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Postato da Andrea Annibale il 22/08/2011 23.19
Buongiorno Monsignor Menichelli, la tua intervista mi ha indotto a rileggere Giovanni, 14, soprattutto i paragrafi da 1 a 12 del citato capitolo 14. In pratica, ricevendo l’eucaristia, cioè ricevendo Cristo, entriamo inevitabilmente in contatto con il Padre. Allo stesso tempo, con l’eucarestia, entriamo in intimità con lo Spirito di Dio, che ci suggerisce cosa chiedere con gemiti inesprimibili (Romani, 8, 26). Il giusto vivrà mediante la fede, come ricorda San Paolo (Romani, 1, 17), ma la fede si nutre della santissima eucarestia per noi cattolici. Quindi, come dice giustamente Lei e come mi permetto di interpretarla, l’eucarestia è la porta stretta tramite la quale entriamo in contatto con il Trascendente. La fede non è quindi un ragionamento teorico, ma un abbeverarsi concreto alla fonte che è Cristo. Bisogna però secondo me legare l’eucarestia alla figura del Padre e dello Spirito Santo e non limitarla ad un incontro con la sola figura di Gesù. Ciao.