrettezze, sta crollando sotto tutti i punti di vista. Sostegno dalle istituzioni non ne ha, e la perdita della casa, già riadattata alle esigenze della figlia disabile, farebbe precipitare la situazione della famiglia. Nicolò chiede aiuto per pagare la conversione del pignoramento in prestito e scongiurare la vendita all’asta della casa.

Pubblicato il 09 novembre 2011 - Commenti (0)
03
nov

Agata e la figlia, da sole non ce la fanno più

AGATA, 48 anni, rimasta sola dopo la separazione dal marito, avvenuta insieme alla scoperta della propria malattia: carcinoma mammario infiltrante con metastasi linfonodali. Nel tentativo di sconfiggere il male la donna si è sottoposta a cicli di radio e chemioterapia molto debilitanti, dopo i quali ha ora davvero bisogno di assistenza. La figlia maggiorenne, con grande dispiacere e precludendosi una strada professionale, ha lasciato la scuola, causa le condizioni di salute della madre che non le concedono la serenità e la tranquillità necessarie allo studio, e anche per la precarietà economica. Agente di commercio e impossibilitata a lavorare, Agata ha tirato avanti grazie all’aiuto del gruppo caritativo parrocchiale che però non è più in grado di sostenere la situazione che continuamente si aggrava.

Pubblicato il 03 novembre 2011 - Commenti (0)
27
ott

Odilla, un aiuto per non soccombere

ODILLA, 42 anni, per la morte improvvisa del marito, con i suoi due figli di 11 e 17 anni, è rimasta senza alcuna risorsa economica. Il marito era disoccupato e provvedeva alla famiglia soltanto con lavori saltuari. Odilla è caduta in un forte esaurimento depressivo e, trovandosi sola nel grave impegno di prendersi cura dei figli, entrambi con problemi di salute (il maggiore ha una funzionalità renale gravemente compromessa e il minore manifesta disturbi specifici dell’apprendimento scolastico), non è più in grado di svolgere quei lavori fuori casa con cui contribuiva al mantenimento. Non riesce a pagare l’affitto di casa e vive con lo spettro incombente dello sfratto. Odilla può sperare di non soccombere soltanto grazie all’intervento di un aiuto esterno che possa alleviare il peso delle sue condizioni.

Pubblicato il 27 ottobre 2011 - Commenti (0)
19
ott

Elvio, tanto dolore e povertà da superare

ELVIO, 39 anni, rimasto vedovo, è padre di tre figli rispettivamente di 2, 5 e 9 anni. La giovane moglie, colpita da carcinoma gastrointestinale, è morta dopo un lungo calvario di sofferenze e cure. Per scoprire le cause della sua malattia e affrontare le spese per le visite specialistiche e i ricoveri clinici nel tentativo estremo di fermare il male, il marito ha esaurito tutti i risparmi e ha dovuto ricorrere a prestiti presso diverse persone. Purtroppo, anche l'uomo ha avuto problemi di salute e per le prolungate assenze ha perso il lavoro. Oltre al grande dolore per la perdita della mamma, Elvio e i figli soffrono per le condizioni di estrema povertà. Anche l’aiuto, ricevuto da parenti e amici subito dopo la disgrazia, col tempo si è affievolito. Ora, sebbene Elvio sia vicino alla prospettiva di una nuova occupazione, si aggrappa alla nostra solidarietà, confidando che possa alleviare la situazione in cui vive.

Pubblicato il 19 ottobre 2011 - Commenti (0)

Associazione don Zilli

Chi volesse intervenire a favore di questo caso e di altre attività benefiche e culturali, che non possono essere segnalate singolarmente, mandi le sue offerte servendosi del c/c postale. n. 14365209, intestato a: Associazione don Giuseppe Zilli - Onlus - Il caso della settimana - Via Giotto 36 - 20145 Milano, oppure del c/c bancario IBAN: IT92 V030 6909 4670 2063 0090 148 presso Banca Intesa Sanpaolo spa, o utilizzando la Carta di Credito entrando nell' area donazioni del sito dell'associazione Don Zilli all'Associazione don Giuseppe Zilli onlus, oppure comunicare il numero della Carta di Credito e la data di scadenza telefonicamente 02.480.120.40, o con posta elettronica donzilli@stpauls.it ricordando di indicare la causale del versamento. Tutte le offerte vengono devolute in beneficenza, e comunque per fini propri dell’Associazione, in base alle indicazioni dei contribuenti e alle reali necessità, accuratamente controllate, dei casi proposti. Le richieste di aiuto, documentate, devono essere presentate per iscritto all’Associazione don Giuseppe Zilli - Via Giotto 36 - 20145 Milano - tel. 02/480.120.40. La loro pubblicazione viene decisa, a discrezione dell’Associazione, solo dopo i necessari riscontri.

Ogni erogazione liberale a favore delle attività dell'Associazione Don Giuseppe Zilli onlus è fiscalmente deducibili ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 4/12/1997 n.460 e dell'art.14 Capo VIII del D.Lgs. 14/03/2005 n.35.

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