15 mag
FRANCESCA, 50 anni, sposata e madre
di cinque figli, di cui tre coniugati
e due ragazzi di 23 e 17 anni. Colpita da
grave cardiopatia e reduce da un delicato
intervento per fratture multiple al
piede e alla caviglia, non è più in grado
di svolgere il lavoro di collaboratrice
domestica con cui mandava avanti la
famiglia. Il marito, senza lavoro per termine
di contratto, è lontano da casa in
cerca di occupazione, e non è riuscito
finora a contribuire al sostentamento
dei suoi cari o al pagamento dell’affitto.
Dei due figli, il minore frequenta
l’Istituto alberghiero con buoni risultati,
sebbene affetto da dislessia. Il maggiore
ha appena iniziato un lavoretto
precario. La pensione d’invalidità che
percepisce Francesca è di circa 270 euro,
un’entrata decisamente insufficiente
per sostenere le continue cure cui la
donna deve sottoporsi e le necessità
di ogni giorno.
Pubblicato il 15 maggio 2013 - Commenti (0)
08 mag
LUCIO, 80 anni, la cui storia ci è riferita dal suo parroco, è veramente triste. Vedovo e malandato di salute, si trova in una incresciosa situazione dovuta all’odissea della malattia dell’unica figlia adottata dalla coppia all’età di 5 anni. Questa, oggi trentanovenne, è portatrice di gravi problemi mentali che si sono manifestati sin dall’infanzia con turbe comportamentali e difficoltà sempre più evidenti durante gli anni dell’apprendimento scolastico. I genitori hanno supportato enormi spese per curarla e tenersela vicina. Ora Lucio è rimasto solo e, con il peggioramento delle condizioni di salute sue e della figlia, si è reso necessario il ricovero della donna, in un’unica struttura possibile, a pagamento. Lucio non l’ha abbandonata, ma oggi è soffocato da debiti che da solo non è assolutamente in grado di pagare.
Pubblicato il 08 maggio 2013 - Commenti (0)
02 mag
CESARE è rimasto disoccupato a 53 anni, con una famiglia ancora impegnativa da mantenere. La moglie richiede la sua presenza costante perché è affetta da un grave disturbo ansioso-depressivo, insonnia e continue crisi di attacco di panico. I figli, rispettivamente di 27 e 34 anni, che finora sono riusciti a trovare soltanto lavori precari e a breve termine, sono entrambi fidanzati e impossibilitati a sposarsi per assoluta mancanza di mezzi propri. La modesta pensione accordata alla moglie è l’unica entrata della famiglia. Cesare, purtroppo anche lui fragile di salute in quanto cardiopatico, in tali condizioni, ha dovuto suo malgrado ricorrere a prestiti per tirare avanti. Adesso l’uomo è nella piena disperazione: non solo non riesce più a far rientrare i debiti contratti, ma li vede aumentare vertiginosamente con gli interessi passivi che, purtroppo, maturano.
Pubblicato il 02 maggio 2013 - Commenti (0)
24 apr
MICHELE, 66 anni, vedovo, con un figlio di 32 anni affetto da epilessia nella forma definita “piccolo male”. La moglie colpita da tumore, aveva seguito lunghe e debilitanti terapie. Per assisterla nei continui ricoveri e, al tempo stesso, gestire la famiglia, Michele aveva dovuto interrompere il suo lavoro di commerciante. Tutto ciò ha comportato, nel tempo, un aggravio economico superiore alle possibilità familiari. Per pagare, almeno in parte, i debiti accumulati l’uomo è stato costretto a cedere la sua attività a prezzo svantaggioso. Al tempo stesso, colpito anche lui nella salute, è stato sottoposto d’urgenza a un intervento per infarto acuto del miocardio. Oggi, impossibilitato a lavorare e in attesa dell’assegno di invalidità, Michele non può onorare il mutuo ancora in corso e rischia di perdere anche la casa in cui vive.
Pubblicato il 24 aprile 2013 - Commenti (0)
17 apr
CAROLINA, 42 anni, nubile. In anni difficili, con coraggio ha cresciuto da sola la figlia (ora quattordicenne) senza alcun appoggio, né affettivo né materiale. Il padre della bambina, quando questa aveva pochi mesi, è sparito senza farsi mai più trovare. La donna è andata avanti alternandosi in servizi diversi, ma da due anni non lavora a causa della salute. Ora, è arrivata dai medici la diagnosi di sclerosi multipla. Nel frattempo Carolina, pur occupando un piccolo alloggio popolare, non è più riuscita a pagare l’affitto e ha dovuto indebitarsi per le necessità quotidiane. Avrebbe assoluto bisogno di cure e protesi ai denti per potersi nutrire normalmente, ma la pensione d’invalidità rilasciatale da poco è del tutto insufficiente per vivere con la figlia e sostenere il cumulo di spese legate al progredire della sua malattia
Pubblicato il 17 aprile 2013 - Commenti (0)
10 apr
UMBERTO, 44 anni, sposato e padre di due bambine di 9 e 11 anni. Nel 2005 ha perso il posto per il fallimento dell’impresa edile in cui lavorava. Da allora è disoccupato e manda avanti la famiglia con il guadagno di lavori occasionali o dando una mano nella conduzione di un chiosco di bibite. La moglie, in cura per una grave forma tumorale, è invalida e bisognosa di assistenza. Umberto è spesso costretto a rimanere a casa per accompagnarla alle visite di controllo e occuparsi delle figlie. Per una persistente forma di bronchite e malesseri vari che fanno pensare al peggio, da diverso tempo e suo malgrado, non riesce a trovare un qualsiasi lavoro a giornata, con pesanti ripercussioni sulle generali condizioni familiari. Ora, per mancato pagamento del mutuo pendente sulla casa in cui vive, questa è stata messa in vendita all’asta dal tribunale.
Pubblicato il 10 aprile 2013 - Commenti (0)
03 apr
CLAUDIA, 36 anni, madre di tre figli rispettivamente di 1, 5 e 12
anni, ha una situazione difficile da gestire e sostenere, specialmente
da quando il compagno e padre dei bambini l’ha abbandonata.
La miseria è di casa da sempre, gli aiuti della comunità parrocchiale
sono sempre impari alle necessità reali e l’emarginazione
in cui vivono ha gravi ripercussioni anche psicologiche sulla
crescita dei bambini. Alla preoccupazione giornaliera di riuscire
a mettere insieme un pasto completo, si è aggiunta ora l’angoscia
per la salute del secondogenito, ricoverato d’urgenza per
emorragie. Il bambino è in cura chemioterapica per leucemia linfoblastica
acuta. Claudia non può lavorare, perché il figlio ha bisogno
della sua presenza costante e non ha reddito, escluso un
esiguo contributo assistenziale da parte del Comune.
Pubblicato il 03 aprile 2013 - Commenti (0)
27 mar
DAMIANO, 47 anni, è sposato e ha
tre figli: uno di 18 anni in cerca di occupazione,
una di 4 anni e l’ultima di
soli tre mesi. Fino a quando lavorava
in una società di infrastrutture, riusciva
a mandare avanti la famiglia.
Ora è stato licenziato e la sua famiglia
è ai limiti della sopravvivenza.
Le condizioni di vita di questo nucleo
familiare sono ulteriormente peggiorate
con il sopraggiungere della grave
malattia, l’epilessia, che ha reso
l’uomo inabile al lavoro ma senza diritto
all’assegno di invalidità. Damiano
riceve il pacco viveri che gli passa
la Caritas, ma a causa delle bollette
inevase si trova staccate le utenze di
luce, gas e telefono e rischia di perdere
l’alloggio. Stanco e malato, si rivolge
con fiducia ai nostri lettori con la speranza d’un miglioramento
di vita per i suoi cari.
Pubblicato il 27 marzo 2013 - Commenti (0)
21 mar
GUIDO, 62 anni, due figlie a carico disoccupate,
di cui una ragazza madre con una
bambina di 6 anni. L’uomo si trova in una situazione
economica disastrosa dovuta alle
gravi patologie di cui sono portatrici la moglie
e la nipotina. La donna, infartuata, è affetta
anche da malattia neoplastica; la bambina,
affetta da patologia autoimmune, necessita
di frequenti controlli e ricoveri in
strutture lontane da casa. Guido, saldatore
di professione, rimasto senza lavoro per crisi
della ditta, si è visto costretto a chiedere
dei prestiti poichè la pensione d’invalidità
della moglie, pur con indennità di accompagnamento,
non copre i bisogni familiari del
quotidiano. Ora i creditori minacciano di adire
le vie legali per il rientro del dovuto. E
Guido vede seriamente aggiungersi ai gravi
problemi già esistenti quello di trovarsi la
casa pignorata.
Pubblicato il 21 marzo 2013 - Commenti (0)
13 mar
ROBERTA, 23 anni, e i due fratelli di 14 e 19
anni, sono reduci di una lunga e dolorosa situazione
familiare. Il padre, dopo gravi sofferenze,
è deceduto nel 2007 per tumore ai polmoni.
Dalla morte del marito, la madre ha vissuto un
suo logorante calvario: nonostante tre interventi
chirurgici e le prolungate degenze
in ospedale per reagire con tutte le forze,
non ha superato la lotta personale contro
il male che la consumava, e la sera
del primo dell’anno è morta. Oggi, i tre ragazzi,
oltre a essere provati dal
lutto, sono in condizioni economiche molto
critiche. Dai parenti non possono aspettarsi
continuamente aiuto. Per quanto Roberta e il
fratello maggiore s’impegnino con tanta buona
volontà, sinora non hanno trovato che qualche
lavoro precario. La triste situazione in cui si trovano
ha spinto il parroco a chiedere aiuto alla
famiglia dei nostri generosi lettori.
Pubblicato il 13 marzo 2013 - Commenti (0)
06 mar
ANGELINA, 53 anni, sposata con tre figli di 12, 18 e 20 anni ancora studenti. Il marito aveva avviato una piccola attività di consulenza finanziaria accedendo a un prestito bancario. Il brusco calo di lavoro, le pressanti richieste bancarie di far rientrare il prestito maggiorato da pesanti interessi passivi, e il timore di vedersi pignorare la casa unico bene di proprietà, lo hanno ridotto sul lastrico. In queste precarie condizioni familiari è sopravvenuta per Angelina la diagnosi di tumore al seno e la necessità di sottoporsi d’urgenza a intervento di mastectomia radicale. Debilitata e sopraffatta dallo sconforto la donna ha dovuto affrontare anche una terribile scoperta: che il marito nella “speranza di rifarsi” era caduto nella dipendenza da gioco d’azzardo. Angelina ha bisogno di aiuto per arginare la situazione e le gravi ripercussioni negative che questa sta avendo sui figli.
Pubblicato il 06 marzo 2013 - Commenti (0)
27 feb
RITA, 31 anni, con un figlio undicenne e, da maggio dello scorso anno, tre gemelli, uno dei quali segnato da idrocefalia. Il suo compagno, che ha avuto a che fare con la giustizia, l’ha lasciata sola; risulta disoccupato e non contribuisce né al mantenimento dei figli né al pagamento dell’affitto. Rita, di estrazione familiare poverissima, è nullatenente; senza il sostegno caritativo non potrebbe assicurare ai figli neppure l’indispensabile, e la situazione va peggiorando giorno dopo giorno. Il bambino più grande, conscio della precarietà che lo circonda, manifesta il grave disagio che vive con un preoccupante deperimento fisico, disturbi del linguaggio e blocco nell’apprendimento scolastico. La critica condizione di questa famiglia ci è segnalata da un centro di ascolto parrocchiale.
Pubblicato il 27 febbraio 2013 - Commenti (0)
21 feb
GIULIANA, 44 anni, nubile. Vive in appartamento d’affitto con il fratello celibe, gravemente ammalato. L’uomo è riconosciuto invalido al 100 per cento, ma senza diritto all’accompagnamento. Alla sua assistenza provvede la sorella, a sua volta parzialmente invalida per disturbi tiroidei e artrosici. Giuliana si fa in quattro, andando anche a fare pulizie, ma ha sempre tribolato per mettere insieme pranzo e cena e adesso è giunta allo stremo delle forze. Il fratello, peggiorato, richiede una presenza costante, ma il pagamento di affitto e utenze di casa senza il lavoro di lei si porterebbe via l’intera pensione di lui, e nulla rimarrebbe per vivere. Sulla drammatica situazione, lenita solo dagli aiuti della Caritas locale che ce l’ha segnalata, grava quindi, insieme alla precarietà quotidiana, la preoccupazione dell’affitto insoluto e il pericolo di finire sulla strada.
Pubblicato il 21 febbraio 2013 - Commenti (0)
13 feb
SIMONE, 9 anni, è affetto da sindrome di Wiskott-Aldrich, una rara malattia genetica che colpisce il sistema immunitario. Già nefropatico, gli è subentrata una grave uveite con retinopatia che ha causato la perdita di un occhio e ora sta interessando anche l’altro. Il bambino si trova ricoverato in regime d’urgenza per trattamento specialistico, presso un centro lontano dal luogo in cui abita la famiglia. I genitori sono disperati; per il calvario di cure e di interventi a cui Simone deve essere sottoposto, e perché non hanno assolutamente mezzi per far fronte alle spese che questo comporta. La madre collabora due mesi all’anno presso un Caf locale, mentre il padre, che lavorava presso un’azienda di legnami, è disoccupato. Non hanno entrate, al di fuori del limitato sostegno dei parenti e dell’interessamento caritativo della comunità parrocchiale.
Pubblicato il 13 febbraio 2013 - Commenti (0)
05 feb
VITALIA, 64 anni, per sostenere la situazione familiare resa difficile dalle condizioni di salute del marito e del figlio 42enne, ha sempre avuto bisogno di aiuto. Il marito è semiparalizzato a causa di infarto ischemico cerebrale. Il figlio, affetto da diabete mellito, sta perdendo la vista e ha subìto l'amputazione di un dito del piede colpito da cancrena. In famiglia vive anche l’altro figlio, 44enne, disoccupato per mancato rinnovo del contratto in un’impresa di pulizie. L’unica entrata è la pensione del marito invalido, appena sufficiente a coprire le spese del vivere quotidiano. Per le visite, le cure o l’assistenza straordinaria che spesso si presenta indispensabile, Vitalia è costretta a rinunciare o dipendere da prestiti che diventano ulteriori aggravi.
Pubblicato il 05 febbraio 2013 - Commenti (0)
|
|